Decreto Tariffe, Cittadinanzattiva diffida Stato e Regioni: entro 7 giorni si arrivi a intesa
Cittadinanzattiva e diverse associazioni di pazienti hanno inviato oggi una formale diffida Stato e Conferenza Stato Regioni per raggiungere l'intesa sul decreto Tariffe
Cittadinanzattiva - insieme a Famiglie Sma, AISF (Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica), UILDM, L'Altra Cicogna onlus, Hera onlus, associazioni che rappresentano alcune categorie di pazienti maggiormente danneggiate dal mancato aggiornamento dei Lea - hanno inviato oggi una formale diffida rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri nonché Presidente della Conferenza permanente Stato-Regioni e a tutti i Presidenti di Regione e delle Province autonome, affinché sia convocata al massimo entro sette giorni la Conferenza Stato Regioni con all'ordine del giorno la discussione del Decreto Tariffe e sia raggiunta immediatamente l'Intesa.
Senza Intesa non entrano in vigore in Lea 2017
Dal mancato raggiungimento dell'Intesa dipende infatti la mancata entrata in vigore dei Lea del 2017 e del loro successivo, e già previsto, aggiornamento: si tratta di una situazione "in palese contrasto con la tutela della salute, quale diritto individuale e interesse della collettività (art. 32 Cost.)", come recita la diffida, "e manifesta il venir meno all'obbligo di tutela della salute da parte dello Stato/Regioni e dunque del servizio sanitario nazionale, nonché finanche il non rispetto della dignità e della qualità della vita delle persone".
Comincia proprio dai Livelli essenziali di assistenza, con un atto ormai necessario e non più prorogabile dopo tante richieste delle associazioni dei pazienti e dei cittadini rimaste senza risposta, la mobilitazione permanente di Cittadinanzattiva a difesa del Servizio sanitario, della salute dei cittadini e della esigibilità dei diritti in una stagione che, a tutti gli effetti, ha il carattere dello stato di emergenza sanitaria.
Solo con l'approvazione del Decreto Tariffe e l'aggiornamento dei Lea, sottolineano le organizzazioni nell'atto di diffida, si potrà: - determinare l'esigibilità su tutto il territorio nazionale delle prestazioni di nuova introduzione, tra cui un rilevante numero erogato a livello ambulatoriale, e il superamento delle disomogeneità assistenziali tra i cittadini; - ridurre la mobilità sanitaria ma anche gli stessi costi sanitari poiché il Decreto trasferisce alcune prestazioni dal settore ospedaliero a quello di specialistica ambulatoriale; - procedere all'effettivo monitoraggio delle prestazioni ambulatoriali LEA nonché delle prestazioni ospedaliere, consentendo quindi la verifica della soddisfazione dei bisogni sanitari, di accessibilità dei servizi, di tempi di attesa e di appropriatezza delle prestazioni; - prevedere l'aggiornamento delle prestazioni incluse anche alla luce delle nuove evidenze scientifiche;
Infine, ma non da ultimo, la mancata approvazione del Decreto tariffe, oltre ad impedire l'entrata in vigore dei LEA del 2017 e di quelli ulteriormente aggiornabili, rischia di pesare nella definizione al ribasso dei Livelli essenziali di prestazione (c.d. LEP) previsti dal nuovo Disegno di Legge sul "regionalismo asimmetrico". Se i Lep, che rappresentano almeno sulla carta l'unico contrappeso agli ulteriori squilibri regionali cui potrebbe portare l'autonomia differenziata, fossero definiti a partire da Lea vecchi di 20 anni, si determinerebbe la definitiva dissoluzione del Servizio sanitario nazionale e l'impossibilità conclamata di garantire uguali prestazioni sanitarie su tutto il territorio nazionale.
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A cura di Redazione Farmacista33
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