Farmacie rurali, Carfagna: dal Sud ancora poche domande per risorse Pnrr
Le farmacie rurali sono chiamate da un avviso pubblico a potenziare con fondi dell'Unione europei i propri servizi. Ministro Carfagna: dal Sud poche domande per i bandi del Pnrr
Il Sud non è ancora protagonista nei bandi del PNRR. Malgrado sia destinatario del 40% dei Fondi dell'Unione Europea, anche nella Missione 6 Salute, e malgrado le regioni del Mezzogiorno abbiano ripartito altri 630 milioni per le opere pubbliche, ci sono settori dove è difficile individuare delle rapide progettualità. Uno è il settore delle farmacie rurali. Come ha riferito la ministra della Coesione Territoriale Mara Carfagna alle Commissioni Bilancio e Politiche comunitarie, facendo un primo punto sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza - limitatamente alla missione 5 "Inclusione e Coesione" Componente 3 aree interne - al sub investimento 1.2 ("Strutture sanitarie di prossimità territoriale"), le farmacie dei centri con meno di 3 mila abitanti sono chiamate da un avviso pubblico a potenziare con fondi dell'Unione europei i propri servizi.
Gli obiettivi sanitari degli investimenti del Governo
Ne potranno usufruire in 500 entro il prossimo anno e 2000 entro il 2026. Le candidature dei progetti sono attese dal 1° gennaio fino a tutto giugno 2022 alla piattaforma https://farmacierurali.agenziacoesione.gov.it/. Il grande obiettivo degli investimenti studiati dal governo Draghi è mantenere il paziente nell'area di riferimento e contenere l'emigrazione in cerca di cure, almeno per prestazioni diagnostiche relativamente accessibili. Tre le soluzioni ipotizzate: mettere a disposizione sul territorio di servizi sanitari "di prossimità"; riorganizzare ed implementare l'area di dispensazione e stoccaggio dei farmaci: partecipare alla presa in carico del paziente cronico anche con progetti di assistenza domiciliare e di telemedicina. Delle 593 domande giunte fin qui, come ha spiegato Carfagna, solo 158 vengono dal Sud mentre 435 sono giunte dal Centro Nord. È pur vero che deve essere ancora completato l'invio formale di 434 candidature. La dotazione complessiva dell'avviso è di 100 milioni di euro, equamente ripartita tra Mezzogiorno e Centro-Nord. È prevista la concessione di contributi a fondo perduto una tantum che saranno erogati fino ad esaurimento delle risorse disponibili sulla base di una "procedura a sportello" e potranno coprire fino ai due terzi del costo totale dell'investimento.
Carfagna: incoraggiare partecipazione con adeguata informazione
«Per incoraggiare la partecipazione bisogna produrre adeguata informazione», ha ammonito la ministra Carfagna, che nel corso dell'audizione ha fatto un punto sia sul rispetto del cronoprogramma relativo alla creazione di Zone economiche speciali nelle aree disagiate del paese, sia sul monitoraggio delle attività volte a finalizzare gli investimenti previsti per il Sud che è destinatario del 40% della maggior parte dei fondi PNRR pur contando per il 34% della popolazione italiana, sia sul sostegno delle capacità progettuali di Mezzogiorno ed aree interne. Quanto all'uso dell'indice di vulnerabilità materiale e sociale nella ripartizione dei fondi, che a detta di alcuni parlamentari avrebbe svantaggiato soprattutto le regioni del Nord, secondo Carfagna, «la misura della sofferenza di determinati territori, è indispensabile per misurare profondità ed ampiezza dei divari, dunque se il PNRR deve colmare i divari è coerente inserirla tra i criteri di riparto».
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A cura di Redazione Farmacista33
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