Doping da integratori contaminati e fai-da-te, Ame: giovani più a rischio
Con il periodo estivo aumenta il ricorso a prodotti, in vendita in rete o nelle palestre, per dimagrire e migliorare le proprie performances che contengono sostanze dopanti. Un percorso fai-da-te rischioso per i giovani
Aumenta nel periodo estivo il ricorso a prodotti in vendita in rete o resi disponibili nelle palestre, per dimagrire, migliorare il benessere e le proprie performances che in realtà contengono sostanze dopanti, steroidi anabolizzanti, diuretici e anfetamine: un pericoloso fai-da-te a cui sono maggiormente esposti i più giovani. A lanciare l'allarme sul tema è l'Associazione medici endocrinologi (Ame) che invita "i più giovani a non lasciarsi abbagliare da facili scorciatoie che solo in maniera illusoria possono migliorare il proprio benessere e le proprie performances".
Ame: c'è chi si diletta a prepararli in casa
Una nota dell'Ame sottolinea che nei questi prodotti reperiti fuori dai canali ufficiali, ci possono essere "sostanze lecite come creatina e arginina. Ma non di rado possiamo trovarci anche steroidi anabolizzanti, diuretici e addirittura anfetamine. Mai come nella stagione calda si registra un vero e proprio boom di dubbie preparazioni galeniche e discutibili "integratori". Tra web e palestre, il reperimento di prodotti contenenti sostanze dopanti è più facile di quanto pensiamo". Inoltre, segnala un'attività casalinga di preparazione: "C'è chi poi si diletta a prepararli in casa, giocando al piccolo chimico. Quella degli integratori "dubbi" o "fai da te" è una moda sempre più diffusa che, proprio in estate, raggiunge il suo massimo picco con conseguenze sulla salute potenzialmente gravi. In alcuni casi senza sapere che si tratta di intrugli dopanti con conseguenze anche letali". «L'utilizzo di sostanze per migliorare l'immagine corporea e le performance fisiche - riferisce Francesca Delle Cese dell'Uo Endocrinologia della Fondazione Policlinico "A. Gemelli" Irccs di Roma e socia Ame - risale alle prime edizioni dei Giochi Olimpici. Questa pratica non si è, purtroppo, persa nel tempo ma dilaga tra i nostri giovani e meno giovani atleti, ma anche e soprattutto tra gli sportivi amatoriali o, più semplicemente, tra chi vuole ritrovare un sé completamente diverso nell'immagine che lo specchio riflette, utilizzando scorciatoie».
Difficile monitorare consumi nello sport amatoriale
Inoltre, a differenza del doping degli sportivi agonistici su cui esiste una vigilanza attiva, "il consumo esasperato di farmaci e integratori nello sport amatoriale e nelle palestre è, comprensibilmente, difficilmente monitorabile e questo lo rende eccezionalmente pericoloso". I controlli antidoping condotti nel corso del 2018 su 141 manifestazioni sportive amatoriali hanno rilevato cannabinoidi nel 33,3%, agenti anabolizzanti nel 26,7% e stimolanti nel 25% dei casi. Secondo i dati presentati al il 18° Congresso della Società italiana di tossicologia le sostanze potenzialmente pericolose più assunte nelle palestre sono anabolizzanti nel 27% dei casi e stimolanti (cocaina, ecstasy, anfetamina, efedrina) nel 49%. Inoltre, c'è anche un abuso di integratori a base di proteine e amminoacidi nel 36% e sostanze con proprietà dimagranti nell'11%. Il 36% delle volte vengono acquistati su Internet e il 10% viene smerciato sottobanco in palestra".
Ame: tutte le sostanze in alto dosaggio sono potenzialmente tossiche
L'esperta sottolinea «tutte le sostanze sono potenzialmente tossiche in dipendenza della dose del principio attivo e/o dal suo prodotto di trasformazione. Le forme più usate di integratori sono - riferisce - polvere e barrette proteiche (66%), seguite da sport drink isotonici (49%), creatina (38%), bevande per recupero post-attività (35%), multivitaminici (31%) e vitamina C (25%)». C'è inoltre un rischio di contaminazioni dei prodotti: «Numerosi studi hanno dimostrato la presenza di altre sostanze, non previste nella composizione del prodotto (come anabolizzanti ed efedrina, entrambe incluse nella lista delle sostanze che si configurano come doping). Le cause di contaminazioni sono di due tipi principali: cross-contaminazione (adulterazione non intenzionale durante il processo di produzione del prodotto) e contaminazione intenzionale". E i rischi per la salute sono diversi: dall'insufficienza renale all'ipotensione, sincope, disidratazione.
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A cura di Simona Zazzetta
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