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08 Maggio 2024Arriva da Treviso la segnalazione della difficoltà delle farmacie nel reclutare farmacisti: negli ultimi mesi c’è un’impennata delle uscite dal servizio, anche di giovani farmacisti, senza nuovi ingressi

Questa volta arriva da Treviso la segnalazione della difficoltà delle farmacie nel reclutare farmacisti: nella provincia negli ultimi mesi c’è un’impennata delle uscite dal servizio, anche di giovani farmacisti, senza nuovi ingressi, il risultato è che in 47 farmaci manca almeno un dipendente e il 17% è in difficoltà sul piano del personale. Lo ha riportato l’Ordine provinciale dei farmacisti sulla stampa locale.
Il problema, come è stato più volte sottolineato, “è emerso dopo il Covid per diversi fattori, ma adesso il fenomeno è sempre più allarmante - spiega il presidente dell’ordine Giuseppe Losego. – Il rischio è che ben presto alcune farmacie specie le più piccole e quelle dei piccoli comuni siano destinate e chiudere”. Losego sottolinea che il problema “va in parallelo con quello della carenza dei medici. E il primo aspetto è proprio la mancanza di laureati” per effetto del numero programmato che secondo Losego andrebbe eliminato aprendo l’accesso alla Facoltà di farmacia.
Fuga dalla professione
Da tempo, viene segnalato da Losego nell'articolo, i laureati usciti dalle università di Padova, Trieste e Ferrara dopo aver lavorato in farmacia dove lo stipendio di ingresso oscilla tra 1.700 euro e 1.800, prendono altre strade professionali anche in aziende della filiera di settore. Ma quella economica non è l’unica criticità segnalata dall’Ordine di Treviso: “Sono cambiate le esigenze e il lockdown ha influito, ci sono istanze che un tempo non si consideravano prioritarie, il voler avere tempo libero nei fine settimana, poter restare con la famiglia. E questo – prosegue – si scontra con turni, festività e ponti in cui la nostra rete assicura il servizio a favore dei cittadini”.
Losego fa poi riferimento anche all’ampliamento dei servizi offerti dalle farmacie, “e questo – afferma - non fa che acuire il problema, è chiaro che ci sarà sempre più bisogno di nuovi laureati da immettere anche per assicurare queste prestazioni, che hanno anche il pregio di abbattere i tempi di attesa e di velocizzare il servizio. E quindi andranno introdotti incentivi, strumenti e formule per rendere la laurea in farmacia più appetibile, valorizzando gli aspetti di conciliazione lavoro-famiglia, la flessibilità i contratti part-time. È assolutamente necessario avere più iscritti e più laureati anche valorizzando gli aspetti più rilevanti del nostro lavoro”
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