Giornata della donna. Le donne nella lotta alla pandemia e le farmacie nella lotta alle violenze di genere
In occasione della giornata internazionale della donna la Fofi ricorda le donne medico, le infermiere e le farmaciste che si sono prodigate nel corso della pandemia dando un contributo fondamentale
Le donne medico, le infermiere, le farmaciste si sono prodigate nel corso della pandemia, dando un contributo fondamentale in termini di abnegazione, professionalità e competenza, anche a costo della propria vita, come è accaduto a quattro colleghe vittime del Covid-19. Così il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, Andrea Mandelli ricorda quanto oggi la Giornata internazionale della donna quest'anno sia particolarmente importante per tutte le professioni sanitarie.
«Abbiamo tutti ancora negli occhi le foto delle donne medico, delle infermiere, delle farmaciste che si sono prodigate nel corso della pandemia, dando un contributo fondamentale in termini di abnegazione, professionalità e competenza, anche a costo della propria vita, come accaduto alle nostre quattro colleghe colpita dalla Covid-19» ricorda Mandelli in una nota.
Recrudescenza della violenza: promozione del servizio 1522 e Progetto Mimosa
Ma c'è anche un'altra faccia della medaglia: «È importante ricordare - prosegue Mandelli - che nella pandemia, in particolare nella fase del lockdown, si è registrata una grave recrudescenza dei casi di violenza contro le donne, un fatto gravissimo che deve interrogare le coscienze di tutti. Per contrastare questo fenomeno le farmaciste e i farmacisti italiani si sono messi a disposizione sia attraverso l'accordo con il Dipartimento per le pari opportunità per diffondere il servizio 1522, sia dando vita a tante iniziative grandi e piccole, e terremo sempre fede a questo impegno. Buon 8 marzo a tutte le donne e un augurio particolare alle nostre 70.000 colleghe farmaciste». A segnalare il servizio è anche una circolare di Federfarma che ricorda che dal 6 marzo è in vigore l'obbligo di esporre il cartello recante il numero verde di pubblica utilità 1522 per il sostegno alle vittime di violenza e di stalking, nei locali delle amministrazioni pubbliche dove si erogano servizi diretti all'utenza, negli esercizi pubblici, nelle unità sanitarie locali e nelle farmacie. Obbligo introdotto dalla legge di bilancio 2020 e in seguito al quale è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio recante "Modelli dei cartelli, contenuti, lingue da utilizzare nonché modalità e tempistiche per l'esposizione del numero verde".
Sempre su questo aspetto che si inserisce il progetto Mimosa nato a livello nazionale nel 2018 da un'idea dell'Associazione di Napoli "Farmaciste Insieme" e dalla consapevolezza che il ruolo della farmacia possa avere una grande valenza sociale al di là del suo "ruolo classico" legato al farmaco. «Il nostro ruolo è di porci come interlocutori e di orientare le donne vittime di violenza, senza esprimere giudizi o caldeggiare soluzioni, verso percorsi concreti che le conducano a ritrovare autonomia ed autostima grazie ai Centri antiviolenza sul territorio - prosegue Nadia Segala consigliere di Federfarma Verona e responsabile del Progetto Mimosa per le farmacie scaligere -. La farmacia offre quindi un aiuto mirato di primo orientamento alle donne in difficoltà vittime di abusi, violenze fisiche, psicologiche, economiche, ma anche e non dico "solo" verbali».
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A cura di Simona Zazzetta
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