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11 Dicembre 2020

Farmacia galenica, Sifo: costruire rete ospedale-territorio perché il paziente dimesso va seguito a casa


La farmacia galenica negli ospedali ha un forte impatto sociale ma è importante costruire la rete con il territorio. La riflessione nel Laboratorio interattivo per farmacisti esperti della Sifo

La farmacia galenica in ambito ospedaliero ha un forte impatto sociale, dalla personalizzazione della terapia ai farmaci orfani per malattie rare, ma è importante che ci sia rete tra ospedale e territorio, costruendola con i distretti, le farmacie di comunità, il territorio, il lavoro multidisciplinare perché il paziente una volta dimesso va seguito a casa. Questa la riflessione emersa dal Congresso nazionale della Sifo durante la sessione dedicata a LAB Life, il Laboratorio interattivo per farmacisti esperti. A lanciare il tema è Davide Zanon, coordinatore Area scientifica galenica clinica di Sifo.

Impatto sociale della farmacia galenica: dai farmaci orfani ai pediatrici

Secondo Zanon, «la potenzialità dei preparati galenici nel risolvere problemi legati ai farmaci orfani è forte. Lo sviluppo dei medicinali galenici può essere socialmente impattante e può esserlo anche dal punto di vista dell'innovazione sociale, sia perché supplisce alla mancanza di terapie efficaci, rispondendo alle "promesse di cura" verso il paziente, sia perché trasferisce l'innovazione tecnologica nella medicina. Attualmente - ha aggiunto - non ci sono tecnologie particolarmente innovative con cui operare nella farmacia galenica, noi lavoriamo su forme farmaceutiche e l'importanza della personalizzazione è legata al singolo paziente: non lavoriamo sulla quantità, ma sulla qualità e l'attuale tecnologia ricopre fortemente l'esigenza terapeutica di ogni paziente. Mentre è importante, più importante, che ci sia rete: la continuità tra ospedale e territorio concretamente si realizza facendo rete con i distretti, le farmacie di comunità, il territorio, il lavoro multidisciplinare. Perché il paziente una volta dimesso va seguito a casa e, dipende da Regione e Regione, bisogna costruire un ponte, un percorso, che garantisca la continuità dell'ospedale sul territorio avvalendosi delle strutture sanitarie territoriali e delle farmacie di comunità, agevolando l'accesso alla terapia, riconciliandola, facendosi carico del paziente a casa interagendo con le diverse figure che sono impegnate in questo percorso di cura. Io lavoro nel settore pediatrico e a volte mi viene chiesta una nuova preparazione galenica e mi pongo delle domande: come possiamo garantire una continuità sul territorio? Il genitore/tutore è correttamente formato alla somministrazione/gestione della terapia? La forma farmaceutica è adeguata alla somministrazione o necessita di essere riformulata? Come posso riconciliare la terapia? Con la Sifo e la Sifap, la Società italiana farmacisti preparatori, si sta lavorando su questo aspetto, pensando a delle reti che si agganciano sul territorio in modo organico, ci sono Regioni più avanti, altre meno. È un processo lungo».

Esperienza durante la prima fase dell'emergenza Covid-19

«Per dare un'idea della rete che abbiamo tentato di costruire durante la prima fase dell'emergenza - ha spiegato Zanon - abbiamo definito alcune istruzioni operative per trattare i pazienti Covid: c'erano ospedali che avevano laboratori galenici attrezzati ed altri che non li avevano. Quindi abbiamo dovuto creare un modello a cui poter fare riferimento per le strutture che mancano della sezione galenica. La farmacia galenica ha dei costi, sia di personale che di laboratori, e questo non è sempre sostenibile in ogni ospedale. L'ideale sarebbe avere per ogni Regione dei laboratori di riferimento a cui attingere sia come risorse che come know-how: anche questo è fare rete».

TAG: FARMACIA OSPEDALIERA, FARMACIE, FARMACISTI OSPEDALIERI, FARMACISTI PREPARATORI, FARMACIE OSPEDALIERE

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