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19 Maggio 2025Si è svolto a Perugia, davanti alla sede di Federfarma Umbria, un presidio di protesta organizzato da Filcams Cgil Perugia e Terni contro la proposta economica per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle farmacie private

Venerdì 16 maggio, davanti alla sede di Federfarma Umbria a Perugia, si è svolto un presidio di protesta dei lavoratori delle farmacie private umbre, promosso dal sindacato Filcams Cgil di Perugia e Terni. A motivare la mobilitazione è la proposta presentata da Federfarma nel contesto delle trattative per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), che prevede un aumento salariale di 120 euro lordi.
A spiegare le motivazioni dell’iniziativa alla stampa locale sono i segretari generali della Filcams Cgil Perugia, Massimiliano Cofani, e della Filcams Cgil Terni, Rosita Petrucci: “La mobilitazione – affermano i due sindacalisti – nasce in risposta alla proposta avanzata da Federfarma, durante le trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che prevede un aumento salariale di soli 120 euro lordi in tre anni. Proposta che noi riteniamo irricevibile e che non tiene conto della professionalità e dell’impegno quotidiano di migliaia di farmacisti che operano nel settore privato e che già oggi ricevono retribuzioni inadeguate. Rivendichiamo un rinnovo contrattuale che riconosca la dignità del lavoro e valorizzi la figura del farmacista, sia dal punto di vista economico che normativo”.
I sindacati hanno sottolineato che la professione sempre meno attrattiva:
“Fino a qualche anno fa – hanno ricordato anche i segretari di Filcams Cofani e Petrucci –, la professione del farmacista era ancora molto stimata e riconosciuta, mentre oggi i lavoratori delle farmacie guadagnano appena 1.500/1.600 euro al mese, nonostante gli anni di studi e specializzazioni fatti nel loro percorso formativo. E questo anche alla luce di un continuo aumento del carico di lavoro, con le farmacie aperte 24 ore su 24, anche nei giorni festivi e senza nessun limite. Il nuovo contratto deve dare risposte importanti in questo senso perché la professione sta perdendo di appetibilità. Le facoltà di farmacia sono sempre più vuote perché la professione non attira più e i farmacisti professionisti preferiscono andare a insegnare piuttosto che stare in farmacia, visti gli orari impossibili, le paghe basse e l’aumento del lavoro all’interno delle stesse. Essendo le farmacie sempre più presidio sanitario e avendo introdotto nuovi servizi, sono aumentate in maniera esponenziale anche le mansioni dei lavoratori, spesso non tutelate e non riconosciute economicamente”.
“Siamo qui – ha detto una delle farmaciste presenti al presidio – perché amiamo il nostro lavoro e vorremmo che fosse adeguatamente riconoscimento. Oggi abbiamo maggiori mansioni e maggiore responsabilità, non solo civile ma anche penale, per appena 9,60 euro netti all’ora. E se la parte economica è importante, visto l’attuale caro vita, vorremmo però anche una maggiore valorizzazione della nostra professionalità e condizioni di lavoro più dignitose. Tra notturni e festivi, non adeguatamente retribuiti, la qualità di vita di un farmacista è oggi molto limitata”.
I sindacalisti hanno sottolineato che la mobilitazione “proseguirà se non ci saranno proposte di aumento salariale basate sul principio del recupero del potere di acquisto, perso nel corso degli anni”.
Fonte
https://www.umbriaon.it/farmacisti-privati-in-protesta-sotto-la-sede-di-federfarma-umbria/
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