Covid-19. Anticorpi monoclonali nelle cure domiciliari. Il documento Simg e Simit
Nell'assistenza domiciliare dei pazienti Covid gli anticorpi monoclonali sono uno strumento centrale: collegano ospedale e territorio e i medici di famiglia li possono prescrivere
Nell'ambito dell'assistenza a domicilio dei pazienti Covid, gli anticorpi monoclonali rappresentano uno strumento centrale e in continua evoluzione: permettono di creare un legame tra ospedale e territorio e consentono ai medici di famiglia di poterli prescrivere. Da qui la Società italiana medicina generale e delle cure primarie (Simg) e la Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) hanno elaborato un manuale congiunto per tutta la classe medica, "Il percorso del paziente con Covid-19 dalle cure domiciliari tradizionali al linkage to care con i centri specialistici", con lo scopo di valutare le opzioni disponibili per il corretto approccio al paziente con Covid-19.
Con anticorpi monoclonali continuità tra ospedale e territorio
«Simg e Simit si sono impegnate per un documento sintetico e pratico riguardante la medicina del territorio per la gestione domiciliare del paziente con Covid - sottolinea Ignazio Grattagliano, coordinatore Simg Regione Puglia -. Nell'ambito dell'assistenza a domicilio, gli anticorpi monoclonali rappresentano lo strumento di più stretta attualità: permettono di creare il linkage to care tra ospedale e territorio e consentono per la prima volta agli stessi medici del territorio (Mmg, pediatri, medici delle Usca, guardia medica) di poter prescrivere questa categoria di farmaci, stavolta destinati al Covid, ma che spesso si utilizzano anche in campo reumatologico, gastroenterologico, oncologico ed altri». Nelle ultime settimane, infatti, si è arricchito il panorama degli anticorpi monoclonali, Stella Kyriakides, commissario europeo alla Salute e alla Sicurezza alimentare, ha annunciato che l'Unione europea sta puntando ad autorizzare cinque possibili nuove terapie contro il Covid-19: quattro anticorpi monoclonali e un farmaco immunosoppressore. «Gli anticorpi monoclonali sono molecole che permettono di sconfiggere il virus - spiega Claudio Cricelli, presidente Simg -. Devono essere somministrati il prima possibile, quando la diagnosi è stata appena effettuata e quando i pazienti presentino profili di vulnerabilità: attraverso questi possiamo effettuare una profilassi sulle persone esposte al rischio di infezione grave. Ad oggi ne sono state somministrate poco più di 6mila dosi, con tassi di efficacia molto elevati. Si preannunciano nuove generazioni di questi farmaci, sempre più sofisticati. Il luogo ideale dove somministrare questa terapia è il domicilio del paziente, che non è colpito dalla malattia e deve essere protetto. Nel frattempo, dobbiamo concentrarci sull'individuazione precoce del caso e sulla possibilità di somministrarli con facilità, per via parenterale e non endovenosa».
Efficaci su variante Delta
«L'arma degli anticorpi monoclonali ci permetterà di confrontarci con grande forza con il prosieguo della pandemia - sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit -. Gli anticorpi monoclonali devono essere somministrati precocemente, per questo dovremo avere il supporto determinante dei medici di medicina generale per utilizzare al meglio e il più rapidamente possibile quest'arma fondamentale ed estremamente efficace. L'emergenza delle varianti rende un ulteriore problema all'interno dell'uso dei monoclonali, perché queste potrebbero presentare resistenza agli anticorpi stessi. Non è il caso di Delta, per la quale gli studi conclusi sinora dimostrano efficacia degli anticorpi che stiamo utilizzando. Il grande vantaggio di questa nuova strategia terapeutica è che possiamo modificarli e scegliere quelli più attivi nelle varianti che man mano si andranno a generare. Quindi potremo fare una terapia individualizzata, con un anticorpo monoclonale diretto non solo contro una specifica variante, ma anche su misura del singolo paziente».
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A cura di Redazione Farmacista33
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