Iodio. Altroconsumo: pubblicità ingannevoli da segnalare all’Antitrust
Le compresse di iodio necessarie per la iodioprofilassi in caso di fughe radioattive non si acquistano in farmacia. Altroconsumo: denunciamo le pubblicità ingannevoli
In farmacia non si possono acquistare le compresse di iodio necessarie per la iodioprofilassi in caso di fughe radioattive: verrebbero distribuite gratuitamente alla popolazione dal Servizio Sanitario Nazionale soltanto in caso di emergenza. Lo ricorda l'associazione consumatori Altroconsumo che ha deciso di segnalare all'Antitrust e allo Iap (l'organo di autodisciplina pubblicitaria) la promozione di un prodotto definito dal claim, "in grado di proteggere "te e i tuoi cari" da un pericolo nucleare (almeno così lascia intendere, a giudicare dalle immagini con il simbolo della radioattività che accompagnano il messaggio pubblicitario)" scrive l'associazione in un comunicato.
Campagna pubblicitaria in farmacia, Ordine di Roma violata deontologia
Il riferimento è a una campagna pubblicitaria che promuove un integratore contenente 15 mcg di iodio, comparsa all'esterno di una farmacia di Roma ampiamente segnalata sui social network. Sulla scelta commerciale è già intervenuto l'Ordine dei Farmacisti di Roma che ha adottato la decisione di sottoporre al Consiglio di disciplina il direttore della farmacia per aver indotto "chi legge a credere che il prodotto abbia proprietà 'protettive' contro le radiazioni in caso di emergenza nucleare". Un comportamento, secondo l'Ordine, che "integra infatti in tutta evidenza una violazione dei principi deontologici posti a fondamento della professione farmaceutica, soprattutto laddove - ignorando del tutto le evidenze e conoscenze scientifiche in materia - fa leva sul particolare clima di paura originato dal conflitto russo-ucraino in corso. Il tutto in considerazione della natura pubblicistica degli Ordini nel garantire il perseguimento degli interessi del cittadino e vigilare nella correttezza dell'esercizio professionale".
Messaggio scientificamente e deontologicamente sbagliato
Nel merito, molti i commenti dei colleghi farmacisti: "È scientificamente sbagliato sostenere l'utilità di quel prodotto in questo momento storico - commenta Sergio Cattani, farmacista - dal momento in cui le dosi di iodio stabile da usare in caso di possibile inalazione/ingestione di iodio radioattivo sono di 50-150 milligrammi, ovvero mille volte il contenuto di una di quelle capsule. Non basta quella quantità minima per arrivare al blocco tiroideo. È comunicativamente sbagliato - prosegue il farmacista - mettere il logo della radioattività su quelle capsule. Lo iodio radioattivo (isotopo 131I ed altri) non è infatti quello presente nelle capsule, ma quello che si inala in una possibile emergenza nucleare. Una pubblicità siffatta è, ancora, scientificamente e deontologicamente riprovevole".
Altroconsumo: denunceremo all'Antitrust e allo Iap
Sulla stessa linea la posizione di Altroconsumo che sottolinea che "quelli che si vendono in farmacia sono in realtà "integratori a base di iodio", cioè totalmente inutili in caso di emergenza perché contengono dosi di iodio infinitamente inferiori a quelle necessarie a proteggere la tiroide". Da qui la decisione di segnalare all'Antitrust e allo Iap: "Si pubblicizza (già dal nome) come un prodotto in grado di proteggere "te e i tuoi cari" da un pericolo nucleare (almeno così lascia intendere, a giudicare dalle immagini con il simbolo della radioattività che accompagnano il messaggio pubblicitario). Prodotti come questo, immesso in commercio meno di due settimane fa proprio in concomitanza all'allerta sull'escalation nucleare del conflitto russo-ucraino, fanno leva sulla paura delle conseguenze che il conflitto potrebbe avere sulle centrali nucleari ucraine, ma anche sullo spettro di un conflitto nucleare. Diventa quindi necessario fare un po' di chiarezza su come funziona davvero la iodioprofilassi, quali sono i dosaggi necessari perché sia efficace e per quali fasce di popolazione può essere davvero utile".
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A cura di Redazione Farmacista33
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