interviste
09 Ottobre 2024E' stata riavviata la discussione sulla nuova convenzione per le farmacie: un aggiornamento del tavolo per il rinnovo si è tenuto lo scorso 2 ottobre, i tempi sono serrati e il prossimo incontro è stato calendarizzato per il 23 ottobre. Il punto di Luca Pieri presidente di Assofarm
Il nuovo documento di convenzione con le farmacie si prospetta come tassello fondamentale per il consolidamento della farmacia dei servizi con l’obiettivo di passare dalla fase di sperimentazione a una fase di attuazione e consolidamento, attraverso una regolamentazione che consenta alle farmacie di entrare a pieno titolo nel Servizio Sanitario Nazionale. Ne ha parlato a Farmacista33 Luca Pieri presidente di Assofarm che ha partecipato insieme a Federfarma a un aggiornamento del tavolo di lavoro per il rinnovo della convenzione che si è tenuto lo scorso 2 ottobre. Insieme ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni è stata riavviata nel merito la discussione sospesa dalla pandemia Covid, i tempi sono serrati e il prossimo incontro è stato calendarizzato per il 23 ottobre.
È sicuramente molto complicato ricevere un'eredità così importante, il presidente Venanzio Gizzi è stato per tantissimi anni alla guida di Assofarm ed eguagliarlo e seguirne i passi credo sia fondamentale per l'attività di Assofarm. Il rinnovamento nella continuità è stato proprio il focus della mia relazione di insediamento, legata ai temi di sviluppo e dell’evoluzione delle farmacie nel contesto attuale. Ma tutto verte sulla necessità di un riconoscimento ancora più incisivo per le farmacie come elemento chiave del sistema sanitario nazionale. Siamo già riconosciuti dai cittadini per la nostra vicinanza e competenza, ma è fondamentale che anche a livello politico e istituzionale venga riconosciuto il ruolo strutturale della farmacia come elemento fondante della sanità pubblica, al pari delle altre componenti del settore sanitario.
C’è una ripresa della discussione che si era fermata con la pandemia che aveva interrotto i rapporti di discussione con le Regioni rispetto al rinnovo della convenzione. Si sta procedendo molto bene e il confronto al momento è positivo. Bisogna tener conto di quelli che sono le esigenze e gli impegni che Regioni e Stato devono avere nei nostri confronti e al tempo stesso anche di tutte le modifiche legislative che, dalla pandemia in avanti, sono avvenute con ricadute sul nostro impegno nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Diverse modifiche, tra leggi e decreti, hanno interessato il ruolo delle farmacie e in qualche modo dovranno essere integrate all'interno della convenzione. Siamo a buon punto e credo che tempi abbastanza brevi si possa arrivare alla sottoscrizione di un accordo.
Rispetto alla precedente versione della convenzione siamo arrivati alla fase di discussione su come la farmacia dei servizi dovrà essere regolamentata e soprattutto su come può prendere corpo. Abbiamo avuto un'accelerazione molto forte, e la stiamo ancora vivendo, della vita della farmacia dei servizi e di ciò che in farmacia si può fare in termini di servizi per migliorare la qualità sanitaria degli utenti pazienti. Siamo in una fase di sperimentazione e nella discussione sul rinnovo della convenzione si sta valutando come passare alla fase attuazione e consolidamento. Confidiamo che ci possa essere una regolamentazione che faccia fare un ulteriore salto di qualità e permettere alla farmacia di entrare a pieno diritto in quel segmento del Servizio Sanitario Nazionale che ci compete.
Abbiamo già riconvocato il tavolo di discussione. I tempi saranno serrati, perché la discussione è arrivata a un punto tale da dover discutere più su limature e su punti di diritto, piuttosto che sulle tematiche che sono già state condivise e che trovano le parti concordi, in senso generale. Adesso stiamo entrando nel dettaglio e si stanno limando le ultime divergenze, le ultime ‘distanze’ appunto, per poter arrivare in tempi brevi. Io mi auguro che entro l'anno si possa chiudere un accordo. Come dico sempre, noi ci sediamo al tavolo con la parte tecnica, poi sarà la parte politica, che governa la Conferenza delle Regioni, a dover accogliere. Ma da quello che ci risulta, la discussione politica va di pari passo con quella tecnica, e credo che in tempi abbastanza brevi, entro l'anno, si possa arrivare a sottoscrivere la convenzione.
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A cura di Simona Zazzetta
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