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17 Luglio 2024L’Associazione Farmacisti Liberi Professionisti (Afalp) sottolinea che i farmacisti freelance che lavorano in regime di partita Iva sono "una risorsa per il settore, svolgono mansioni identiche a quelle dei colleghi dipendente si spendono con dedizione ed etica per ottemperare al proprio ruolo di professionisti della salute

I farmacisti freelance, cioè che lavorano in regime libero professionale, in Italia "sono circa 2.000, sono regolarmente iscritti agli ordini professionali, svolgono mansioni identiche a quelle dei colleghi dipendenti, si spendono con dedizione ed etica per ottemperare al proprio ruolo di professionisti della salute. Non vediamo, quindi, in che modo il farmacista a partita Iva possa generare tensioni con i colleghi, come affermato nei giorni scorsi dal presidente di Assofarm” spiega a Farmacista33 Vincenzo Serafino presidente dell’Associazione Farmacisti Liberi Professionisti (Afalp), e sottolinea: “Siamo una risorsa per il settore”.
In una nota stampa inviata alla Redazione e diffusa tramite il gruppo facebook l’associazione spiega i motivi per cui si ritiene “doveroso prendere una ferma posizione nei confronti delle dichiarazioni avanzate da Assofarm in merito ai farmacisti che operano in regime libero professionale”.
Serafino intende chiarire che “i freelance sono a tuti gli effetti farmacisti, regolarmente iscritti agli ordini professionali e, ogni giorno, con dedizione ed etica, si spendono al fine di ottemperare al proprio ruolo di professionisti della salute”. Pertanto, chiedono un chiarimento sul modo i cui “il farmacista libero professionista attiverebbe tensioni con i colleghi e, soprattutto, quali sarebbero i motivi per cui un professionista, che opera con partita IVA, per sua natura sia quanto di più lontano potrebbe esservi con l’idea di relazione personale e continuativa con il paziente e con il territorio locale”. E, aggiunge Serafino “ci aspettiamo che anche gli enti istituzionali della professione prendano le distanze da certe asserzioni”.
“Per essere più chiari – afferma - il farmacista freelance è un libero professionista, che stipula un accordo con un’azienda, sia essa una farmacia, piuttosto che una parafarmacia o altro. Le mansioni sono assolutamente identiche a quelle del collaboratore dipendente e la durata della collaborazione varia in funzione delle necessità dell’azienda stessa e del rapporto empatico che si instaura tra il professionista ed il titolare/gestore dell’azienda, come del resto avviene per il collaboratore dipendente”.
L’Associazione, inoltre, sottolinea che “gli accordi tra le parti sono liberi e vengono stabiliti preventivamente. Tutto ciò offre la possibilità di un’ampia flessibilità per quello che riguarda le esigenze del collaboratore ma soprattutto per quanto concerne le esigenze del committente. In Italia attualmente operano in regime libero professionale circa 2.000 farmacisti e vi sono colleghi cui viene richiesta una collaborazione saltuaria e altri che per necessità del committente stesso, operano in modo continuativo presso la stessa attività. Come in tutte le situazioni della vita reale anche la posizione del farmacista libero professionista offre dei pro e dei contro, per entrambe le parti”
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