Piano sanitario Lazio: farmacia dei servizi nelle cure primarie. Entro gennaio 2021 i risultati da sperimentazione
La Regione Lazio inserisce il progetto della Farmacia dei servizi nel nuovo Piano sanitario: "servono nuovi modelli assistenziali per il miglioramento della capacità del cittadino di far fronte alle cure"
L'attività della farmacia, attualmente basata per lo più sulla distribuzione dei farmaci con una retribuzione basata sul prezzo dei medicinali, va riorientata a fornire servizi al paziente, retribuendo la farmacia stessa mediante onorario e quindi sganciando la remunerazione dal prezzo dei farmaci. È con quest'ottica che la Regione Lazio inserisce il progetto della Farmacia dei servizi nel nuovo Piano sanitario illustrato nel Decreto del Commissario ad acta della Regione del 25 giugno 2020, n. U00081, in materia di "Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio sanitario regionale 2019-2021" pubblicato sul Bur del Lazio (30 giugno).
Farmacie integrate nel integrate nelle cure primarie
Le Farmacie dei servizi trovano una loro prima collocazione nel modello organizzativo di riferimento delle cure primarie, come uno dei "principali nodi dell'offerta di servizi territoriali". Le farmacie, si legge nel documento, costituiscono "un importante punto di riferimento soprattutto per la persona con cronicità e per i suoi familiari, essendo un punto di accesso di grande capillarità e diffusione sul territorio: il loro coinvolgimento attivo può facilitare il conseguimento di significativi obiettivi in termini di prevenzione primaria e secondaria e di aderenza ai trattamenti, nel rispetto di protocolli condivisi con il team di cura". E nelle linee di intervento per lo sviluppo delle cure primarie, viene richiamato lo "Sviluppo di un modello di farmacia dei servizi integrato con le cure primarie" con una dead line al 31/12/2020 per un "Documento di indirizzo su farmacie dei servizi integrate nelle cure primarie".
Sperimentazione attività farmacia dei servizi
Un capitolo a sé è dedicato alla "Sperimentazione attività farmacia dei servizi" che pone come premessa l'inserimento della farmacia "nell'ambito della Comunità di pratica (Mmg, pediatri specialisti) per la presa in carico dei pazienti cronici" e il riorientamento "a fornire servizi al paziente, con specifico riferimento al miglioramento della aderenza terapeutica, alle cure domiciliari e alla integrazione con il team della Comunità di Pratica, retribuendo la farmacia stessa mediante onorario e quindi sganciando la remunerazione dal prezzo dei farmaci". La Regione, quindi prevede di sperimentare "nuovi modelli assistenziali che siano di supporto al miglioramento della capacità del cittadino di far fronte alla cura al fine di promuovere l'aderenza alla terapia e migliorare la sicurezza delle cure con particolare riferimento alla riconciliazione farmacologica e alla segnalazione di reazioni avverse ai farmaci anche conseguenti ad errori terapeutici". Altro ruolo fondamentale delle farmacie di comunità riguarda l'apertura del fascicolo sanitario che "faciliterà la completa presa in carico dell'assistito cronico e polipatologico nonché ulteriori progetti di dematerializzazione del promemoria farmaceutico grazie all'attivazione del fascicolo farmaceutico" e "la prevenzione sia attraverso attività di informazione e formazione sia collaborando alla attività di screening, in particolare del colon retto".
Ecco come procederà la Regione Lazio
Le linee di intervento individuate dalla Regione sono: 1. Individuazione di procedure operative per la sperimentazione dei servizi svolti dalle farmacie di comunità in linea con quanto previsto dal tavolo nazionale per la farmacia dei servizi; 2. Elaborazione di un progetto condiviso con le associazioni di categoria delle farmacie di comunità per il monitoraggio dell'aderenza terapeutica e per i servizi di screening del colon-retto; 3. Valutazione dei dati di consumo/aderenza e analisi dell'impatto al termine della sperimentazione. Gli interlocutori della regione saranno le Asl e le Associazioni di categoria delle farmacie e sul cronoprogramma la Regione indica il 31 gennaio 2021, come scadenza per avere un "Report sui risultati della sperimentazione".
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A cura di Redazione Farmacista33
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