FARMACIE
01 Settembre 2023 Le farmacie americane potrebbero trovarsi in difficoltà economica a causa di un nuovo sistema di remunerazione, ma le applicazioni dell’intelligenza artificiale al flusso di lavoro in farmacia potrebbero generare nuove entrate economiche

Liberare i farmacisti da impegni gravosi e consentire loro di riprendere il controllo del business: a questo potrebbe servire l’implementazione dell’intelligenza artificiale in farmacia. È quanto ha evidenziato l’esperto Samn Anderegg, CEO della società americana Docstation, in un articolo pubblicato su Pharmacy Times.
Il contesto attuale: farmacie usa in difficoltà economiche
Secondo quanto riferisce Anderegg, nell’era del post pandemia, negli USA le farmacie potrebbero essere sopraffatte da una serie di pagamenti da effettuare nel 2024; pagamenti che molte farmacie territoriali non riusciranno a versare visto che molte sono a corto di soldi. In questa situazione, molti farmacisti si chiedono come riusciranno ad andare avanti, oltre al fatto che il ritmo con cui le farmacie dovranno adattarsi ai cambiamenti è più veloce rispetto a quanto consente il sistema attuale. Senza personale, poi, le farmacie non possono pretendere che farmacisti e tecnici vadano oltre le loro forze.
L’utilità dell’intelligenza artificiale: migliorare l’efficienza del flusso del lavoro
In mezzo a queste difficoltà, però, alcune farmacie, per esempio quelle che utilizzano l’automazione della fatturazione, stanno cambiando direzione e stanno mettendo in discussione la necessità di mantenere il loro modello di business. Secondo l’esperto, dunque, per affrontare la fase successiva sarà necessario affidarsi all’intelligenza artificiale in farmacia, che può essere utile a migliorare l’efficienza del flusso del lavoro e spostare le entrate verso attività già fornite dai farmacisti, come la consulenza, tornando a concentrarsi sulle competenze proprie del farmacista. Il tutto, senza dover necessariamente assumere nuovo personale e con un vantaggio per i pazienti e per l’assistenza alla comunità.
L’intelligenza artificiale nella pratica del farmacista
Uno dei campi di applicazione dell’intelligenza artificiale, secondo Anderegg, potrebbe essere la gestione delle vaccinazioni. Normalmente, infatti, i farmacisti eseguono diversi compiti: dalla somministrazione dei vaccini alla valutazione dell’idoneità dei pazienti, alla formazione su possibili eventi avversi. Tuttavia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, questo processo può diventare più efficiente e snello. Ad esempio, con opportuni algoritmi si può valutare rapidamente l’idoneità al vaccino, si possono ottimizzare gli orari degli appuntamenti, generando le richieste in modo automatico, facendo risparmiare tempo ai farmacisti che dovranno solo rivedere e approvare la documentazione finale. E un processo gestito dall’intelligenza artificiale garantisce anche accuratezza e precisione, con i pazienti che, a loro volta, saranno più motivati a frequentare una farmacia ‘smart’. Oltre a questo, l’intelligenza artificiale in farmacia può aiutare a migliorare i costi e l’aderenza delle terapie. Analizzando i dati dei pazienti, come i registri delle prescrizioni, l’intelligenza artificiale può identificare modelli di utilizzo e indicare gli individui a maggior rischio di non aderenza, un rilevamento pro attivo che consentirà ai farmacisti di contattare pazienti e operatori sanitari, in base alle necessità.
Per saperne di più:
Anderegg S. From science fiction to reality: how AI is reshaping pharmacy workflow. PharmacyTimes (2023) - https://www.pharmacytimes.com/view/from-science-fiction-to-reality-how-ai-is-reshaping-pharmacy-workflow
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