Covid-19, metà dei ricoverati ha sintomi persistenti dopo 12 mesi
Secondo uno studio pubblicato su The Lancet la metà delle persone ricoverate per Covid-19 ha mantenuto almeno un sintomo persistente fino a 12 mesi dopo l'infezione
Secondo uno studio condotto in Cina e pubblicato sulla rivista The Lancet, circa la metà delle persone ricoverate in ospedale con Covid-19 ha mantenuto almeno un sintomo persistente fino a 12 mesi dopo l'infezione. La ricerca, che ha interessato circa 1.276 pazienti di Whuan, ha mostrato che una persona su tre soffriva ancora di problemi respiratori e alcuni di questi presentavano anche problemi polmonari, in particolare per i casi di infezione grave da Covid-19. Molti dei vari sintomi, però, si sono risolti sempre nel giro di un anno.
Recupero richiederà più di un anno
Il ricercatore Bin Cao, del Centro nazionale di medicina respiratoria, China-Japan Friendship Hospital in Cina ha dichiarato che «anche se la maggior parte dei pazienti si è ripresa bene, in alcuni persistevano problemi di salute, in particolare quelli che erano stati gravemente malati durante la degenza ospedaliera. I nostri risultati - ha aggiunto Cao - suggeriscono che il recupero per alcuni pazienti richiederà più di un anno. Un dato che deve essere preso in considerazione per pianificare la risposta e la fornitura di servizi sanitari post-pandemia». I partecipanti allo studio erano stati dimessi tra il 7 gennaio e il 29 maggio del 2020 e sono stati sottoposti a controlli sanitari a sei e 12 mesi dalla data in cui hanno manifestato la recrudescenza. Il team dei ricercatori ha rilevato che molti dei sintomi si sono risolti nel tempo, indipendentemente dalla gravità dell'infezione iniziale. La percentuale di pazienti che hanno manifestato ancora almeno un sintomo dopo un anno è scesa dal 68% dopo sei mesi e al 49% dopo 12 mesi. I ricercatori hanno affermato che l'affaticamento e la debolezza muscolare erano i sintomi più comunemente riportati dopo i sei mesi, percentuale che è diminuita ad un paziente su cinque dopo un anno. Quasi un terzo degli individui interessati dalla ricerca ha riferito di aver riscontrato mancanza di respiro fino a 12 mesi e più del 30% ha riportato gli stessi sintomi dopo i sei mesi. Al controllo dei sei mesi, circa 353 partecipanti allo studio sono stati sottoposti ad una Tac toracica e circa la metà ha mostrato anomalie polmonari. Per questi pazienti è stato poi proposto un nuovo esame al raggiungimento dei 12 mesi. Nei 118 pazienti che hanno accettato e completato l'esame la percentuale con anomalie è diminuita sostanzialmente in tutti i gruppi, ma è risultata più alta nel gruppo che aveva sviluppato una infezione grave. Altri dati della ricerca indicano che, rispetto agli uomini, le donne sono risultate 1,4 volte più vulnerabili nel riportare affaticamento o debolezza muscolare, due volte di più nel manifestare ansia o depressione e quasi tre volte in più nella probabilità di avere danni polmonari dopo 12 mesi. Inoltre, le persone trattate con corticosteroidi durante la fase acuta della loro malattia hanno avuto una probabilità 1,5 volte maggiore di provare affaticamento o debolezza muscolare dopo 12 mesi, rispetto a quelle non trattate con la stessa cura. Gli autori hanno anche sottolineato che questi risultati saranno importanti da seguire nelle ricerche future per capire meglio perché i sintomi di Covid persistono. Sempre gli stessi autori affermano che, solo per i casi gravi analizzati, ci si è soffermati su un singolo ospedale e che quindi gli esiti potrebbero non essere applicabili ad altri contesti. I ricercatori aggiungono che, sempre per i casi molto gravi, lo studio ha incluso solo un piccolo numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva (94) e i risultati relativi agli individui con più criticità dovrebbero essere interpretati con cautela.
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A cura di Redazione Farmacista33
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