Cure domiciliari, farmacista presenza consolidata nei team di assistenza. L’esperienza in Usa
Il farmacista ha un ruolo consolidato nei team di assistenza al paziente, non più formati, ormai, solo da un medico e dal suo staff. Ecco come svolgere al meglio l'attività
Come esperto del farmaco, il farmacista ha un ruolo consolidato nei team di assistenza al paziente, non più formati, ormai, solo da un medico e dal suo staff, ma anche da infermieri, operatori in ambito sociale e altri professionisti sanitari. A parlare di come il farmacista può prendersi il suo spazio all'interno di questi team multidisciplinari, sempre più orientati alle cure domiciliari verso il paziente e che negli Stati Uniti sono diffusi, è l'esperto Darren Menesch, clinical ambulatory care pharmacist di Jefferson Health, una rete di assistenza sanitaria americana, che ha rilasciato un'intervista a Pharmacy Times.
Il modello di assistenza basato su team multidisciplinari
Secondo la National Academy of Medicine americana, la definizione principale nel modello di cura in team è la fornitura di assistenza sanitaria a individui e famiglie da parte di almeno due professionisti sanitari che collaborando con i pazienti e i loro caregivers, nella misura preferita da ciascun assistito e in un determinato contesto, forniscono cure coordinate e di alta qualità. Tradizionalmente, secondo Menesch, il team è sempre stato visto come formato dal medico e dal suo staff di studio, ma negli ultimi anni, con un trasferimento dell'assistenza sempre più verso il domicilio del paziente, c'è stato un coordinamento diverso delle cure, con il coinvolgimento di lavoratori nel sociale, consulenti su comportamenti per la salute e altri professionisti sanitari, tra cui il farmacista, nel suo ruolo di esperto dei farmaci.
Capire i punti critici e comunicare in modo semplice: ecco a cosa deve puntare il farmacista
Per entrare a far parte dei team di assistenza in modo efficace, il farmacista deve prima di tutto capire quali sono i punti critici nel fornire le cure con una modalità un'assistenza di questo tipo e in che modo può dare il suo contributo. I pazienti, infatti, come spiega l'esperto, possono aver bisogno di assistenza a diversi livelli, con il ruolo del farmacista che può andare oltre la consulenza sui farmaci. In ogni caso, come raccomanda Menesch, è importante costruire delle solide relazioni sia con pazienti e caregiver, che tra i membri del team, sempre per capire in quali aspetti il farmacista può essere d'aiuto; questo, tenendo anche presente che molti medici e strutture sanitarie possono non avere familiarità nel lavorare con i farmacisti, per cui all'inizio sarebbe utile anche fare formazione su questi aspetti. Partendo, poi, dal presupposto che il farmacista può trovarsi di fronte a diverse figure professionali, deve fare in modo, comunque, di dare messaggi coerenti e di parlare 'la stessa lingua', comunicando in modo chiaro, semplice e conciso, ma completo. Anche a livello di popolazione da gestire, infatti, questa può essere molto ampia, sia a livello numerico che di tipologia di pazienti, per cui è fondamentale anche delegare e automatizzare i servizi.
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A cura di Redazione Farmacista33
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