Remunerazione aggiuntiva, Petrosillo: accesi riflettori su sostenibilità farmacie. Si lavora su riapertura tavolo
La remunerazione aggiuntiva è un primo stanziamento di risorse per chi è più in difficoltà, ora si lavora per la riapertura di un Tavolo. L'intervista a Gianni Petrosillo presidente Sunifar
Durante la crisi sanitaria la farmacia ha dimostrato quanto sia indispensabile per la tenuta del servizio sanitario sul territorio, ma ha anche reso evidente quanto la situazione economica, soprattutto per i presidi delle zone più disagiate, sia ormai un nodo critico non più rimandabile. La remunerazione aggiuntiva, prevista con il Decreto Sostegni, rappresenta un primo stanziamento di risorse per dare respiro a chi è più in difficoltà, ma da parte pubblica non sono mancate le aperture nella direzione di una ripresa del Tavolo sulla nuova remunerazione, «una volta ultimata la fase attuativa relativa a quella aggiuntiva». A fare il punto è Gianni Petrosillo, presidente del Sunifar, in una videointervista a Farmacista33.
Petrosillo: riconosciuta penalizzazione comparto. Presto Tavolo per revisione remunerazione
«La remunerazione aggiuntiva è un primo passo importante che, in un momento di grande difficoltà come questo, riesce a dare respiro alle farmacie, in particolare alle più piccole. Interessante è il riconoscimento, scritto nero su bianco, della necessità di rafforzarne il ruolo nel Ssn, attraverso, appunto, una iniezione di risorse economiche considerata indispensabile. Alla base, c'è, infatti, il riconoscimento di una penalizzazione del settore avvenuta attraverso tutti i provvedimenti che, in questi ultimi anni, hanno messo mano al comparto». Ma tale stanziamento di risorse «va comunque letto come una misura ponte per arrivare a una riforma più strutturale della remunerazione, con una quota fissa che riconosca l'atto professionale e una parte a percentuale. Dalle interlocuzioni avute con il Ministero, è emerso che, una volta ultimata la fase attuativa della remunerazione aggiuntiva, verrà riaperto il tavolo per la revisione complessiva». D'altra parte «sono ormai quasi dieci anni che le farmacie stanno aspettando questa riforma, come risposta a un sistema che sta cambiando e che di fatto non è più in grado di riconoscere il ruolo di questo presidio. Basti pensare a quanto è sceso, in questi anni, il valore medio della ricetta: continuare su un modello basato su una percentuale sul farmaco, in queste condizioni, significa non remunerare correttamente il valore professionale del farmacista».
Tra gli altri temi sul tappeto ricetta dematerializzata e digitalizzazione
Al di là di questo, «a emergere è anche un cambiamento delle Istituzioni verso il nostro settore. Mai come ora le farmacie hanno dimostrato il loro grande valore, rispondendo attivamente alle necessità del Ssn e dei cittadini. La crisi sanitaria ha rappresentato un momento di grande collaborazione con le Istituzioni e di vicinanza ai cittadini. Oggi, devo dire, c'è una attenzione inedita verso la farmacia. A differenza del passato, sul tappeto ci sono fatti: oltre a quanto previsto dalla remunerazione aggiuntiva, vanno considerate anche le risorse del Pnrr destinate alle farmacie rurali». In generale, aperture «sono state registrate anche in merito alla Convenzione, su cui stiamo definendo alcuni punti a noi molto cari». Ma le interlocuzioni con il Ministero della Salute «riguardano anche la ricetta dematerializzata, oggetto di confronto in questi giorni. Per noi, a ogni modo, sarebbe importante affrontare in termini più complessivi il tema della digitalizzazione, in particolare nella direzione di uno sviluppo del Fse, che ci auguriamo venga ampliato fino diventare un vero strumento di monitoraggio e di dialogo con medici, infermieri, specialisti e farmacisti». In questa direzione, «per le farmacie delle aree più disagiate si pone il tema della connessone veloce, ma anche questo è un punto su cui ci siamo attivati».
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A cura di Redazione Farmacista33
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