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Farmacisti

21 Ottobre 2020

Piano terapeutico Diabete. Studio italiano: intervento di farmacisti di comunità migliora aderenza e controlli

di Lucia Sardi


L'adesione dei pazienti con diabete mellito di tipo 2 (DM2) al piano terapeutico (PT) spesso non è soddisfacente, un recente studio condotto in Italia da Raffaele la Regina, Dario Pandolfi, Nicola Stabile, Lucio Beloni, Fulvio Glisenti, Paola Griggio, Micaela La Regina e Giuseppe La Regina, ha valutato l'impatto del contributo dei farmacisti comunitari e dei servizi farmaceutici per migliorare l'aderenza alla terapia e ai controlli periodici nel DM2.


Lo studio in farmacia rurale

Lo studio è stato condotto presso una farmacia rurale della Campania. I farmacisti hanno seguito come case manager 40 pazienti con PT sviluppato dal medico curante. Alcune delle attività previste, come l'elettrocardiogramma, l'esame del fondo oculare e l'autoanalisi del sangue e delle urine, sono state effettuate direttamente in farmacia mediante l'utilizzo dei servizi di telemedicina. Le attività che non potevano essere svolte in farmacia sono state prenotate dal farmacista presso le strutture accreditate. L'endpoint primario era la variazione nell'aderenza del paziente al PT rispetto a una coorte storica. Gli endpoint secondari erano la variazione del tempo di attesa per gli esami, la variazione percentuale media dell'emoglobina glicata (HbA1c), i livelli di colesterolo LDL e pressione sanguigna, l'impatto sui costi relativi all'assistenza sanitaria e la qualità percepita dell'assistenza.


I risultati: aderenza alla terapia e meno attese per i controlli

L'adesione al PT è aumentata in modo significativo. I tempi di attesa sono stati ridotti e i risultati clinici sono migliorati, con possibili effetti sui costi. I pazienti hanno anche apprezzato il più facile accesso ai servizi. I parametri bioumorali e clinici e l'aderenza agli esami prescritti sono valutati ogni 3-6 mesi a seconda del PT. La variazione dei tempi di attesa per gli esami è stata calcolata monitorando costantemente i tempi di attesa dei centri di prenotazione dell'unità sanitaria locale durante il periodo dello studio. La valutazione economica è stata effettuata confrontando il costo del modello di studio (basato sulla farmacia) con quelli del modello tradizionale (basato sull'ospedale), compresi i risparmi derivanti dalla riduzione stimata delle complicanze e dall'aumento della spesa in farmaci per ottenere un migliore controllo della malattia. La qualità percepita è stata valutata utilizzando un breve questionario anonimo somministrato al termine dello studio a tutti i soggetti arruolati.
L'aderenza dei pazienti arruolati al PT (endpoint primario) è stata del 98% nel primo trimestre e 100% nei restanti tre trimestri (p <0,00001) rispetto al riferimento storico di coorte. Grazie all'uso del teleconsulto specialistico e della reportistica a distanza l'esecuzione degli esami diagnostici (ECG e fondo oculare) si è abbreviata di circa 120 giorni rispetto ai tempi della ASL. (endpoint secondari)


Il potenziale inespresso dei servizi della farmacia

L'obiettivo principale di questo studio pilota era esplorare il potenziale inespresso dei servizi della farmacia e, soprattutto, dei farmacisti di comunità nella gestione delle malattie croniche insieme a medici di base e specialisti al fine di migliorare in modo sostenibile la qualità della cura del diabete. I pazienti con diabete mellito di tipo 2 rappresentano un particolare tipo di paziente cronico che ha poca consapevolezza della potenziale evoluzione della malattia dovuta a scarsa sintomatologia, scarsa informazione (principalmente nelle fasi iniziali) e l'indisponibilità di un riferimento facilmente accessibile che lo motivi. inoltre, è fondamentale migliorare l'accesso alla diagnostica per controllare meglio la malattia e prevenire complicazioni. I pazienti hanno bisogno di modelli di cura semplici e snelli, in grado di soddisfare i bisogni legati alla malattia in qualsiasi momento della giornata e in ogni circostanza.

Il modello di gestione osservato ha mostrato in questo studio un forte impatto sull'adesione al PT: il 98% dei pazienti arruolati ha eseguito tutti gli esami del PT entro il primo trimestre, mentre il 100% ha eseguito tutti gli esami nei restanti tre trimestri. I farmacisti comunitari e i servizi farmaceutici, scrivono i ricercatori, rappresentano un potenziale ancora non sfruttato nella gestione di pazienti cronici, in particolare diabetici, grazie alla capillare diffusione delle farmacie, alla loro disponibilità oraria, alle competenze possedute dai farmacisti e ai servizi innovativi che possono offrire, come i servizi di telemedicina. In questo scenario, i farmacisti non sostituiscono nessun altro attore dell'attuale team multidisciplinare di assistenza cronica: invece si integrano al suo interno senza generare costi aggiuntivi, ovvero nuove assunzioni, poiché, i farmacisti di comunità agiscono già in accordo con il servizio sanitario nazionale. Pertanto, l'integrazione dei farmacisti di comunità nella gestione del DM2 potrebbe rappresentano la chiave sostenibile per la tanto attesa deospedalizzazione dei pazienti cronici, di cui si è parlato a lungo senza trovare soluzioni concrete.

Cristoforo Zervos

TAG: DIABETE MELLITO, PIANO TERAPEUTICO, FARMACISTA DI COMUNITà, SCREENING DIABETE IN FARMACIA, FARMACISTA, DIABETE

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