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contratto di lavoro farmacisti

12 Febbraio 2026

Rinnovo Ccnl farmacisti, procedura di raffreddamento senza accordo. Titolari disponibili a confronto, sindacati fermi su aumenti

Federfarma conferma la disponibilità a proseguire il confronto sulle proposte economiche e sulle misure per qualità del lavoro, ma i sindacati chiedono aumenti salariali più elevati come condizione per riaprire il negoziato. Conclusa procedura di raffreddamento senza accordo

di Redazione Farmacista33


Rinnovo Ccnl farmacisti, procedura di raffreddamento senza accordo. Titolari disponibili a confronto, sindacati fermi su aumenti

La procedura di raffreddamento sul rinnovo del contratto dei dipendenti di farmacia privata si è chiusa senza accordo e con posizioni ancora distanti: Federfarma ha dato disponibilità a proseguire sulle proposte del 4 febbraio ma per le Organizzazioni Sindacali la condizione è che sia previsto un ulteriore incremento degli aumenti retributivi. A dare conto dell’incontro dell’11 febbraio è una nota di Federfarma.

L’associazione dei titolari ha ribadito le proposte formulate il 4 febbraio scorso sul fronte dell’aumento retributivo, che prevede 200 euro per i dipendenti farmacisti al I livello; 130 euro per i dipendenti non farmacisti, più 20 euro per tutti come elemento di garanzia in attesa dell’avvio della contrattazione integrativa di II livello, e sul fronte degli interventi volti al miglioramento della qualità del lavoro e della vita dei dipendenti di farmacia. 

Ccnl farmacisti, spaccatura al tavolo. Sindacati: aumenti lontani dal recupero inflazione. Riparte mobilitazione con ipotesi sciopero

Per le OO.SS. dei dipendenti, lo si ricorda, le risorse economiche messe sul tavolo risultano “lontane dalle aspettative” e “la sommatoria dei diversi elementi economici risulta molto distante dal valore del recupero dell'inflazione registrata e non apporterebbe un miglioramento significativo al potere d'acquisto di lavoratrici e lavoratori”. Nessun accordo nemmeno in tema di professionalità e nuovi servizi, il cui svolgimento - all'interno dell'indennità sanitaria - Federfarma considererebbe obbligatorio”.

In occasione dell’incontro tenutosi l’11, Federfarma riporta che i sindacati “non hanno dato alcun segnale di disponibilità a rivedere le proprie richieste iniziali e hanno posto come condizione per la ripresa delle trattative la formulazione da parte di Federfarma di una controproposta che preveda un ulteriore incremento degli aumenti retributivi già proposti. La procedura di raffreddamento è stata esperita quindi con esito negativo”.

Un risultato che, sottolinea Federfarma, “non ha altra conseguenza che quella di rinviare ulteriormente la prosecuzione delle trattative e ritardare la possibilità per i dipendenti delle farmacie di fruire delle nuove condizioni economiche e lavorative nonché dei benefici fiscali previsti dalla legge di bilancio per il 2026”.

Piattaforma proposta da Federfarma 

Aumento retributivo

• 200,00 euro di incremento per il farmacista al primo livello, da riparametrare per i livelli superiori, oltre 20,00 euro quale clausola di garanzia, per un totale di 220,00 euro di aumento mensile al primo livello;
• 130,00 euro di incremento per il personale non farmacista, da riparametrare per i livelli inferiori, oltre 20,00 euro quale clausola di garanzia, per un totale di 150,00 euro di aumento mensile.

Per i farmacisti dipendenti viene previsto quindi un aumento complessivo di 220 euro mensili.
Con tale proposta Federfarma ha fortemente voluto riconoscere la specificità del ruolo del personale dipendente appartenente alla categoria professionale dei farmacisti introducendo una dinamica salariale separata per tale categoria.
Una quota consistente di tale importo potrà essere erogata come prima tranche di aumento nel 2026 in modo che i dipendenti possano usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla legge di bilancio 2026 per gli aumenti erogati quest’anno (aliquota IRPEF del 5%).

Misure volte a migliorare la qualità della vita e del lavoro dei dipendenti

Riconoscimento professionale
• rimodulazione dei requisiti per l’attribuzione del livello Q2 al fine di consentire un chiaro riconoscimento della professionalità ai farmacisti collaboratori;
• passaggio dal I livello al livello Q3 dopo un anno di servizio, a fronte degli attuali 2 anni, e possibile riduzione dei tempi per ulteriori passaggi.

Formazione e tutele aggiuntive

• riconoscimento di 8 ore retribuite per la formazione ECM in orario di lavoro su temi concordati con il titolare.
• integrazione al 100% da parte del datore di lavoro del trattamento previsto durante il congedo di maternità obbligatorio;
• incremento del periodo di comporto, cioè del periodo di assenza con mantenimento del posto di lavoro, per dipendenti affetti da malattie particolarmente gravi;
• introduzione di un congedo per le vittime di violenza di genere;
• avvio di una riflessione sul lavoro extra effettuato durante gli orari di apertura al di fuori del turno obbligatorio;
• individuazione di nuove casistiche per l’anticipazione del TFR.

Maggiorazioni per lavoro straordinario, notturno e premialità

• identificazione puntuale del lavoro notturno, a partire dall’orario di chiusura serale previsto dalla legge regionale o, comunque, dalle ore 20.00, con la corresponsione della relativa maggiorazione notturna, tenendo conto che la legge di bilancio 2026 ha previsto per il lavoro notturno una tassazione al 15% per l’anno 2026;
• aumento dal 10% al 15% dell’indennità di reperibilità;
• aumento dal 25% al 35% della maggiorazione riconosciuta per il lavoro supplementare;
• introduzione della contrattazione di II livello (regionale) per adeguare il trattamento economico con premialità legate alla produttività e redditività delle farmacie e nel rispetto delle peculiarità del territorio; tale contrattazione potrà svilupparsi sulla base di una regolamentazione inserita nel CCNL attraverso specifiche linee guida nazionali.

TAG: CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), FEDERFARMA, FILCAMS CGIL, UILTUCS

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