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04 Novembre 2020

Tamponi rapidi in farmacia, al via Trento. Risolti nodi sicurezza, in studio somministrazione da farmacista


È in dirittura di arrivo la sperimentazione nella Provincia autonoma di Trento che vede il coinvolgimento delle farmacie nei tamponi antigenici rapidi a carico del sistema sanitario

È in dirittura di arrivo la sperimentazione nella Provincia autonoma di Trento che vede il coinvolgimento delle farmacie nei tamponi antigenici rapidi a carico del sistema sanitario: dopo l'incontro di venerdì, è stata firmata l'intesa tra Federfarma Trento, Farmacie comunali, Società multiservizi di Rovereto e Azienda sanitaria locale che ha definito il protocollo sanitario, gli aspetti tecnici e quelli retributivi, mentre si è in attesa della Delibera della Giunta che dovrà delineare gli ultimi dettagli su operatività, tempistiche e target. Se la procedura per garantire la sicurezza di farmacisti e utenti è stata messa a punto, tra i nodi da sciogliere resta il tema della reperibilità degli infermieri e, proprio su questo punto, sta proseguendo l'ipotesi del superamento di tale figura con un ruolo attivo del farmacista, previa formazione.

Ai nastri reclutamento delle farmacie. A breve delibera su operatività

«Stiamo informando e reclutando le farmacie del territorio» fa il punto Paolo Betti, presidente di Federfarma Trento, «in modo che possano procedere con l'accreditamento ed essere pronte a partire non appena ci sarà il via libera definitivo dalla Giunta. Siamo in attesa della Delibera, che dovrebbe essere licenziata a breve, nella quale verranno definiti gli ultimi dettagli in merito a operatività, tempistiche, target, linee guida tecnico-sanitarie. Secondo quanto emerso durante l'incontro, potrebbe esserci, infatti, un allargamento della platea dei destinatari, che per ora è relativo all'ambito scolastico (studenti, docenti, e così via), su tutta la popolazione». Intanto, nell'Intesa di venerdì, «è stata delineata la procedura e il protocollo sanitario che le farmacie devono mettere in campo. L'esecuzione dell'esame è richiesta su prescrizione con ricetta dematerializzata da parte del medico di medicina generale o pediatra di libera scelta. Il cittadino può prenotare la prestazione attraverso la piattaforma Cup on line, nella quale potrà selezionare farmacia e orario. L'esito del tampone, che sarà disponibile in circa tre ore, verrà inviato alla Centrale Covid, che provvederà alla gestione del paziente, nei due percorsi, a seconda che il risultato sia negativo o positivo».

Definito protocollo e procedura di accreditamento per risolvere nodo sicurezza

La fornitura dei kit di processazione «avviene da parte dell'Azienda sanitaria. Il compenso per la farmacia è stato stabilito in 15 euro per le urbane e 18 euro per le rurali». Importanti sono le indicazioni relative alla sicurezza: «Uno dei temi sul tavolo è stata la tutela dei farmacisti, titolari o collaboratori, e degli utenti. I tamponi possono essere eseguiti in luogo aperto adiacente alla farmacia o al suo interno, purché con orari e spazi dedicati, in modo da consentire la separazione dal resto dell'utenza. In questo caso, dopo ogni prestazione, sarà necessario mettere in atto le procedure di sanificazione». Non a caso, «tra le informazioni che sarà necessario indicare per l'accreditamento della farmacia ci sono le caratteristiche strutturali del presidio e il luogo in cui si intende eseguire i tamponi».

Passo avanti su ipotesi esecuzione tampone da parte farmacista

Al momento il test viene eseguito da infermieri e su questo punto è stata rilevata una criticità: «In questo momento di emergenza sanitaria diffusa, reperire infermieri, anche come liberi professionisti, è molto complicato». Per ovviare a questo nodo è in corso un confronto con il ministero della Salute: «Per la nostra Amministrazione la soluzione sarebbe quella di permettere al farmacista, formato, di eseguire direttamente i tamponi antigenici. A quanto ci risulta, da parte dell'Azienda sanitaria dovrebbe essere avviato un percorso di formazione, strutturato in una parte teorica e in una parte pratica che potrebbe essere condotta nei drive-trough già presenti sul territorio, per preparare il farmacista. Da parte del Ministero della Salute c'è disponibilità sul tema. Ma sarà necessario in ogni caso un atto formale per ridefinire le competenze richieste per l'attività di esecuzione del tampone, che non dovrebbe più essere indicato come atto medico». Complessivamente, è il commento, «siamo molto soddisfatti del modello che si sta delineando e che ci auguriamo possa fare da base per altre sperimentazioni in altre zone».

Francesca Giani

TAG: FARMACIA, FARMACIE, PROVINCIA DI TRENTO, FEDERFARMA TRENTO, FARMACISTA, TAMPONI RAPIDI

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