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01 Maggio 2025

Retribuzioni reali, tariffe orarie e contratti collettivi, il quadro Istat sul primo trimestre 2025

Nel I trimestre 2025 le retribuzioni contrattuali crescono del 3,9% su base annua, con aumenti maggiori in alimentare e commercio ma quelle reali – cioè depurate dall’effetto dell’inflazione – restano inferiori dell’8% rispetto a gennaio 2021. I dati Istat sulle farmacie private

di Simona Zazzetta


Retribuzioni reali, tariffe orarie e contratti collettivi, il quadro Istat sul primo trimestre 2025

Il mercato del lavoro italiano, nei primi tre mesi del 2025, mostra segnali di movimento, ma a intensità differenziale. Le retribuzioni contrattuali orarie hanno continuato a crescere, sostenute soprattutto dai rinnovi nei settori privati e da dinamiche favorevoli in comparti chiave dell’industria. Ma il quadro che emerge dai dati diffusi dall’Istat, evidenzia anche marcate disuguaglianze tra settori, con alcuni comparti che restano in stallo o arretrano in termini reali, cioè rispetto al potere di acquisto legato all’inflazione. Tra questi spiccano le farmacie private, che, insieme a telecomunicazioni, regioni e autonomie locali e Servizio sanitario nazionale, segnano un incremento pari a zero.

Il mercato del lavoro: 40 contratti in vigore, 35 in attesa di rinnovo

Secondo l’Istat, a fine marzo 2025 sono in vigore 40 contratti collettivi nazionali per la parte economica, che coprono il 52,7% dei dipendenti, circa 6,9 milioni di lavoratori, per un corrispondente 50,7% del monte retributivo complessivo. 

Nel corso del trimestre sono stati recepiti nove contratti, soprattutto nei settori della logistica, dei servizi socioassistenziali (Uneba), della pubblica amministrazione centrale e dell’edilizia. Tuttavia, restano ancora 35 contratti in attesa di rinnovo, che interessano il 47,3% dei lavoratori, pari a circa 6,2 milioni di persone. Il tempo medio di attesa per i lavoratori con contratto scaduto è sceso da 29 a 23,1 mesi nell’arco di un anno, segno di una ripresa dei negoziati, ma con ritardi ancora significativi.

L’incremento della retribuzione oraria media tra gennaio e marzo è stato del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. A marzo 2025, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie ha registrato un aumento dello 0,4% rispetto a febbraio e del 4,0% su base annua. Trainano soprattutto l’industria (+4,9%) e i servizi privati (+4,3%), mentre la pubblica amministrazione si ferma a un modesto +1,7%. I settori con le performance migliori sono l’alimentare (+7,8%), il metalmeccanico (+6,3%) e il commercio (+6,1%).

Retribuzioni reali inferiori dell’8% rispetto a gennaio 2021

In un commento l’Istat sottolinea che nel settore delle farmacie private, invece, l’aumento delle retribuzioni contrattuali è stato nullo. Il dato che si inserisce in un contesto di contrattazione in corso tra la parte datoriale e le Organizzazioni sindacali dei dipendenti. 

"Le retribuzioni - commenta Benedetta Mariani dirigente sindacale Filcams a Farmacista33 - crescono solo rinnovando i contratti nazionali. Il CCNL Farmacie Private ha avuto un solo rinnovo negli ultimi 10 anni, con un incremento della paga base tra il 4 e il 5%. Il settore farmacie nel frattempo è cresciuto, e lo confermano i dati e ha continuato a produrre utili importanti, altrimenti i fondi di investimento non riterrebbero proficuo finanziare l'acquisizione di farmacie da parte delle numerose holding che sono nate nel frattempo nel settore. La farmacia è cresciuta come ruolo sanitario sul territorio, a seguito dell'impegno di tutti durante la pandemia. È stata rinnovata la remunerazione e anche la Convenzione. Ma non è un mistero che in questo momento la carenza di collaboratori sia la criticità del sistema. Anche questi dati aiutano a chiarire il perché: le retribuzioni di chi lavora in farmacia sono ferme da tempo, e guadagnare troppo poco per il lavoro che si fa spinge i collaboratori a cercare soluzioni diverse. È necessario quanto urgente un rinnovo del CCNL che dia nuova dignità agli stipendi, altrimenti la fuga dei collaboratori continuerà".

L’analisi istat rileva anche che, nonostante i segnali positivi, le retribuzioni contrattuali reali – cioè depurate dall’effetto dell’inflazione – restano inferiori dell’8% rispetto a gennaio 2021. Il recupero del potere d’acquisto, in parte avviato, resta quindi incompleto. Le perdite più contenute si osservano nei comparti agricolo e industriale, mentre risultano più marcate nei servizi privati e nella pubblica amministrazione. Un divario che rischia di diventare strutturale se non si interverrà in modo deciso sul fronte dei rinnovi contrattuali e degli adeguamenti salariali.

Fonte

https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/04/Retribuzioni-contrattuali_GENNAIO-MARZO-2025.pdf

I dati Istat: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/04/Retribuzioni-contrattuali_GENNAIO-MARZO-2025.pdf 

TAG: STIPENDIO DEI DIPENDENTI, ISTAT, CONTRATTAZIONE COLLETTIVA, RETRIBUZIONE DEI FARMACISTI, INFLAZIONE

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