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09 Novembre 2021

Tamponi, vaccini e prelievi, farmacisti non titolari: più tutele e valorizzazione del ruolo sanitario


Dai tamponi ai vaccini al prelievo di sangue capillare, cambiano le mansioni del farmacista collaboratore. Servono più tutele professionali e valorizzazione del ruolo sanitario

Dai tamponi, ai vaccini, al prelievo di sangue capillare, sono tante le novità che, nell'arco di pochi mesi, hanno riguardato i farmacisti collaboratori, chiamati a un ruolo importante ma, al contempo, impegnativo. Con il massimo impegno hanno affrontato i disagi del periodo emergenziale e i cambiamenti nella propria professione, anche se le difficoltà ci sono state. Ora, a fronte delle tante conquiste ottenute a livello professionale dalla categoria, occorre far avanzare di pari passo il sistema delle tutele di chi quotidianamente opera sul campo al fianco dei cittadini. È questa una delle riflessioni avanzate dal Conasfa durante il convegno "La resilienza del sistema della sanitaÌ italiana: l'evoluzione professionale del farmacista collaboratore nel rilancio della salute pubblica" organizzato sabato a FarmacistaPiù.

Mandelli: ci sono le basi per ruolo in monoclonali iniettabili

«La normativa legata a questi mesi di crisi sanitaria» ha detto Andrea Mandelli, presidente Fofi, «ha posto le basi di un vero e proprio cambio di paradigma del ruolo del farmacista, con un'attività assistenziale che viene svolta direttamente sul paziente. Dai tamponi ai vaccini, ma anche al prelievo di sangue capillare, sono tanti i cambiamenti che hanno interessato la nostra professione, richiedendo uno sforzo formativo e operativo non indifferente». Si tratta di attività che sono state per ora «avviate in via sperimentale nelle farmacie, e che vanno messe a sistema, ma che segnano la strada per il futuro, con una farmacia dei servizi sempre più integrata nella sanità territoriale» Non a caso, ha aggiunto Mandelli, nelle conclusioni di FarmacistaPiù, «nell'intervento di Giorgio Palù, presidente dell'Aifa, che ha aperto i lavori, è stato sottolineato come sia imminente l'arrivo di anticorpi monoclonali, farmaci antivirali quanto mai efficaci nel trattamento del Covid-19, in formulazione intramuscolare, che quindi potrebbero essere determinanti nel curare il paziente al domicilio e sul territorio. Un ambito, questo, nel quale vedo il farmacista come la professionalità più appropriata in questa gestione, proprio perché ha dimostrato di saper ampliare le sue competenze e di mettere a disposizione una rete di prossimità sul territorio in tempi rapidi. La linea evolutiva della professionalità del farmacista ha trovato in questi mesi un forte avvio, ma gli sviluppi futuri possono essere ancora più numerosi e importanti».

Conasfa: necessaria ridefinizione chiara degli aspetti sanitari del farmacista collaboratore

Il farmacista ha oggi un ruolo di sostegno assistenziale ai cittadini e ai pazienti, conquistato sul campo, da collaboratori e titolari, «con tanto impegno, studio, disponibilità, ma anche affrontando difficoltà e disagi» ha detto Silvera Ballerini, presidente del Conasfa, nel suo intervento. «Tutti questi cambiamenti hanno visto i collaboratori rispondere con spirito di servizio, mettendosi in gioco, sperimentando per la prima volta nuove competenze, affrontando rischi, superando criticità». Ma c'è una consapevolezza: «oggi il farmacista che ci troviamo di fronte è un esercente una professione sanitaria a tutti gli effetti». Questa nuova condizione, continua il Conasfa in una nota, «impone anche di rivedere il rapporto tra titolari e collaboratori che deve essere connaturato al concreto e costruttivo rapporto di fattiva collaborazione al fine di fornire all'utente un servizio all'altezza delle aspettative». Il farmacista risulta «collocato in una sorta di "mondo di mezzo", venendo considerato un "sanitario a tempo" solo in momenti emergenziali». Senza un riconoscimento definito della sua professionalità sanitaria si rischiano conseguenze anche «nelle relazioni con gli altri componenti e professioni della sanità. Il Sistema farmacia nella sanitaÌ italiana eÌ in evoluzione perché i pazienti hanno nuove esigenze. Esigenze che trovano nel Farmacista il Professionista giusto per soddisfarle. Questa evoluzione però deve svilupparsi in un contesto di collaborazione, sinergia e integrazione di tutti gli elementi». C'è, infine, un altro punto: «quello che è stato ottenuto in questo anno e mezzo è davvero notevole, dai vaccini, ai tamponi, al prelievo di sangue capillare. Ora diventa indispensabile aumentare, di pari passo, le tutele dei farmacisti».

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, SINASFA, SINDACATO UNITARIO DI CATEGORIA DEI FARMACISTI NON TITOLARI, FARMACISTA

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