Giornata Mondiale Aids. In calo nuovi casi, troppe diagnosi tardive. Fofi: farmacisti coinvolti in informazione
I dati aggiornati Iss su nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids al 31 dicembre 2021 diffusi in occasione della Giornata mondiale di lotta contro l'Aids che ricorre il 1° dicembre
Le nuove diagnosi di infezione da Hiv nel 2021 in Italia sono state 1.770 (3 nuovi casi per 100mila residenti), al di sotto della media osservata tra gli Stati dell'Unione europea (4,3 nuovi casi per 100mila). L'infezione è attribuibile per oltre l'80% dei casi ai rapporti sessuali. Ancora in troppi (63%) scoprono l'infezione quando questa è in fase avanzata. Sono i dati aggiornati delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids al 31 dicembre 2021, curato dal Centro Operativo Aids (Coa) dell'Istituto superiore di sanità (Iss), diffusi in occasione della Giornata mondiale di lotta contro l'Aids che ricorre il 1° dicembre.
Incidenza in calo, alta la trasmissione sessuale
Dal 2012 (da quando la sorveglianza ha copertura nazionale), si osserva una diminuzione delle nuove diagnosi di Hiv, più evidente dal 2018, con un declino ulteriore negli ultimi due anni, per tutte le modalità di trasmissione. L'incidenza più alta si riscontra nella fascia 30-39 anni (7,3 nuovi casi ogni 100mila residenti), a seguire nella fascia 25-29 anni (6,6 nuovi casi ogni 100mila). In queste fasce di età l'incidenza nei maschi è 3-4 volte superiore a quelle nelle femmine e in generale, i maschi rappresentano il 79,5% dei nuovi casi. I dati segnalano che il numero più elevato di diagnosi è attribuibile alla trasmissione sessuale (83,5%): gli eterosessuali rappresentano il 44% e i maschi che fanno sesso con maschi il 39,5%. Infine, la modalità di trasmissione riguarda l'uso di sostanze stupefacenti nel 4,2% dei casi. In generale, dal 2017 si osserva una diminuzione del numero di nuove diagnosi Hiv in stranieri, sia maschi che femmine: nel 2021, gli stranieri costituiscono il 29,2% di tutte le segnalazioni, la proporzione rimane stabile nel tempo con valori intorno al 30%.
Diagnosi precoce ancora scarsa, aumentano diagnosi di Aids
Peggiora il dato relativo alle diagnosi precoci: dal 2015 aumenta la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l'infezione da Hiv (con bassi Cd4 o in Aids) e un terzo delle persone con nuova diagnosi scopre di essere Hiv positivo a causa della presenza di sintomi o patologie correlate (39,8%). Altri motivi per fare il test sono stati: rapporti sessuali senza preservativo (16,6%), comportamenti a rischio non specificati (9,4%), accertamenti per altra patologia (6,9%), iniziative di screening/campagne informative (6,2%). L'incidenza di Aids è in costante diminuzione e il numero di decessi rimane stabile, pari a poco più di 500 casi l'anno. La proporzione di persone con nuova diagnosi di Aids che ignorava la propria sieropositività e l'ha scoperta nel semestre precedente la diagnosi di Aids è aumentata nel 2021 (83%) rispetto al 2020 (80,8%). È diminuita nel tempo la proporzione di persone che alla diagnosi di Aids presentava un'infezione fungina, mentre è aumentata la quota di persone con un'infezione virale e quella con tumori. Nel 2021, il 76,4% delle persone diagnosticate con Aids non aveva ricevuto una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di Aids.
Dai farmacisti sensibilizzazione e informazione su screening
"I progressi scientifici in ambito diagnostico e farmacologico hanno raggiunto traguardi ragguardevoli, trasformando l'HIV in una malattia cronica, con un significativo miglioramento della qualità di vita e un'importante riduzione della trasmissione del virus - sottolinea il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), Andrea Mandelli commentando i dati dell'Iss -. Ciononostante, le statistiche ci dicono che persistono i contagi e le diagnosi tardive. Ancora troppe persone, ben il 63%, scoprono l'infezione quando questa è già in fase avanzata. La corretta informazione mirata alla prevenzione e agli screening resta un elemento fondamentale della strategia di contrasto all'HIV/AIDS. I farmacisti di comunità sono pienamente coinvolti nell'attività di sensibilizzazione e di contrasto allo stigma sociale che ancora accompagna la malattia, e sono a disposizione della collettività per offrire consiglio e indicazioni sia sugli aspetti che riguardano la terapia, sia sull'accesso ai test diagnostici che rappresentano uno strumento importantissimo per tutelare la propria salute e quella altrui".
Infezione Hiv: nuovi pazienti cronici
"La presa in carico delle persone con l'HIV, che rappresentano una 'nuova' categoria di pazienti cronici, deve diventare una priorità dell'assistenza di prossimità, di cui i farmacisti rappresentano un pilastro fondamentale, operando in sinergia con gli altri professionisti e con il mondo dell'associazionismo, in una logica multidisciplinare. Oltre all'impegno nell'azione di informazione-prevenzione, il territorio gioca un ruolo cruciale con particolare attenzione al monitoraggio dell'aderenza alla terapia antiretrovirale, al tema dell'interazione tra farmaci, soprattutto con l'avanzare dell'età e l'insorgenza di comorbilità, senza dimenticare l'importanza, per questi pazienti, di aderire alle campagne vaccinali, a partire da Covid e influenza", conclude il presidente FOFI.
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A cura di Redazione Farmacista33
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