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08 Settembre 2022

Farmacie e aziende: iniqua delibera in Emilia-Romagna. Sposta farmaci per cronici da convenzionata a Dpc


Regione Emilia-Romagna ha previsto l'acquisto tramite gara di medicinali appartenenti a categorie terapeutiche di uso territoriale. Le farmacie esprimono preoccupazione


Con una delibera di fine agosto la Regione Emilia-Romagna ha previsto l'acquisto tramite gara di medicinali appartenenti a categorie terapeutiche di uso territoriale nell'ambito di un progetto sperimentale di Distribuzione per conto dei farmaci per la cronicità con il conseguente passaggio di una vasta categoria di farmaci dalla cosiddetta "convenzionata" alla distribuzione per conto delle ASL con ripercussioni senz'altro negative sulle farmacie e rendendo difficilmente sostenibile le fornitura. A segnalare le criticità della decisione della Regione sono da una parte le aziende, Egualia e Farmindustria che ne chiedono il ritiro, e dall'altra le farmacie che esprimono preoccupazione per la qualità del servizio offerto ai cittadini soprattutto in aree disagiate.

Egualia e Farmindustria: scelta inaccettabile determinata da ragioni economicistiche

La delibera, sostengono le aziende, "introduce di fatto una differenza con le regole omogenee di classificazione dei medicinali a livello nazionale. In questo modo limitando la disponibilità di tutte le opzioni terapeutiche per i cittadini e la libertà del medico di prescrivere il farmaco più appropriato per il singolo paziente. L'esatto contrario della medicina personalizzata da tempo affermata in tutto il mondo. E in controtendenza rispetto alle recenti Note prescrittive di AIFA, che hanno ampliato la possibilità di prescrizione di farmaci ai Medici di Medicina Generale, rafforzando il concetto secondo cui tutto ciò che è potenzialmente prescrivibile dal MMG dovrebbe rientrare nel canale della convenzionata / territoriale".
Per Egualia e Farmindustria, la Regione ha fatto "una scelta inaccettabile perché determinata da ragioni economicistiche derivanti dal disavanzo della spesa sanitaria complessiva della Regione, che non è assolutamente imputabile al superamento delle risorse assegnate ai medicinali territoriali acquistati in farmacia. E quindi non è di certo attribuibile alle imprese della filiera farmaceutica". Per queste chiedono che la delibera "sia ritirata perché iniqua e non giustificata". "Il sistema salute come ha dimostrato la pandemia è un pilastro per il benessere dei cittadini e un volano economico di sviluppo e crescita per il Paese. Per questo è paradossale che la delibera della Regione Emilia-Romagna lo consideri di fatto solo un costo, seguendo vecchi schemi basati sul taglio dei prezzi e non sulle esigenze reali dei pazienti e l'attrattività della nostra filiera", dichiara Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria. "Grazie al comparto farmaceutico il SSN ha a disposizione farmaci a basso costo per tutte le patologie croniche che passano per l'assistenza territoriale. Un'ulteriore compressione della spesa tramite il passaggio di tali farmaci alla distribuzione per conto potrebbe renderne, nel medio termine, difficilmente sostenibile la fornitura", afferma Enrique Häusermann, Presidente di Egualia.

Cossolo: penalizzate farmacie e pazienti

Federfarma condivide la posizione di Farmindustria ed Egualia e segue con "preoccupata attenzione" il progetto sperimentale di distribuzione per conto dei farmaci per la cronicità nell'ambito territoriale dell'Azienda sanitaria della Romagna, deciso dalla Giunta regionale dell'Emilia-Romagna con la delibera del 29 agosto 2022.
"Tale progetto - spiega il presidente di Federfarma nazionale, Marco Cossolo - prevede il passaggio di una vasta categoria di farmaci dalla cosiddetta convenzionata alla distribuzione per conto delle ASL. Ciò penalizzerebbe le farmacie coinvolte nell'iniziativa e, in particolar modo, quelle rurali che attualmente fruiscono di alcune agevolazioni in ragione del ruolo sociale svolto nelle aree disagiate".

Il passaggio chiarisce Cossolo "presenta alcune criticità anche riguardo all'effettiva disponibilità dei farmaci oggetto del mutamento di distribuzione e per il potenziale impatto negativo a carico dei cittadini, che sarebbero costretti a tornare più volte in farmacia per garantire l'aderenza terapeutica". "Pur condividendo l'obiettivo generale del progetto, volto alla presa in carico del paziente cronico da parte della farmacia, tema non certo traducibile nel solo passaggio dalla convenzionata alla DPC dei farmaci destinati appunto ai malati cronici, - conclude Cossolo - ne auspichiamo un'attuazione equa e sostenibile, che tuteli l'interesse dei cittadini ad una efficace ed efficiente distribuzione del farmaco e la necessità delle farmacie di avere la sostenibilità economico-finanziaria del servizio".

TAG: FARMACIE, DELIBERA EMILIA ROMAGNA

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