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13 Giugno 2022

Mercato nero farmaci e turismo sanitario illegale. Nas: coinvolti farmacie, medici e infermieri


Sarebbero coinvolte anche delle farmacie in un "consistente mercato nero di farmaci", illegalmente esportati in Albania per essere clandestinamente smerciati, scoperto dalle indagini e dalle perquisizioni che hanno interessato le province di Milano, Cremona e Monza e Brianza e l'Albania e hanno messo in luce una rete criminale dedita all'immigrazione clandestina a fini "sanitari". Sono in tutto 10 le misure cautelari coercitive emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano, nei confronti di un gruppo criminale composto da cittadini italiani e albanesi, indagati, a vario titolo, per i gravi reati di associazione per delinquere a carattere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale, corruzione, reati di falso e traffico illecito di farmaci (alcuni dei quali da considerarsi stupefacenti). Confiscati anche 500 mila euro sui conti correnti riconducibili agli indagati.

Turismo sanitario illegale: coinvolti medici e infermieri

L'operazione arriva a conclusione di due indagini denominate "Exemptio" e "Illegal Health Tourism", avviate nel 2021 rispettivamente dalla Squadra Mobile di Bergamo e dal Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri di Milano, trae origine dagli accertamenti svolti, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falso e corruzione, legati all'operatività di un'agenzia di disbrigo pratiche per immigrati di Treviglio (BG). L'organizzazione criminale, radicata in Milano, era finalizzata, fra l'altro, a favorire l'immigrazione clandestina in Italia. L'indagine ha consentito la ricostruzione di un "sodalizio criminale in grado di fornire a cittadini albanesi una serie eterogenea di servizi, quali l'accesso a costose prestazioni sanitarie, presso strutture ospedaliere lombarde pubbliche e private-convenzionate, il titolo di ingresso in Italia, apparentemente per motivi sanitari, anche nel periodo in cui gli spostamenti erano limitati a causa dell'emergenza pandemica". È stato anche ricostruito un consistente mercato "nero" di farmaci che, ottenuti dal sodalizio in Italia, in frode al Servizio Sanitario Nazionale, e con la complicità di alcune farmacie, venivano illegalmente esportati in Albania e qui avviati clandestinamente smerciati. Ciò era reso possibile da un complesso sistema che consentiva l'accesso illegale in Italia di cittadini albanesi (quindi non facenti parte dell'Unione Europea), alcuni dei quali beneficiavano, senza averne titolo e grazie alla complicità di medici e di infermieri in servizio presso strutture ospedaliere della Provincia di Milano, di costose cure mediche a spese del S.S.N., peraltro erogate aggirando le lunghe liste di attesa. Nel corso dell'attività è emersa una capillare rete di corruzione di medici e infermieri in servizio in ospedali pubblici e primarie strutture sanitarie private in regime di convenzione. Attraverso una capillare penetrazione nel sistema sanitario lombardo, con addentellati in alcuni importanti presidi ospedalieri, l'organizzazione era in grado di ottenere il rilascio, da parte di medici corrotti, di false certificazioni attestanti la necessità, in capo a cittadini albanesi, di urgenti cure sanitarie in Italia e, così, consentendo l'ingresso dello straniero sul territorio nazionale. L'organizzazione, grazie da una sistematica attività corruttiva di dipendenti pubblici, otteneva il rilascio di tessere sanitarie intestate a soggetti stranieri, che non avrebbero avuto diritto alle stesse, e ciò al fine di usufruire delle prestazioni sanitarie, ove realmente godute, ovvero dell'ottenimento dei farmaci in regime di esenzione.

Mercato nero di farmaci: eparina, farmaci per infertilità e oppioidi

Tra i farmaci ottenuti, anche in piena emergenza pandemica, in frode al Sistema Sanitario Nazionale, e avviati al mercato albanese, vi era anche specialità medicinali a base di eparina, anticoagulante utilizzato nel trattamento medico dei pazienti Covid-19, che, come noto, era di difficile reperimento attesa la domanda di gran lunga superiore all'offerta. Le indagini, sviluppatesi anche con intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno consentito inoltre, di: - sequestrare medicinali (tra cui per "eparine", farmaci per la cura della fertilità femminile e oppioidi) per un valore di Euro 20.000, che corrisponde al valore medio settimanale dei farmaci ottenuti frodando il Sistema Sanitario Nazionale e inviati in Albania; - accertare almeno 82 iscrizioni irregolari di soggetti albanesi al S.S.N., che solo tra il gennaio 2020 ed il giugno 2021 hanno goduto di almeno 383 prestazioni ambulatoriali, nonché almeno 1.554 tra visite specialistiche, degenze e ricette, tutto in totale regime di esenzione. Si evidenzia che tra i medicinali frodati (ed immessi nel mercato clandestino) figurano anche un considerevole quantitativo di medicinali inseriti nelle tabelle stupefacenti: pertanto a parte del sodalizio viene anche contestata la violazione della normativa sugli stupefacenti. L'indagine è tuttora in corso e si stanno eseguendo diverse perquisizioni e acquisizioni di atti su vari obiettivi in Milano e Provincia.

TAG: INFERTILITà, FARMACI, EPARINA, CONTRAFFAZIONE, SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, CARABINIERI, OPPIACEI, SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

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