Vaccino Herpes zoster a diabetici: da inserire nel modello di prevenzione dei più fragili
La vaccinazione anti-Herpes zoster nel paziente con diabete potrebbe essere il nuovo modello per la prevenzione delle malattie infettive nei soggetti fragili
La vaccinazione anti-Herpes zoster nel paziente con diabete potrebbe essere il nuovo modello per la prevenzione delle malattie infettive nei soggetti fragili, pertanto, la somministrazione non va legata all'età ma al rischio di malattia infettiva e delle sue conseguenze. È quanto sostengono i diabetologi nel corso del congresso della Società italiana di diabetologia in corso a Rimini.
Somministrazione anti-Herpes a diabetici legata al rischio di infettarsi
"La vaccinazione anti-Herpes zoster nella persona con diabete potrebbe essere il modello per una rivoluzione culturale in ambito della prevenzione delle malattie infettive, soprattutto nei soggetti fragili - ha spiegato Ferdinando Carlo Sasso, professore ordinario di medicina interna presso Università Campania Luigi Vanvitelli. - La vaccinazione non deve essere legata all'età, ma al rischio di malattia e delle sue conseguenze. Come la terapia farmacologica, la prevenzione delle malattie infettive si dovrebbe fare in modo personalizzato, nella sede in cui i pazienti sono seguiti: dal medico di medicina generale, nell'ambulatorio specialistico o nelle Rsa".
"Per fare questo - spiega Sasso - serve una call to action, una chiamata all'azione da parte di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale, medici e specialisti. Nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale, messo a punto dal lavoro congiunto di Società scientifiche e ministero della Salute - continua - ci sono indicazioni molto precise sulle caratteristiche di chi potrebbe beneficiare delle vaccinazioni che, rientrando nei Lea sono prestazioni gratuite e valgono per tutto il territorio nazionale - aggiunge l'esperto - Si tratta di sensibilizzare il medico e di far rientrare queste pratiche nei percorsi terapeutici (Pdta) che, sfortunatamente in Italia, a causa di una regionalizzazione della sanità, devono essere approvati da ogni singola regione. Facendo questa prevenzione - precisa - riduciamo però le malattie, le ospedalizzazioni e, oltre a guadagnare in salute, si riducono i costi, anche per il Ssn".
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A cura di Redazione Farmacista33
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