Gemmato: case di comunità, manca il personale, un supporto dalla rete delle farmacie
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato a Cosmofarma: le case di comunità necessitano di personale per funzionare, la rete delle farmacie può svolgere un ruolo suppletivo
«Nelle 1.350 case di comunità previste dal Pnnr chi ci mettiamo, quale personale utilizziamo per farle effettivamente funzionare?» Partecipando al convegno istituzionale del sabato mattina di Cosmofarma 2023, in corso a Bologna, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato torna su un concetto a lui caro: le strutture sanitarie previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza sono al momento prive di risorse professionali che ne garantiscano l'attività. A maggior ragione la rete delle farmacie italiane potrebbe svolgere, ancor più che in passato, un ruolo di primo piano nell'offerta di servizi sanitari, «che sgraverebbero anche il lavoro dei Pronto soccorso. Oggi il 60-70% degli accessi è per codici bianchi o verdi».
Gemmato torna poi sulla necessità di ripensare la Legge 405/2001, che ha introdotto la distribuzione diretta, legando il discorso a quello del payback sui farmaci: «La spesa farmaceutica convenzionata rispetta sempre i budget previsti, mentre quella per acquisti diretti sfora regolarmente e in misura ingente. E in alcuni casi le Regioni prediligono la distribuzione diretta per poi rientrare in parte degli sforamenti con il contributo delle aziende attraverso il payback, un sistema che i colleghi all'estero, quando gliene parlo, fanno persino fatica a comprendere».
Mandelli (Fofi): telemedicina e sburocratizzazione
Il presidente della Fofi Andrea Mandelli, dopo avere riepilogato gli ultimi tre anni "in prima linea" della farmacia italiana, elenca i punti su cui lavorare nel futuro prossimo: «Bisogna cercare di utilizzare al meglio lo strumento della telemedicina, anche in funzione di una migliore assistenza alla cronicità: a oggi sono 7.000 le farmacie che si avvalgono della medesima piattaforma di telemedicina. Un altro tema saliente è quello della sburocratizzazione, richiesta a gran voce dalla categoria. E rimane sempre aperta la questione della Legge 405, che io considero anacronistica. E non dimentichiamo il tema della carenza di personale, che va affrontato: il fenomeno dei "gettonisti" non riguarda soltanto la classe mediche ma anche le nostre farmacie». Rimane poi sul tappeto l'annosa questione del divario tra servizi offerti tra regione e regione, valido anche quando si parla di farmacie che, in alcune di esse offrono certi servizi, in altre no.
Cossolo (Federfarma): carenze farmacisti, intervenire in attesa che la riforma del corso di studi diventi effettiva
Ci vuole qualche anno prima che la riforma del corso di laurea in Farmacia produca i primi risultati, ma nel frattempo bisogna intervenire per porre un freno alle carenze di personale. Questo il pensiero di Marco Cossolo, presidente di Federfarma, che sintetizza: «I farmacisti in farmacia devono fare i farmacisti. Non ha senso che siano oberati da compiti burocratici che potrebbero tranquillamente essere svolti da personale con una diversa formazione. E per i titolari questo è anche un fatto di organizzazione dell'impresa che guidano, di cultura manageriale». Cossolo pone anche lui l'accento sulle potenzialità della telemedicina - nelle sue varie modalità, telemonitoraggio, televisita... - come elemento cardine di una sanità "di prossimità", che sappia esercitare una funzione di controllo, tra le altre cose, sulla appropriatezza prescrittiva e sull'aderenza alla terapia.
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A cura di Redazione Farmacista33
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