Farmacista vaccinatore: una svolta epocale tra criticità e opportunità. Il punto a FarmacistaPiù
"Il farmacista vaccinatore: una svolta epocale. Certezze e opportunità", promosso da FederFarma Roma, svoltosi durante la nona edizione di "FarmacistaPiù" 2022
I farmacisti sono al centro del processo di cura e delle attività di prevenzione, un ruolo riconosciuto dalla collettività e dalla politica, testimoniato dalla loro partecipazione diretta alla campagna vaccinale contro Covid 19: dall'erogazione dei test sierologici e dei tamponi rapidi nelle farmacie di comunità, fino alla somministrazione dei vaccini. Si tratta di una svolta epocale che pone il farmacista all'interno del processo di cura e nelle attività di prevenzione, diventando parte integrante del sistema di assistenza territoriale alla popolazione. Si è parlato di questi temi nel panel dal titolo "Il farmacista vaccinatore: una svolta epocale. Certezze e opportunità", promosso da FederFarma Roma, svoltosi durante la nona edizione di "FarmacistaPiù" 2022, il congresso dei farmacisti italiani, per la prima volta quest'anno in edizione "phigital".
Prontezza di risposta dei farmacisti ha snellito i tempi
A riportare, in particolare, l'esperienza del farmacista vaccinatore nella regione Lazio, sono intervenuti Vladimiro Grieco del Consiglio Direttivo Federfarma Roma e Cristina Ercolani del Collegio dei Sindaci Federfarma Roma che hanno aperto i lavori dell'incontro. Per Grieco "prima di tre anni fa era impensabile poter pensare a una farmacia come luogo di vaccinazione, oggi invece è una realtà, una vera rivoluzione copernicana della professione del farmacista. È innegabile che durante il periodo pandemico - ha continuato Grieco - la farmacia abbia rivestito un ruolo fondamentale, un presidio imprescindibile, grazie alla sua distribuzione capillare sul territorio. Il cittadino - sottolinea Grieco - ha vissuto la farmacia come l'unico punto di riferimento concreto di aiuto e di sostegno". Grieco ha anche spiegato come si è arrivati a questo storico traguardo, ovvero tramite l'accordo quadro tra governo, regioni, province autonome, FederFarma, FoFi e AssoFarm, che hanno permesso l'abilitazione del farmacista alla somministrazione dei vaccini anti Sars-Cov-2. Successivamente, è stato demandato alle regioni e alle associazioni regionali e provinciali l'applicazione delle modalità operative. Nello specifico - ha spiegato Grieco - nella Regione Lazio proprio FederFarma Roma è stata la prima associazione a creare le modalità operative per le farmacie insieme alla Regione: dalla raccolta delle adesioni sul territorio fino alla distribuzione dei vaccini. Inoltre - ha continuato Grieco - FederFarma Roma, oltre al corso FAD di abilitazione per i farmacisti vaccinatori organizzato dall'ISS, è riuscita in piena pandemia e con non poche difficoltà a creare corsi pratici per più di 700 farmacisti a completamento della formazione teorica a distanza e a sottoscrivere una convenzione con i medici del lavoro per la sorveglianza sanitaria dei collaboratori farmacisti vaccinatori". Grieco ha concluso il suo intervento sottolineando come "la prontezza della categoria ha permesso di snellire i tempi e di assolvere gli atti burocratici per permettere alle farmacie aderenti di iniziare a somministrare massivamente il vaccino".
Criticità: dall'hackeraggio delle piattaforme all'aumento del carico di lavoro
Cristina Ercolani, del Collegio dei Sindaci FederFarma Roma ha riportato le varie problematiche che i farmacisti, in particolare nel Lazio, hanno dovuto affrontare nel periodo pandemico per assolvere al compito della somministrazione vaccinale, fra cui il più importante "l'hackeraggio di tutte le piattaforme regionali dei siti della Regione, bloccando di fatto l'accesso ai dati e creando non pochi disagi a tutti i cittadini, che sono stati privati per circa una settimana della possibilità di poter prenotare online la vaccinazione. Inoltre - ha continuato la dottoressa - anche per i farmacisti si sono presentate criticità importanti causate dall'attacco hacker: pur continuando a vaccinare, hanno dovuto rendicontare su file excel le vaccinazioni eseguite, con un notevole aumento del carico di lavoro". La dott.ssa Ercolani si è poi soffermata a descrivere i numeri delle dosi somministrate nella Regione Lazio in farmacia dall'inizio della vaccinazione (più di 444.000 dosi) e gli ostacoli superati durante il periodo di vaccinazione. In particolare, spiega la dottoressa "nella gestione della catena del freddo del vaccino Pfizer siamo riusciti a superare le criticità organizzative nella distribuzione tra grossisti e farmacia, per garantire la conservazione delle dosi a bassissime temperature". La dottoressa, ha inoltre sottolineato come non siano stati rilevati effetti collaterali degni di nota durante la somministrazione delle vaccinazioni in farmacia. Infine, ha evidenziato con soddisfazione come "la strada della farmacia dei servizi sia aperta e illuminata, grazie al lavoro costante di tutti i farmacisti. Una strada ormai spianata, dalla quale non si può più tornare indietro".
Alfredo Procaccini, Vicepresidente FederFarma hai poi portato i suoi saluti istituzionali: "con orgoglio posso asserire che, come FederFarma Roma e Lazio, siamo stati fra i primi in Italia ad iniziare il percorso di vaccinazione nelle farmacie. Abbiamo rotto degli argini che sembravano insormontabili, aprendo ad un futuro roseo per la professione del farmacista. Abbiamo fatto un lavoro incredibile, soprattutto per i nostri pazienti".
Infine, Andrea Giacomelli, Componente Collegio dei Revisori Fofi, ha concluso i lavori sottolineando come nel contesto pandemico si sia evidenziato il ruolo strategico della farmacia territoriale all'interno del SSN e come "questo abbia imposto una forte accelerazione della farmacia dei servizi, un valore aggiunto per il cittadino; una pietra angolare fondamentale nella costruzione di un modello di sanità basato sul concetto di prossimità e di interconnessione che sono linee anche dettate dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Quello che è stato fatto è tanto - ha continuato Giacomelli - ma quello che dobbiamo fare è sostenere con forza gli obiettivi del piano nazionale di prevenzione vaccinale 2022/2025 da poco approvato, dove è sempre più necessario il coinvolgimento delle farmacie in una sinergia rinnovata con tutti i professionisti sanitari, in particolare supportando i medici di medicina generale in tutte le loro attività, riducendo il carico di lavoro, per migliorare la sostenibilità del servizio sanitario. Inoltre - conclude Giacomelli - ciò che risulterà fondamentale sarà estendere le tipologie vaccinali nelle farmacie consentendo all'inoculazione di altre vaccinazioni, rendendo la farmacia strutturale nella prevenzione e nel sostegno della sanità pubblica".
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A cura di Redazione Farmacista33
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