Covid-19. Quarantena, isolamento e varianti: le nuove indicazioni del Ministero
Il Ministero della Salute ha aggiornato le indicazioni sulla durata e sul termine delle misure di quarantena e di isolamento sulla base delle nuove indagini epidemiologiche
Il Ministero della Salute ha aggiornato le indicazioni sulla durata e sul termine delle misure di quarantena e di isolamento raccomandate sulla base delle indagini epidemiologiche di prevalenza condotte in Italia sulle varianti Voc (Variant of concern) cioè di maggiore interesse sanitario. Il documento riporta che la situazione epidemiologica in Italia registra una progressiva diffusione sul territorio nazionale della variante lineage B.1.1.7, (inglese) con una prevalenza dell'86,7%, una prevalenza stabile al 4% della variante lineage P.1 (brasiliana) e una sporadica segnalazione di casi (0,1%) con variante lineage B.1.351 (sudafricana). Il documento, che fa riferimento alle indagini condotte in Italia fino al 18 marzo 2021, non include nella trattazione la variante delta (indiana) che nelle ultime settimane ha fatto registrare casi e piccoli focolai. Nell'ultima indagine di prevalenza dell'Istituto Superiore di Sanità del 18 maggio, la variante è all'1% con differenze regionali e un range che va dallo 0 al 3,4%:%). In particolare, la diffusione maggiore si registra in Lazio (3,4%), Sardegna (2,9%) e Lombardia (2,5%). Ma si tratta di una situazione in aumento.
Distinzione tra rischio alto e basso, e tra variante inglese e altre Voc
Con la circolare del 21 maggio 2021, il Ministero ha inteso dare indicazioni per la gestione dei casi e dei contatti di casi Covid-19 sospetti o confermati per infezione da varianti Voc, proprio al fine di "limitare la diffusione di nuove varianti". Nel documento si fa una distinzione tra le misure da adottare per quarantena e isolamento, per i casi di contatto con un positivo a basso o ad alto rischio e per i casi di contagio da Sars-CoV-2 o da variante VOC 202012/01 (la cosiddetta "variante inglese") o da varianti più preoccupanti di scoperta più recente. In particolare, in relazione alla quarantena, i contatti stretti asintomatici di casi con infezione da Sars-CoV-2, compresi i casi di variante "inglese" sospetta o confermata, identificati dalle autorità sanitarie, "possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 10 giorni dall'ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test antigenico o molecolare con esito negativo". Il ministero precisa che non si applica la misura della quarantena ma la sorveglianza sanitaria quando i contatti a basso rischio sono operatori sanitari o altre persone che forniscono assistenza diretta ad un caso Covid-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid-19, provvisto dei Dpi raccomandati. E specifica che "le persone che sono risultate positive al Sars-CoV-2, con tampone negativo a fine isolamento, se le condizioni abitative permettono di mantenere un adeguato isolamento dai conviventi, non devono essere poste in quarantena".
Isolamento, con varianti diverse dall'inglese termina con test molecolare
Anche per quanto riguarda l'isolamento il Ministero distingue tra casi di Sars-CoV-2 o variante inglese e casi di varianti differenti. Pertanto, "le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di Sars-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività (di cui, se sintomatiche, almeno gli ultimi 3 giorni senza sintomi), al termine del quale risulti eseguito un test antigenico o molecolare con risultato negativo". Se sono asintomatiche ma "positive alla ricerca di Sars-CoV-2 con variante Voc diversa da VOC 202012/01 (sospetta o confermata)" hanno la stessa tempistica per il rientro in comunità, cioè dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività (di cui, se sintomatiche, almeno gli ultimi 3 giorni senza sintomi), ma "al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo". Infine, per i casi positivi a lungo termine, cioè "le persone che continuano a risultare positive al test molecolare o antigenico per Sars-CoV-2", se asintomatiche "da almeno 7 giorni (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia), potranno interrompere l'isolamento al termine del 21° giorno. I casi positivi a lungo termine di varianti Voc diverse da VOC 202012/01 (sospetta o confermata) potranno interrompere l'isolamento solo dopo l'avvenuta negativizzazione al test molecolare".
Variante Delta in crescita. Si attende nuova rilevazione
Intanto, in merito alla variante Delta, si è ancora in attesa dell'aggiornamento all'ultima rilevazione di maggio dell'Iss, che vedeva una prevalenza dell'1%. Secondo dati circolati in questi giorni, solo in Lombardia, che ha annunciato di voler sequenziare tutti i tamponi, ci sarebbe una crescita dal 2,5% al 3,2%. A livello Europeo, ieri, il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), ha modificato le proprie previsioni in merito: con una capacità di trasmissione che è tra il 40 e il 60% maggiore di quella inglese, entro la fine di agosto la variante Delta potrebbe veicolare il 90% dei contagi in Europa. È perciò destinata a diventare dominante, sostituendosi alla variante oggi più diffusa, l'Alfa (inglese). L'Ecdc ribadisce comunque che la vaccinazione completa fornisce una protezione quasi equivalente contro la variante Delta.
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A cura di Redazione Farmacista33
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