Smettere di fumare. Counselling del farmacista, strumenti e strategie per supportare il paziente
Counselling individuale, strategie e strumenti pratici per aiutare i pazienti a smettere di fumare. Dalla Fip il manuale per i farmacisti
Come comunicare ai pazienti che vogliono smettere di fumare, quali strategie utilizzare nel counselling individuale, quali strumenti suggerire per sostenere la scelta di allontanarsi dal fumo? Sono alcuni dei punti affrontati dal documento "Supporting tobacco cessation and the treatment of tobacco dependence- A handbook for pharmacist" pubblicato dalla Federazione farmaceutica internazionale (FIP) e dedicato ai farmacisti per aiutare i pazienti che vogliono smettere di fumare. Infatti, nonostante sia uno dei fattori di rischio più modificabili, il consumo di tabacco continua a essere il responsabile di circa otto milioni di decessi all'anno.
Il ruolo dei farmacisti nell'educare i pazienti
I farmacisti possono svolgere un ruolo importante aiutando a identificare le interazioni tra i regimi farmacologici dei pazienti, le patologie e il fumo incoraggiandone la cessazione. Il consumo eccessivo di alcol e il consumo di tabacco svolgono un ruolo importante nell'aumento il rischio di sviluppare malattie non trasmissibili (NCD) diabete, malattie cardiovascolari, cancro, malattie respiratorie croniche che sono la principale causa di morbilità e mortalità a livello globale. I farmacisti, quindi, possono aiutare a fare prevenzione in quanto nella posizione ideale per sostenere il cambiamento dei pazienti che vogliono smettere di fumare. Screening, consulenza e interventi farmacologici o assistenza comportamentale (con adeguata formazione) sono attività che possono essere svolte in farmacia.
Il documento della Fip: quali conoscenze e competenze sono necessarie
Nel manuale condiviso dalla Fip sono indicate quali conoscenze e competenze sono necessarie ai farmacisti per poter per fornire assistenza ai pazienti con dipendenza da tabacco e gestire altri fattori di rischio NCD associate. La dipendenza da fumo tocca tre dimensioni: dipendenza fisica, dipendenza psicologica e dipendenza comportamentale e sociale. Innanzitutto, è importante riconoscere i segni dell'astinenza da nicotina: umore depresso, insonnia, irritabilità, frustrazione, collera, ansia, difficoltà di concentrazione, irrequietezza, diminuzione della frequenza cardiaca e aumento dell'appetito o aumento di peso. Per questo è importante intervenire aiutando i pazienti a migliorare la propria condizione di salute sia con quello definito in inglese "il modello 5A" (chiedere, consigliare, valutare, assistere e organizzare il follow-up) per i pazienti pronti a smettere, sia con "il modello delle 5R" (rilevanza, rischi, ricompense, ostacoli e ripetizione) per i pazienti che invece non sono pronti a smettere.
Un approccio non farmacologico, ecco cosa può fare il farmacista
I farmacisti devono conoscere i prodotti farmacologici utilizzati nella cessazione del fumo per potere fornire ai pazienti le informazioni necessarie sulla loro assunzione, e inoltre possono attivamente contribuire con un approccio non farmacologico. Ecco alcune strategie suggerite nel manuale della Fip.
In generale: • Partecipare alle campagne di salute pubblica per smettere di fumare; • Partecipare alle sei strategie MPOWER, ovvero monitorare l'uso del tabacco e le politiche di prevenzione, proteggere le persone dal fumo di tabacco, offrire aiuto per smettere di fumare, mettere in guardia sui pericoli del tabacco, imporre il divieto di pubblicità del tabacco, promuovere l'aumento delle tasse sul tabacco.
Nella partica a banco: • Educare i pazienti sui benefici della cessazione del fumo, tra cui miglioramento della frequenza cardiaca e pressione sanguigna, miglioramento della funzionalità polmonare con diminuzione della tosse e della mancanza di respiro, abbassamento del rischio di cancro ai polmoni, cavo orofaringeo, della vescica, della cervice e del pancreas. Educare sui fattori scatenanti e sui segnali del fumo, come sintomi di astinenza e voglie, stress, paura di fallire, pressione sociale e aumento di peso; • Implementare il counseling individualizzato con il modello delle 5 A o il modello delle 5R; •Comunicare con un linguaggio neutro, non giudicante, basato sui fatti, inclusivo e incentrato sulla persona, effettuando il consulto in un ambiente appropriato, minimizzando le interruzioni e mantenendo la privacy verbale, uditiva e personale; • Suggerire l'utilizzo di supporti digitali per smettere di fumare, ma anche supporto telefonico, materiali di auto-aiuto, strumenti per sostenere i tentativi di smettere e promuovere l'astinenza dal tabacco a lungo termine.; • Identificare e valutare il rischio di dipendenza da nicotina con strumenti basati sull'evidenza effettuando lo screening dei pazienti con il questionario Fagerström e i criteri del DSM-IV. Indirizzare i pazienti che necessitano di ulteriore assistenza a medici generici o specialisti appropriati; • Identificare le barriere percepite per smettere di fumare, i fattori scatenanti e gli spunti durante la consulenza. Consigliare il paziente su come evitare l'esposizione a specifici segnali sociali e contestuali o fisici per il comportamento del fumo, incluso il cambiamento delle routine quotidiane o settimanali; • Follow-up per prevenire le ricadute: sviluppare un programma ad hoc identificando quando ridurre o implementare il follow-up e considerare attentamente cosa dire al paziente.
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A cura di Simona Zazzetta
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