Iva su assorbenti femminili, stop nelle LloydsFarmacia fino a fine anno
nelle farmacie LloydsFarmacia distribuite sul territorio nazionale è stata azzerata l'aliquota IVA sugli assorbenti femminili fino al 31 dicembre 2021
Nelle 260 farmacie LloydsFarmacia distribuite sul territorio nazionale è stata azzerata l'aliquota IVA sugli assorbenti femminili fino al 31 dicembre 2021: circa 40 tipologie di prodotti potranno essere acquistati a un costo ridotto dell'importo dell'IVA. L'iniziativa adottata anche da alcune farmacie comunali sparse sul territorio, si inserisce in un dibattito su una legge attesa che andrebbe a sanare una "discriminazione fiscale di genere" che vede questi prodotti indispensabili per l'igiene femminile tassati alla massima aliquota possibile: il 22%.
Normative Ue consentono di ridurre questa imposta
«Parliamo di un bene a pieno titolo definibile come primario, che non ha alcun senso equiparare alla tassazione di quelli di lusso - commenta Domenico Laporta, Amministratore Delegato LloydsFarmacia - Come LloydsFarmacia, l'abbiamo ritenuta una scelta doverosa e urgente. Perché le scelte inclusive e di eguaglianza ci appartengono, fanno parte della nostra identità e del nostro operare quotidiano. Siamo quindi particolarmente soddisfatti di varare questa iniziativa, con l'auspicio che possa essere un ulteriore segnale, verso un prossimo provvedimento nazionale. Sappiamo che sono diverse le nazioni che si sono già mosse in questa direzione».
«Faremo uno sconto del 22% alle nostre consumatrici, che è pari al valore dell'attuale aliquota Iva - afferma Arianna Furia, direttrice Vendite Retail Lloyds Farmacia. - Gli assorbenti femminili sono un bene di prima necessità e, quindi, in quanto tale per noi è corretto che non abbiano un'Iva al 22%. Vogliamo dare un messaggio importante per eliminare una discriminazione fiscale di genere. Siamo un'azienda da sempre molto attenta all'inclusione e, quindi, alle pari opportunità. Era doveroso fare un'operazione di questo genere».
Dal 2006 che le normative europee consentono agli stati membri di ridurre questa imposta. Diversi paesi, fra i quali l'Italia, continuano ad applicare un'aliquota alta, mentre altri Paesi come Francia, Scozia, Germania, Regno Unito, hanno varato precise leggi di abolizione o di riduzione dell'Iva.
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A cura di Redazione Farmacista33
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