farmacisti
25 Ottobre 2024I dati presentati dall’ Enpaf indicano che di fatto, la disoccupazione nel settore è inesistente. Dal territorio continuano ad arrivare segnali di difficoltà soprattutto per le farmacie di comunità

Se da una parte la situazione lavorativa dei farmacisti in Italia si presenta con livelli di disoccupazione praticamente “inesistenti”, dall’altra il settore soffre di una carenza di professionisti che sta mettendo a dura prova le farmacie territoriali. È quanto emerge dai dati presentati dall’Enpaf in audizione alla Commissione parlamentare per il controllo delle gestioni pensionistiche e dalle associazioni di categoria territoriali.
Secondo i dati diffusi dall’Ente previdenziale dei farmacisti (Enpaf), “oggi la disoccupazione nel settore è, di fatto, inesistente, tanto che sia gli esercizi farmaceutici sul territorio, che il settore pubblico e quello industriale, hanno enormi difficoltà nel reperire personale laureato in Farmacia”. Secondo i dati dell'Ente emerge che, “al 31 dicembre scorso, i disoccupati risultavano pari all'1,6% del totale degli iscritti, cioè pari a 1.631 su un totale complessivo di 100.298" professionisti associati alla Cassa”.
Ma dal territorio continuano ad arrivare segnali di difficoltà soprattutto per le farmacie di comunità. La più recente arriva dal Veneto. In provincia di Belluno, nelle 75 farmacie attive mancano almeno 20-30 professionisti e come spiega Alessandro Somacal, il presidente dell'Ordine dei farmacisti di Belluno “le strutture sono pesantemente sottorganico”. C’è un problema di demografico, aggiunge, “per cui quando un farmacista va in pensione non viene sostituito e il ricambio generazionale è diventato sempre più difficile”. A questo si aggiunge “uno stipendio medio non è così appetibile di fronte a una richiesta di molte ore di lavoro”. Il modello della "farmacia dei servizi," che amplia le competenze dei farmacisti includendo vaccinazioni e screening, rappresenta una delle speranze per rendere il lavoro in farmacia più stimolante e riconosciuto.
Somacal ricorda che con la liberalizzazione degli orari di apertura “Sono state ampliate le ore di apertura delle farmacie che dalle 40 ore settimanali sono passata a una quantità imprecisata, visto che comunque le attività restano aperte anche con orario continuato e pure la domenica. Questo sicuramente rappresenta un vantaggio per l'utente ma non si può dire altrettanto per i farmacisti. Una moratoria sull’orario di apertura potrebbe essere importante e l'ideale sarebbe mettere un tetto all'orario, ma questo va fatto a livello nazionale”.
Di fronte a queste condizioni, molti farmacisti stanno esplorando modalità di lavoro alternative. “Alcuni scelgono di aprire la partita IVA per lavorare in modo più flessibile, coprendo turni notturni, malattie o periodi di picco stagionale nelle località turistiche. Molti preferiscono la libera professione, così da essere chiamati solo per specifiche necessità,” spiega Somacal. “In provincia si è preferito attivare una libera contrattazione per cui ogni professionista viene pagato in modo diverso dai titolari di farmacia, così da superare questa carenza cronica che ormai interessa il 20% delle nostre strutture”.
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