contratto di lavoro farmacisti
06 Novembre 2025Massiccia adesione dei farmacisti allo sciopero nazionale è il primo bilancio che arriva dalle sigle Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno promosso l’iniziativa. Diecimila i partecipanti ai sit-in, a Roma presente anche l’Ordine provinciale: massimo impegno per riaprire contrattazione

Massiccia adesione dei farmacisti allo sciopero nazionale è il primo bilancio che arriva dalle sigle Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno promosso l’iniziativa. Con un comunicato unitario chiedono a Federfarma di ascoltare “la voce delle lavoratrici e dei lavoratori, non si può più rimandare il riconoscimento economico e normativo dovuto a chi garantisce un servizio essenziale per la salute dei cittadini”. Nelle piazze e presidi organizzati avrebbero partecipato circa 10 mila professionisti e a Roma, a supporto dei professionisti, presente anche l’Ordine: il presidente dell'Ordine dei farmacisti della provincia di Roma, Giuseppe Guaglianone, ha preso parte al sit-in.
Sarebbero 10 mila, secondo fonti interne al sindacato, i farmacisti che hanno preso parte alle iniziative sul territorio e “nelle catene, ma anche nelle farmacie private indipendenti, i dati dell'adesione allo sciopero sono molto importanti e sono diffusi in tutta Italia”.
“La grande partecipazione alla giornata di sciopero di oggi – dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - conferma la determinazione dei dipendenti delle farmacie private a rivendicare un rinnovo dignitoso e adeguato all’evoluzione del settore”.
“Federfarma ascolti la voce delle lavoratrici e dei lavoratori, - concludono le tre sigle – l’associazione datoriale raccolga questo segnale e torni subito al tavolo negoziale con proposte concrete e coerenti con il valore sociale e professionale del lavoro svolto ogni giorno nelle farmacie private. È il momento della responsabilità: non si può più rimandare il riconoscimento economico e normativo dovuto a chi garantisce un servizio essenziale per la salute dei cittadini”.
I farmacisti chiedono “una svolta per riconoscere a chi quotidianamente opera nelle farmacie private, la giusta valorizzazione professionale” e “garanzie e diritti nuovi per restituire attrattività a una professione da cui molti fuggono. Il crollo verticale delle immatricolazioni alla facoltà di Farmacia e la scelta, sempre più diffusa negli ultimi anni, di abbandonare il lavoro nelle farmacie per intraprendere la carriera nell’insegnamento, testimoniano che la prospettiva occupazionale offerta dalle farmacie private non convince più”.
Tra le richieste anche “migliorie nel sistema di classificazione del Ccnl: rendere realmente accessibile il livello Q2, ridurre i tempi delle progressioni professionali e garantire che le ore dedicate alla partecipazione ai corsi formativi ECM non gravino sulle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Per le sigle il messaggio è chiaro: “Il rinnovo del contratto nazionale non è più rinviabile, serve una svolta vera, che restituisca dignità e riconoscimento alle professionalità della categoria”.
A Roma il presidente dell'Ordine provinciale dei farmacisti, Giuseppe Guaglianone, ha preso parte al sit-in che si è svolto di fronte alla sede di Federfarma nazionale per esprimere solidarietà alle farmaciste e ai farmacisti collaboratori: sia ai presenti al sit-in sia a coloro che, nelle farmacie, stanno garantendo il servizio farmaceutico alla cittadinanza. Guaglianone ha ribadito che l’Ordine non ha un ruolo diretto nella contrattazione collettiva e che la sua partecipazione “vuole testimoniare sua vicinanza ai farmacisti che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale ai cittadini”.
L’impegno, in quanto organismo di rappresentanza istituzionale di tutta la professione, è di fare il possibile, "senza invadere campi d'azione altrui, per concorrere a superare gli ostacoli che hanno portato all'interruzione delle trattative sindacali e trovare un punto di incontro tra le diverse istanze, che in ogni caso andrà individuato nel perimetro del pieno riconoscimento del valore e della dignità della nostra professione".
Guaglianone ricorda che quella del farmacista è a pieno titolo una professione sanitaria, “è il primo presidio di salute sul territorio, punto di riferimento accessibile e qualificato per la popolazione. E oggi la normativa sulla farmacia dei servizi consolida e stabilizza questo ruolo, affidando alla categoria nuove e importanti funzioni di prevenzione, monitoraggio e presa in carico dei pazienti, e nuovi servizi finalizzati a implementare l'assistenza di prossimità”.
“La richiesta di riconoscere l'indennità di specificità sanitaria, promossa dal Comitato centrale della Federazione degli Ordini – ricorda Guaglianone - non è soltanto una questione economica, ma un atto dovuto di coerenza istituzionale: rappresenta il primo passo verso l'inquadramento dei farmacisti nel comparto sanitario, superando definitivamente l'attuale collocazione nel settore commercio, ormai inadeguata rispetto alle responsabilità e alle competenze richieste ai professionisti della farmacia”.
"Il farmacista - ha concluso Guaglianone - è un professionista della salute che ha saputo guadagnarsi nel tempo la fiducia dei cittadini e il riconoscimento e il rispetto delle istituzioni, per il suo quotidiano servizio professionale, competente e responsabile, che contribuisce alla prevenzione, all'aderenza terapeutica e alla sostenibilità del sistema sanitario. È tempo che anche il riconoscimento contrattuale rifletta questa realtà".
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