Vaccinazioni in farmacia, Gizzi: comunali sono pronte. A Genova diventano piccoli ambulatori
Le Farmacie comunali sono pronte ad avviare i passi necessari per diventare soggetti sanitari dispensatori di vaccini. Il commento di Venanzio Gizzi presidente di Assofarm
Le Farmacie comunali italiane sono pronte ad avviare i passi necessari per diventare soggetti sanitari dispensatori di vaccini, e se fossero state maggiormente ascoltate oggi il Paese potrebbe affrontare il proprio futuro sanitario con un'arma in più. Lo afferma il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi in un editoriale cui fa seguito il rilancio di un articolo uscito su Repubblica.it che riporta come in Liguria, a Genova, nell'ambito del recente accordo siglato, le farmacie comunali stiano organizzando nuovi spazi per la somministrazione del vaccino oltre che per la prenotazione.
Gizzi: eventuali ristori risorse per prepararci alla campagna vaccinale
Gizzi ricorda il "piano di contatti istituzionali" che Assofarm ha attivato negli ultimi mesi "volti a comprendere le farmacie tra i soggetti del prossimo Decreto Ristori". Ma secondo Gizzi, i ristori «dovranno servire a preparare farmacie e farmacisti a diventare una componente affidabile del futuro di una campagna vaccinale che ad oggi si presenta complesso e sfidante". E precisa: «Anche se la crisi ha colpito i bilanci di molte nostre associate, vogliamo investire ogni aiuto nel futuro del Farmacia, un futuro che vogliamo sempre più al servizio delle nostre comunità locali». Gizzi sottolinea che «i rallentamenti della consegna dei vaccini da parte delle industrie produttrici, fenomeno che peraltro sembra acuirsi, possono essere affrontati anche predisponendo una più ampia rete di centri di somministrazione: sarà quest'ultima, infatti, a permettere di recuperare il tempo perduto quando la produzione dei vaccini sarà giunta a regime. Alle risorse necessarie a formare i nostri farmacisti e ad adeguare gli spazi delle farmacie, dovrà però accompagnarsi anche un nuovo contesto normativo che ci legittimi come soggetti sanitari vaccinatori. Su questo punto, tutti i nostri interlocutori hanno dimostrato sensibilità e volontà d'impegno. Il nostro augurio è quindi quello poter superare egoismi e pregiudizi che nell'autunno scorso hanno impedito un nostro contributo più efficace alla vaccinazione antinfluenzale di massa. E a tal proposito - prosegue Gizzi -. Assofarm si è già mossa per risolvere anche l'altro grande problema vissuto ai tempi del vaccino antiflu. La Federazione ha infatti già preso contatti con le aziende produttrici al fine di presentarsi nel prossimo settembre con volumi di dosi adeguate alle esigenze vissute dal Paese. Più, insomma, la sfida sanitaria si fa critica, più le Farmacie comunali incrementano il loro coinvolgimento nel Ssn. Più la crisi si fa complessa, più le farmacie comunali si propongono come risposta a portata di mano».
Comunali di Genova: diventeranno dei piccoli ambulatori
Nelle scorse settimane, intanto, come riportato anche da Farmacista33, in Liguria è stato siglato un accordo con Regione e Alisa che coinvolge le farmacie nella campagna vaccinale anti-Covid. A Genova, come spiega l'assessore alla Salute del Comune, Massimo Nicolò in un'intervista a Repubblica.it, le Comunali «diventeranno dei piccoli ambulatori». E chiarisce: «Ci siamo inseriti in questa fase perché bisognerà fare in fretta e le nostre farmacie sono luoghi ideali per somministrare il vaccino per diversi motivi: siamo inseriti profondamente nel tessuto sociale del territorio, la gente con i nostri dipendenti ha instaurato un rapporto di fiducia e in più non è costretta a recarsi in ospedale, magari lontano da casa, in cui non tutti si trovano a proprio agio e che può incutere preoccupazione. Penso, inoltre, che questa nostra iniziativa possa convincere anche le farmacie private a seguirci, ovviamente rispettando tutto quello che comporta la sicurezza». Anche l'amministratore unico di Farmacie comunali genovesi, Massimiliano Cattapani, nuovo coordinatore regionale delle farmacie comunali liguri Assofarm, chiarisce il progetto: «Vogliamo esportare il nostro modello di hub in tutta la regione proprio per avere più centri di somministrazione, alleggerire gli ospedali e venire incontro alle esigenze della popolazione». E aggiunge: «Grazie al nuovo magazzino centralizzato, potremo liberare nuovi spazi e adattarli per realizzare zone separate dalla clientela per somministrazione del vaccino oltre che per la prenotazione». La svolta legata ai vaccini, si inserisce in una profonda trasformazione delle farmacie comunali. Entro l'anno termineranno i lavori per l'ultima farmacia del gruppo, che conta 32 dipendenti tra farmacisti e amministrativi, quella del Terminal Traghetti, rallentati per via del coronavirus.
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A cura di Redazione Farmacista33
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