Pnrr, dal Cdm ok alla riforma della sanità territoriale. Ecco come cambierà
Il governo è pronto a varare la riforma della sanità territoriale: il Cdm di giovedì, ha approvato, infatti, una delibera che supera lo stallo
Il governo è pronto a varare la riforma della sanità territoriale, nonostante la mancata intesa con le Regioni: il Cdm di giovedì, ha approvato, infatti, una delibera che supera lo stallo (per il no della Campania) e autorizza il ministero della Salute ad adottare il decreto ministeriale - di concerto col Mef - con i "modelli e standard per lo sviluppo dell'Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale".
La riforma è uno dei milestone del Pnrr e va attuata entro giugno: si individuano gli standard qualitativi e tecnologici per l'assistenza oltre a un modello di erogazione dei servizi omogeneo sul territorio. L'obiettivo della riforma, viene spiegato, è quello di ridurre le disuguaglianze attualmente presenti nei diversi territori. L'intervento rientra nell'attuazione della riforma delle "reti di prossimità, strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale e rete nazionale della salute, ambiente e clima," del Pnrr. Il governo ha presentato lo schema di decreto alla Conferenza Stato-Regioni di metà marzo. Dopo un primo rinvio su richiesta del Mef e interlocuzioni con le Regioni, il ministero della salute ha poi aggiornato e riformulato il testo su cui non è arrivata l'intesa nemmeno alla riunione di fine marzo per le criticità sollevate dalla Campania. Mancata intesa ribadita, sempre per il no della Campania, anche nella conferenza Stato-regioni di giovedì pomeriggio, dopo la quale l'esecutivo ha deciso di proseguire comunque per rispettare gli impegni del Pnrr. La parola chiave della riforma è prossimità. Si punta dunque, oltre all'assistenza ospedaliera, ad una sanità più vicina ai cittadini sul territorio. Il 'cuore' della nuova rete territoriale diventeranno le Case di comunità. Si tratta di presidi sempre aperti - 24 ore su 24 e per tutta la settimana - dove opereranno delle equipe multiprofessionali che potranno rispondere ai bisogni assistenziali non legati all'emergenza, per la quale il riferimento restano ovviamente le strutture ospedaliere. E' prevista la presenza di 1.350 Case di comunità. Proprio queste, ha avuto modo di chiarire lo stesso Ministro Speranza, "rappresentano il cuore della nostra nuova rete territoriale: hanno l'obiettivo strategico della presa in carico della comunità di riferimento con una equipe con medici, pediatri e infermieri. Si realizzerà una casa di comunità Hub ogni 40-50mila abitanti". Dei 20 miliardi di euro previsti dal Pnrr per la Sanità, 7 sono destinati appunto al territorio: finanziamenti che serviranno anche a potenziare l'assistenza domiciliare. Si farà dunque, della casa, ha più volte spiegato Speranza, "il primo luogo di cura, portando entro il 2026 l'assistenza domiciliare al 10% per gli over 65". La riforma prevede pure un altro tassello: gli ospedali di comunità (per la cui realizzazione è stanziato oltre un miliardo di finanziamenti) a prevalente gestione infermieristica. Ne saranno realizzati 400 entro il primo semestre del 2026. Infine, circa 7,6 miliardi andranno all'innovazione dei presidi sanitari, a partire dall'ammodernamento del parco tecnologico degli ospedali. Il termine ultimo per l'approvazione della riforma dell'assistenza territoriale è fissato al 30 giugno.
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A cura di Redazione Farmacista33
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