Mascherine, Fondazione Gimbe: obbligo può decadere, all’aperto minore probabilità di contagio
Mentre è atteso il parere del Comitato tecnico scientifico prosegue il dibattito sull'uso della mascherina all'aperto. Fondazione Gimbe: l'obbligo può decadere
Mentre è atteso il parere del Comitato tecnico scientifico che si dovrebbe riunire nella serata, prosegue il dibattito sulla possibilità quasi certa della sospensione dell'obbligo della mascherina all'aperto e a pronunciarsi favorevolmente è la Fondazione Gimbe, notoriamente "prudenziale" sui temi relativi alla pandemia
Il 53% della popolazione ha ricevuto la prima dose
Lo ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione intervenendo su Radio Cusano Campus: «Nonostante il mio atteggiamento prudenziale, credo che l'obbligo di mascherine all'aperto possa decadere. All'aperto abbiamo una minore probabilità di contagio, abbiamo il 53% della popolazione vaccinato con almeno una dose. All'aperto la mascherina può esserci utile se ci sono forme di assembramento o si è in un contesto in cui si parla, si canta. Dobbiamo anche essere pragmatici - ha sottolineato - i controlli non ci sono, la gente le mascherine se le toglie da sola, una settimana in più o una settimana in meno cambia poco». Secondo Cartabellotta il problema principale è il mancato tracciamento: «In questo momento in cui il contagio è calato - ha detto Cartabellotta - dobbiamo potenziare tutte le strategie di tipo di sanitario, le normative sui parametri che determinano la zona bianca però scoraggiano il contact tracing. La cosa più saggia sarebbe introdurre un numero minimo standard di tamponi da effettuare per 100mila abitanti».
Su obbligo pesano le varianti: attesi i nuovi dati di prevalenza
Indiscrezioni sull'incontro di oggi del Comitato tecnico scientifico dicono che tra le valutazioni potrebbe esserci quella di fissare il termine dell'obbligo quando tutta l'Italia sarà in zona bianca, dunque dal 28 giugno, quando anche la Valle d'Aosta, unica regione ancora gialla, cambi colore. L'altra possibilità che dovrebbe essere valutata è aspettare almeno fino al 5 luglio quando ci saranno più dati sul rischio varianti. Il ministero della Salute ha, infatti, disposto una nuova indagine rapida per stimare la diffusione nel Paese delle principali varianti del coronavirus in Italia, a partire proprio dalla Delta. La circolare, "Stima della prevalenza delle varianti VOC (Variant Of Concern) in Italia: lineage B.1.1.7, P.1, B.1.617.(1,2 o 3) e B.1.351, e altre varianti del virus SARS-CoV-2", firmata dal direttore della prevenzione Gianni Rezza dispone la nuova indagine. Lo studio sarà coordinato dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con le Regioni e PPAA ed in particolare con i laboratori da queste ultime identificati e prenderà in considerazione i campioni notificati il 22/06/2021, corrispondenti a prime infezioni, da analizzare tramite sequenziamento genomico.
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A cura di Redazione Farmacista33
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