Pensioni, penalizzati lavoro discontinuo e stipendi bassi. Verso superamento Quota 100
Superamento di quota 100, che scadrà entro il 31 dicembre 2021, individuazione di ulteriori misure di flessibilità in uscita, la sostenibilità degli assegni pensionistici anche dei lavoratori discontinui, atipici e di quelli con gli stipendi più bassi, la questione dei giovani, il gender gap. Sono alcune delle questioni previdenziali su cui è aperto il confronto tra Governo e sindacati nei tavoli al Ministero del Lavoro, il più recente dei quali si è tenuto ieri. Intanto, la prima criticità posta è quella di evitare il cosiddetto scalone nel momento in cui Quota 100 arriverà al suo termine, ma, da quanto emerge, anche questo incontro si è rivelato sostanzialmente interlocutorio.
Penalizzata carriera "a buchi"
Il tema più caldo è quello che riguarda la flessibilità in uscita: in particolare sul tavolo c'è il superamento di Quota 100, di cui vengono messe in luce alcune criticità - viene penalizzata la «carriera a buchi» e, per quanto richiesta meno delle aspettative, ha oneri troppo elevati -, ma anche una riforma della legge Fornero. Ieri c'è stato il terzo tavolo tecnico di confronto convocato dal Ministero del Lavoro con le sigle confederali. Per quanto riguarda le posizioni, come riportato da un articolo di Repubblica di ieri, «la richiesta dei sindacati è di consentire un'uscita per tutti a 62 anni di età con almeno 20 di contributi e senza ricalcolare con il metodo contributivo gli anni "retributivi" pre-1996. Oppure con 41 anni di contributi a prescindere dall'età. Una proposta da considerare però solo come base di trattativa». Per i sindacati, nella proposta unitaria, occorre utilizzare tutti i risparmi attesi da Quota 100, per finanziare le nuove misure di flessibilità, che si stimano in 6 miliardi nel triennio. A ogni modo, un primo problema da risolvere è quello di evitare il cosiddetto scalone del 2022, la chiusura della finestra di pensionamento anticipato allo scadere della sperimentazione di Quota 100.
Tra le ipotesi Quota 102
Intanto, riferisce ancora Repubblica, «lato governo filtra una ipotesi: la nuova Quota 100 con "64+36" (al posto dell'attuale 62+38) o Quota 102 con "64+38", sommando l'età anagrafica e quella contributiva». Sarebbero due in particolare i nodi più scottanti: «le penalizzazioni e il traguardo contributivo. I sindacati non vogliono il ricalcolo contributivo perché - secondo uno studio dell'Osservatorio previdenza Cgil - molti perderebbero un terzo della pensione lorda, un quinto di quella netta. Rinunciando a cifre tra i 50mila e gli 80mila euro netti in vent'anni medi di vita dal pensionamento».
I lavoratori discontinui
Ma tra le questioni sul tappeto a cui occorrerà trovare una soluzione c'è anche il gender gap - ovvero la differenza degli assegni pensionistici, che per le donne, parallelamente agli stipendi, sono più bassi -, ma soprattutto la situazione dei lavoratori discontinui, precari e con contratti atipici, nonché la sostenibilità per i giovani, con l'idea di introdurre una pensione contributiva di garanzia. Tutte tematiche che richiederanno risorse. Il prossimo appuntamento a ogni modo è per metà della prossima settimana, quando si dovrà anche parlare di previdenza complementare. Intanto, entro la metà di marzo dovranno insediarsi le Commissioni sui lavori usuranti, prevista dalla Legge Bilancio, e quella per affrontare il tema della divisione tra spesa previdenziale e spesa assistenziale, con anche una rappresentanza tecnica di Governo, Inps e Istat. Mentre indicativamente intorno alla metà di aprile, quando verranno definite le linee di politica economica nel Documento di Economia finanza, occorrerà avere pronta una bozza programmatica sulla previdenza, quanto meno relativa alla flessibilità in uscita.
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A cura di Redazione Farmacista33
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04/11/2026
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