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23 Marzo 2023

Allergie respiratorie crescono con inquinamento. Otc utili nella gestione dei sintomi


L'aumento della temperatura che anticipa le fioriture delle piante e l'inquinamento atmosferico stanno portando a un aumento delle patologie allergiche


I cambiamenti climatici, in particolare l'aumento della temperatura che anticipa le stagioni di fioritura delle piante, insieme all'inquinamento atmosferico, stanno portando a un aumento delle patologie allergiche, tanto che "entro la metà di questo secolo, gli esperti stimano che oltre il 50% della popolazione sarà allergica". Lo ha spiegato Lorenzo Cecchi, Presidente AAIITO (Associazione Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri) in occasione dell'evento 'Allergie respiratorie e clima: cosa sta cambiando e cosa sapere" organizzato da Assosalute.

Inquinanti e aumento dell'infiammazione

La causa è la "sinergia dannosa tra inquinanti, pollini e allergeni. Infatti, gli inquinanti, da un lato, danneggiano la mucosa e facilitano la maggiore penetrazione dei pollini e, dall'altro, aumentano l'allergenicità degli stessi - secondo Cecchi. - Le sostanze che l'uomo ha introdotto nell'ambiente negli ultimi 60-70 anni, circa 350.000, provocano un danneggiamento della barriera epiteliale e la conseguente penetrazione di allergeni, sostanze inquinanti, irritanti e microorganismi, inclusi i batteri. Il danneggiamento della barriera epiteliale provoca e alimenta l'infiammazione, che è la fonte di malattie allergiche ma anche di altre malattie croniche".
D'altra parte, gli effetti del cambiamento climatico sui pollini e, in particolare, l'aumento delle temperature negli ultimi anni, anche nei mesi di settembre e ottobre, ha alterato la stagione di fioritura delle piante, con un conseguente anticipo della fioritura di molti alberi, come betulla e cipresso e un prolungamento di quella delle graminacee e della parietaria, due erbe molto importanti quando si parla di allergie in Italia.
Attualmente, secondo l'Accademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica (EAACI), sono 100 milioni i cittadini europei che soffrono di rinite allergica e 70 milioni di asma. Due malattie spesso associate, tanto che possiamo affermare che oltre il 90% degli asmatici ha anche la rinite e metà delle persone che hanno la rinite hanno l'asma in diverse gravità.

Antistaminici Otc e il consiglio del farmacista

In caso di allergie respiratorie oltre a una corretta diagnosi, la conoscenza delle proprie allergie per ridurne l'esposizione, è utile sapere e riconoscere l'importanza di un utilizzo corretto dei farmaci di automedicazione nel contrastarne efficacemente i sintomi. Si tratta di farmaci, antistaminici, da profilo di sicurezza molto elevato, disponibili sia per uso topico (spray nasali o colliri) o da assumere per via orale (compresse), rappresentano dei validi alleati e sono sicuri anche per i bambini, nelle dosi giuste. In presenza di congestione nasale dovuta ad allergie alle alte vie respiratorie, può essere utile ricorrere ad antistaminici (eventualmente con vasocostrittori), mentre i colliri antiallergici risultano utili per alleviare i sintomi della congiuntivite che spesso si associa alla rinite allergica. "Per l'utilizzo di tutti i farmaci e di automedicazione è fondamentale leggere sempre il foglietto illustrativo e rivolgersi al farmacista. Se poi la sintomatologia persiste si raccomanda una visita al proprio medico e/o dallo specialista - ha sottolineato Cecchi. - Infine, considerando l'ambiente un fattore importante sull'incidenza delle allergie respiratorie, sarebbe opportuno migliorare l'informazione, i sistemi di previsione e quelli di monitoraggio ambientale, sia per i pollini che per gli inquinanti, poiché tali sistemi potrebbero rappresentare dei validi strumenti per migliorare la qualità della vita dei pazienti".

Chiara Romeo

TAG: INQUINAMENTO AMBIENTALE, POLLINE, ALLERGIE

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