Doppia contribuzione, un problema per giovani medici e farmacisti. Ecco perché
A margine degli Stati Generali delle Casse Previdenziali professionali alcune associazioni inclusi i Farmacisti per Enpaf hanno organizzato un sit-in a Roma
Contribuire all'Inps ed all'Enpam per odontoiatri e medici, od all'Inps ed all'Enpaf per i farmacisti? Una volta era una ricchezza, oggi, con sacche di precariato talora più accentuate, può diventare un fardello o un rischio. A margine degli Stati Generali delle Casse Previdenziali professionali alcune associazioni (Associazione Medici Italiani Riforma Enpam-Amire, Unione Sindacale di Base-USB,MGA per Cassa Forense, Farmacisti per Enpaf, Geometri, Infermieri, Architetti) hanno organizzato un sit-in a Piazza Barberini. Si tratta di professionisti sia dipendenti sia autonomi. Motivo della protesta: si dovrebbe evitare, per tutti gli iscritti a casse privatizzate, il fenomeno della doppia contribuzione, frequente e problematico per professionalità che iniziano a contribuire tardi e con una fase di precariato economico a inizio carriera che tende a prolungarsi. Lo riporta Doctor33.
Molti professionisti chiamati a versare in più casse
"Molti professionisti si ritrovano obbligatoriamente iscritti alle casse previdenziali private, sin dal momento dell'iscrizione ad un ordine professionale, anche quando contribuiscono ad Inps, e sono chiamati a versare in più casse - recita una nota di Amire, associazione presieduta dal medico abruzzese Walter Palumbo. Il quale aggiunge che "in questi contesti lo Stato oggi interviene solo se una cassa fallisce, come è successo recentemente per la Cassa Inpgi dei giornalisti, quand'è intervenuta nella fattispecie l'Inps, cioè la cassa previdenziale pubblica, cui tutti i cittadini italiani e non, versano i contributi".
Auspicabili modifiche su uniformità
Amire intende "sensibilizzare l'opinione pubblica e porre all'attenzione della politica le modifiche che sarebbero auspicabili sull'uniformità e sulla necessità di uno statuto unico per tutte le casse, che possa tutelare davvero i vari professionisti, con un controllo dello Stato che sia efficace ed efficiente nell'interesse della collettività». Si chiede inoltre l'abrogazione o la modifica della legge 509/94 «che di fatto ha privatizzato le Casse Previdenziali» consentendo siano «gestite come un'azienda privata con consiglieri di amministrazione aventi spesso incarichi multipli". Amire rimarca disparità tra casse privatizzate ed Inps come la mancanza di un tetto ai compensi dei direttori generali e l'assenza di norme nazionali che regolino, oltre alla remunerazione degli amministratori, sia il numero e la durata dei mandati, sia il numero dei componenti CdA.
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A cura di Redazione Farmacista33
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