Vaccini, farmacisti e Mmg in campo per convincere indecisi. Medici: non siamo sullo stesso piano
I medici e i farmacisti potrebbero convincere gli indecisi a vaccinarsi contro il Covid. Fimmg: "medici di famiglia e farmacie non sono sullo stesso piano"
Le dichiarazioni del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che ha invocato l'intervento di Mmg e farmacisti che in incontri "face to face", potrebbero convincere gli indecisi sul vaccino anti-Covid, non ha convinto i medici: in un'intervista rilasciata a Doctor33, il vicesegretario Fimmg Pierluigi Bartoletti si è dichiarato perplesso di fronte alla richiesta.
Bartoletti (Fimmg): medici e farmacie non sullo stesso piano
Per Bartoletti è «strano che il sottosegretario del Ministero della salute metta sullo stesso piano medici di famiglia e farmacie ben sapendo che ad esempio nel Lazio i primi hanno eseguito oltre 600 mila vaccinazioni contro il Covid e i farmacisti 80 mila, ma ci sono proporzioni analoghe in altre regioni; si dimentica il contributo dei medici del territorio, pur verificabile nei database del sistema Tessera sanitaria». Nell'intervista Bartoletti sottolinea che «i medici di famiglia sono impegnati dallo scorso autunno tutti i giorni nel "face to face" con gli assistiti, oltre che nell'effettuazione dei tamponi molecolari e nel dare una mano nel rilascio del green pass; è evidente che ci troviamo di fronte, a resistere, uno zoccolo duro di assistiti no-vax con le loro convinzioni. Ormai è sempre più complesso smuovere chi non si è vaccinato; creda ai tam tam sui social, o abbia sue idee, io non posso rincorrere nessuno con la siringa. A fronte di un obbligo vaccinale dei sanitari, non esiste analogo obbligo per la gente comune ma solo un dovere civico, che purtroppo non tutti sentono». Perplessità anche sulle modalità dell'intervento: «Su 6 milioni di soggetti tra 50 e 70 anni in media ad ogni regione ne toccherebbero poco più di 300 mila. Ho colleghi che hanno posto il problema "proattivamente" chiamando i loro assistiti, altri che hanno provato in studio. Tutti hanno dovuto concludere che, se pure c'è una quota di "oppositori" che di fronte ad argomenti convincenti poi si vaccinano, il grosso non li smuovi più. Noi - dice Bartoletti - più o meno sappiamo dei nostri assistiti chi si è recato all'hub e chi no, ed è raro che i non vaccinati non abbiano già una posizione in merito alla loro vaccinazione».
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A cura di Redazione Farmacista33
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