Dl Covid, ok dal Senato. Non passa emendamento su tamponi in parafarmacia: diventa Odg
Approvato dal Senato il decreto Covid che introduce novità su obbligo vaccinale e validità del green pass. Bocciato emendamento sulla possibilità di fare tamponi rapidi in parafarmacia
Ha ricevuto l'ok dell'aula del Senato il decreto Covid varato dal governo il 26 novembre scorso e che disciplina tra l'altro il green pass rafforzato (approvato con 130 voti favorevoli, 14 contrari e nessun astenuto). Ritirato l'emendamento sulla possibilità di far eseguire i tamponi molecolari e antigenici rapidi anche nelle parafarmacie, trasformato in un ordine del giorno. Il decreto passerà alla Camera per la conversione in legge definitiva.
Obblighi vaccinali e nuova validità del green pass
Il provvedimento prevede l'estensione, con decorrenza dal 15 dicembre 2021, alla somministrazione della dose di richiamo e dell'obbligo di vaccinazione per il personale sanitario, scolastico, dei settori della difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Tra le misure anche la riduzione a 9 mesi anziché 12 della validità del certificato verde anti Covid. Dalle agenzie stampa e dalle sigle di categoria delle Parafarmacie si apprende che il provvedimento è arrivato al voto dopo alcune tensioni che hanno diviso la maggioranza, in particolare sulla possibilità di far eseguire i tamponi molecolari e antigenici rapidi anche nelle parafarmacie. L'emendamento proposto dal M5s e in una formula simile dal gruppo Misto è stato bocciato nel pomeriggio dalla Commissione Affari costituzionali poi è stato riproposto in serata in Aula. Ma velocizzare l'iter e arrivare al voto prima delle 23.40 - quando l'aula avrebbe dovuto necessariamente stopparsi per consentire una nuova sanificazione - si è trovato un accordo ritirando l'emendamento trasformato in un ordine del giorno. L'Odg impegna il governo a trovare "le soluzioni più adeguate" alle code davanti alle farmacie per i tamponi e offrire alternative, specie ai cittadini dei comuni più piccoli.
Parafarmacie: ignorate le esigenze dei tanti cittadini
Dura la reazione delle associazioni di categoria. Per Fnpi sono state ignorate "le esigenze dei tanti cittadini italiani che hanno bisogno di un tampone e si trovano a dover affrontare file di ore". E ribadisce che "le parafarmacie fanno proprio parte del SSN perché ogni parafarmacia ha un codice univoco di tracciabilità del farmaco (rilasciato dal Ministero della Salute), le parafarmacie inviano periodicamente al sistema TS i dati per il 730 precompilato, le parafarmacie inviano i dati degli scontrini parlanti all'agenzia delle entrate e le parafarmacie inviano i dati per le ricette elettroniche veterinarie anche di farmaci in triplice copia e non ripetibili". Sulla stessa linea il Movimento nazionale dei liberi farmacisti (Mnlf): "vietare i tamponi in parafarmacie è contro gli interessi dei cittadini". «Chi ci perde - scrive in una nota Vincenzo Devito presidente del Movimento - è solo il cittadino, che dovrà sobbarcarsi ancora lunghe file per poter effettuare il tampone, oggi anche per uscire dalla quarantena. Dare la possibilità alle parafarmacie di farli avrebbe significato decongestionare le farmacie e portare un po' di concorrenza nella giungla dei prezzi, diminuendone il costo».
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A cura di Redazione Farmacista33
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