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09 Ottobre 2023

Laurea abilitante e tirocinio pratico: fissate regole e requisiti nel Protocollo. Ecco cosa prevede

Il Protocollo in materia di tirocinio curriculare pratico-valutativo (TPV) è stato sottoscritto da Fofi e dalla Conferenza dei rettori delle università (Crui): ecco cosa prevede per attivazione, svolgimento e valutazione

di Francesca Giani


Laurea abilitante e tirocinio pratico: fissate regole e requisiti nel Protocollo. Ecco cosa prevede

Modalità di attivazione, svolgimento e valutazione, contenuti minimi relativi alle attività tecnico-professionali e pratico-operative, requisiti per l’accesso. Sono questi alcuni degli elementi del Protocollo in materia di tirocinio curriculare pratico-valutativo (TPV), che è stato sottoscritto da Fofi e dalla Conferenza dei rettori delle università (Crui).

Approvato il Protocollo che definisce il Tirocinio partico valutativo
Il tirocinio pratico valutativo è un momento formativo a carattere professionalizzante che è stato previsto nell’ambito del percorso relativo alla laurea abilitante ed è finalizzato all’acquisizione delle competenze necessarie per lo svolgimento delle attività del farmacista all’interno del Servizio sanitario nazionale. Lo scopo è quello di completare la formazione universitaria, permettendo l’acquisizione di quelle conoscenze e competenze che consentano ai futuri farmacisti di “affacciarsi al mondo lavorativo con gli strumenti e i mezzi necessari per l’erogazione di attività professionali adeguate alle esigenze dei pazienti e per fronteggiare il sempre mutevole, variegato e complesso contesto di riferimento”. Il tirocinio si svolge attraverso “la partecipazione assistita e verificata dello studente alle attività della farmacia ospitante e culmina con una valutazione delle competenze professionali acquisite, distinta rispetto all'esame di laurea. A definirne contenuti, caratteristiche e modalità di attivazione è, appunto, il Protocollo, frutto del lavoro del tavolo tecnico congiunto tra la CRUI e la FOFI, che ha ricevuto anche parere favorevole della Conferenza delle scienze del Farmaco e del Consiglio Universitario Nazionale.

Regole e requisiti per il tirocinio in farmacia di comunità e ospedaliera

Il Tpv comprende un periodo di sei mesi, anche non continuativi, da svolgersi presso una farmacia di comunità e/o una farmacia ospedaliera. Come definito nel Protocollo, “l’attività è svolta per non più di 40 ore a settimana, per un totale di 900 ore, di cui almeno 450 da svolgersi presso una farmacia di comunità, e corrisponde a 30 crediti formativi universitari. Quando sia svolto per periodi non continuativi, questi non possono essere inferiori a un mese e devono essere condotti in un numero di sedi ospitanti non superiore a tre. La presenza in farmacia si articola entro le fasce orarie di apertura della stessa, escluso l’orario notturno, e con l’assistenza del tutor professionale. Il TPV deve comunque essere concluso entro 24 mesi dal suo inizio. Le ore di TPV svolte in periodi antecedenti gli ultimi 24 mesi non sono valide e cancellate dal Diario del tirocinante. Va ricordato che il numero di tirocinanti accolti dalla farmacia è pari al rapporto massimo di un tirocinante per ogni farmacista tutor. Per l’accesso al TPV lo studente deve essere in possesso di una serie di requisiti minimi, tra cui l’aver acquisito almeno 160 CFU ed essere iscritto almeno al quarto anno del corso di laurea. Il tirocinio può essere svolto presso farmacie site in Paesi dell’Unione Europea per un periodo non superiore a 4 mesi (500 ore o 450 se farmacia ospedaliera).

Diario del tirocinante: a cosa serve e come funziona
Un aspetto importante che è stato dettagliato dal Protocollo è la definizione del Diario del tirocinante, un “documento ufficiale e personale che serve per attestare il corretto svolgimento del TPV in farmacia. È lo strumento, infatti, che permette la gestione operativa, certifica l’effettivo impegno orario del tirocinante e riporta le relazioni sintetiche sull’attività svolta e la relativa valutazione finale dei tutor. Il Diario del tirocinante è predisposto dall’Ordine su modello conforme a quello approvato, è in formato digitale mediante applicativo web – ma in caso di impossibilità di accesso va bene anche il formato cartaceo purché conforme a quello digitale”.

I rapporti con le farmacie: Convenzione e valutazione
Un altro elemento affrontato all’interno del Protocollo riguarda “i rapporti con le farmacie, di comunità e ospedaliere, che vengono regolati da convenzioni stipulate tra l’Ordine e il titolare o l’Azienda sanitaria locale o ospedaliera. È compito di ogni Ordine aggiornare l’elenco delle farmacie della provincia disposte ad accogliere tirocinanti e curarne la diffusione mediante pubblicazione sul proprio sito. A sua volta l’Ordine riceve dalle farmacie l’atto di adesione, sottoscritto dal direttore. Sarà comunque il Consiglio dell’Ordine a valutare se l’organizzazione della farmacia sia consona a ospitare il tirocinante e se vi sia assenza di impedimenti, anche di tipo deontologico”.

TAG: TIROCINIO, UNIVERSITà, FOFI, FARMACIA, FARMACISTI, LAUREA ABILITANTE

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