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15 Ottobre 2025

Farmacie, Butti (EG STADA): hub sanitario di prossimità che unisce equità, innovazione e relazione umana

Salvatore Butti, CEO di EG STADA Italia, analizza le trasformazioni in atto nel sistema sanitario e il ruolo crescente delle farmacie come hub di salute: dalla prevenzione alla salute mentale, dall’innovazione digitale alla continuità assistenziale

di Simona Zazzetta


Farmacie, Butti (EG STADA): hub sanitario di prossimità che unisce equità, innovazione e relazione umana

La farmacia del futuro non sarà più soltanto un luogo in cui acquistare farmaci, ma un vero presidio sanitario di prossimità che può contribuire a colmare il gap preventivo, rendendo più accessibili check-up e screening a chi oggi rinuncia per motivi economici o logistici. E la “legge delega per il riordino della normativa farmaceutica rappresenta un passaggio cruciale per il riconoscimento pieno del ruolo della farmacia come primo presidio sanitario territoriale”. Lo afferma Salvatore Butti General Manager & Managing Director di EG STADA Group in un’intervista a Farmacista33 in cui commenta affronta i principali temi che emergono dal Report STADA 2025.

Il Report STADA 2025 sottolinea una forte fiducia nei confronti dei farmacisti e classifica l'Italia al 5° posto per la fiducia nelle farmacie fisiche, tuttavia, un italiano su tre non si sottopone a nessun check-up sanitario preventivo, spesso a causa dei costi o dell’accessibilità. Secondo lei il potenziamento dei servizi offerti dalla farmacia può concretamente contribuire a colmare questo divario preventivo?

“Il dato emerso dal Report STADA 2025 conferma una tendenza che osserviamo da tempo: la farmacia è ormai percepita dai cittadini come un presidio sanitario di prossimità, integrato nel tessuto del Servizio Sanitario Nazionale. Questo riconoscimento non è solo simbolico, ma si traduce in un'opportunità concreta per ampliare l'accesso alla prevenzione.

Grazie alla sua capillarità sul territorio, la farmacia può intercettare fasce di popolazione che altrimenti rimarrebbero escluse dai percorsi di screening e monitoraggio. Potenziare i servizi offerti — dai test diagnostici rapidi alla telemedicina, passando per la presa in carico di pazienti cronici — significa rendere la prevenzione più accessibile, più tempestiva e più equa.
In un contesto in cui il 32% degli italiani rinuncia ai check-up per motivi economici o logistici, la farmacia può rappresentare una risposta concreta: vicina, competente e sostenibile. Investire in questo modello non solo migliora l’equità del SSN, ma rafforza il ruolo del farmacista come figura chiave nella tutela della salute pubblica”. 

Con la legge delega per il riordino della normativa farmaceutica, si prospetta una ridefinizione del ruolo e delle funzioni delle farmacie. In che modo questa riforma può sbloccare il potenziale della farmacia nel fungere da primo presidio sanitario territoriale e sostenere concretamente i principi di equità del sistema, in linea con l'elevata fiducia riposta nei farmacisti? 

“La legge delega per il riordino della normativa farmaceutica rappresenta un passaggio cruciale per il riconoscimento pieno del ruolo della farmacia come primo presidio sanitario territoriale. È un’opportunità per superare una visione meramente distributiva del farmaco e abbracciare una prospettiva clinica, relazionale e digitale, in linea con le esigenze di una sanità più vicina e più equa.

In questo nuovo scenario, la farmacia può finalmente esprimere tutto il suo potenziale come nodo connesso della rete assistenziale, contribuendo in modo concreto al miglioramento dell’aderenza e della persistenza terapeutica, alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici. La fiducia che i cittadini ripongono nei farmacisti — come evidenziato dal Report STADA — è una leva fondamentale per costruire percorsi di salute più efficaci e personalizzati.
La riorganizzazione normativa, se accompagnata da investimenti mirati e da una visione integrata tra istituzioni e professionisti, può trasformare la farmacia in un vero hub sanitario di prossimità, capace di intercettare i bisogni, ridurre le disuguaglianze e rafforzare i principi di universalità e accessibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale”.

Cresce l’apertura verso le nuove tecnologie e il 43% degli Italiani prenderebbe in considerazione l'idea di chiedere un consulto all'Intelligenza Artificiale ma c’è ancora molta fiducia nell'interazione personale per le consultazioni mediche/psicologiche. Ci dia una visione sull'integrazione delle tecnologie digitali e dell'IA all'interno della rete delle farmacie italiane dove il "fattore umano", che rende la farmacia un luogo di fiducia, è cruciale.

“L’Intelligenza Artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per il mondo della farmacia, soprattutto in termini di accessibilità, efficienza e personalizzazione dei servizi. Tuttavia, è fondamentale chiarire che l’IA non sostituisce il farmacista: ne amplifica le competenze, ne semplifica i processi e ne estende le possibilità di intervento.

Nel contesto di una farmacia sempre più digitale, l’IA può supportare la professione in molteplici ambiti: dalla formazione continua alla gestione intelligente del magazzino, dalla consulenza automatizzata per farmaci da banco alla raccolta e analisi dei dati per migliorare l’aderenza terapeutica. Ma il cuore della farmacia resta il fattore umano: la relazione di fiducia, l’ascolto, la capacità di interpretare bisogni complessi e di accompagnare il paziente nel suo percorso di salute. 
Il quadro normativo in evoluzione dovrà quindi favorire un’integrazione responsabile e sostenibile delle tecnologie, tutelando la centralità del farmacista e valorizzando il suo ruolo come professionista sanitario. Solo così potremo cogliere appieno i benefici dell’innovazione, senza perdere ciò che rende la farmacia un presidio insostituibile per la comunità".

Il Report evidenzia che una scarsa salute mentale ostacola l'adozione di abitudini sane e si parla anche di un "grande gap tra conoscenza e azione" per quanto riguarda l'alimentazione sana. Quali potrebbe essere i futuri sviluppi per sostenere il farmacista nell'assumere un ruolo più proattivo nell'educazione al benessere e nella gestione dei primi segnali di disagio?

“Il dato che emerge dal Report STADA è estremamente significativo: la salute mentale incide profondamente sulla capacità delle persone di adottare comportamenti salutari, e questo ci impone una riflessione sul ruolo che la farmacia può e deve giocare in questo ambito.

Il farmacista, per la sua prossimità e accessibilità, è in una posizione privilegiata per agire come “sentinella del benessere”: può intercettare segnali precoci di disagio, cogliere bisogni inespressi e orientare il cittadino verso percorsi di supporto adeguati, sempre in sinergia con il medico di medicina generale e gli altri attori della rete sanitaria. Perché questo ruolo possa essere pienamente esercitato, è fondamentale investire nella formazione: sia a livello universitario, con percorsi che integrino competenze in ambito psicologico, nutrizionale e comunicativo, sia attraverso programmi di aggiornamento continuo. Anche le aziende del settore possono contribuire, offrendo strumenti, contenuti e soluzioni che aiutino il farmacista a promuovere stili di vita sani e a rafforzare la propria funzione educativa.

In un contesto in cui il gap tra conoscenza e azione è ancora ampio, la farmacia può diventare un punto di attivazione del cambiamento: un luogo in cui la salute mentale e fisica vengono affrontate in modo integrato, con empatia, competenza e visione”.

TAG: ACCESSIBILITà AI SERVIZI SANITARI, SALVATORE BUTTI, EG STADA, FARMACIE

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