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contratto di lavoro farmacisti

29 Giugno 2026

Ccnl farmacisti, non titolari: mancato rinnovo all'attenzione del Parlamento. Chiesto intervento dei ministeri

Il rinnovo del contratto dei farmacisti dipendenti approda in Parlamento con un'interrogazione ai ministri della Salute e del Lavoro e un intervento in XII Commissione. Conasfa chiede al Governo di favorire la conclusione della trattativa e di sostenere il riconoscimento professionale della categoria.

di Simona Zazzetta


Ccnl farmacisti, non titolari: mancato rinnovo all'attenzione del Parlamento. Chiesto intervento dei ministeri

Il contratto scaduto dei farmacisti dipendenti e il mancato rinnovo sono approdati all'attenzione del Parlamento con un'interrogazione rivolta ai ministri della Salute e del Lavoro e con un intervento nel corso dei lavori della XII Commissione della Camera. In entrambe le sedi sono state richiamate le criticità denunciate dai farmacisti collaboratori: dall'ampliamento delle responsabilità legato alla farmacia dei servizi alla perdita di potere d'acquisto, fino alla crescente carenza di personale. A evidenziarne il significato è il Conasfa, associazione dei farmacisti non titolari, che auspica che un intervento dei ministeri che pur non avendo un ruolo diretto nel negoziato per il rinnovo del contratto, possano favorire le condizioni per una rapida conclusione della trattativa, sostenendo il riconoscimento economico e professionale dei farmacisti, vigilando sulle tutele connesse alle nuove funzioni e monitorando il fenomeno dell'abbandono della professione.

Rinnovo, riconoscimenti professionali e contrasto all'esodo

Due gli interventi segnalati dall'Associazione. Lo scorso 23 giugno l'onorevole Marco Lacarra (Pd) ha presentato un'interrogazione ai ministri della Salute e del Lavoro nella quale ha richiamato l'evoluzione della farmacia dei servizi, sottolineando come l'ampliamento delle attività affidate alle farmacie – dalle vaccinazioni alla telemedicina, fino ai test diagnostici – abbia comportato un aumento delle responsabilità professionali, del rischio biologico e degli oneri formativi a carico dei farmacisti collaboratori.
Il parlamentare, sottolinea Conasfa, ha evidenziato il mancato rinnovo dei contratti delle farmacie private e comunali, ricordando le mobilitazioni sindacali degli ultimi mesi e le difficoltà economiche denunciate dalla categoria, aggravate dagli obblighi di formazione, iscrizione all'Ordine e contribuzione Enpaf.

Da qui la richiesta ai ministri di favorire, per quanto di competenza, una rapida conclusione del negoziato contrattuale, assicurando che l'espansione della farmacia dei servizi sia accompagnata “da un adeguato riconoscimento economico, professionale e normativo dei farmacisti dipendenti che concretamente erogano tali prestazioni”, e di adottare misure “per contrastare la carenza e l'esodo dalla professione, a salvaguardia della tenuta del presidio farmaceutico di prossimità”.

Un ulteriore richiamo alla condizione dei farmacisti dipendenti è arrivato anche nel corso dei lavori della XII Commissione della Camera. Nel suo intervento, la deputata Marianna Ricciardi (M5S) ha riportato l'attenzione sul mancato rinnovo del contratto nazionale in un contesto dedicato alla spesa farmaceutica convenzionata, evidenziando la necessità di riconoscere il ruolo dei farmacisti dipendenti e le criticità economiche e professionali che interessano la categoria.

Conasfa: riportato in Parlamento ciò che i farmacisti collaboratori vivono ogni giorno

Le due iniziative parlamentari sono state accolte con favore dal Conasfa: “Un atto che riconosce, in sede istituzionale, ciò che i farmacisti collaboratori vivono quotidianamente: un'espansione costante di responsabilità e prestazioni, a fronte di contratti scaduti e condizioni economiche sempre più inadeguate”.

In un commento a Farmacista33, il presidente Lino Gorrasi aggiunge che il fatto che il tema sia arrivato in Parlamento rappresenta “sicuramente un'opportunità, perché oggi si comincia a considerare il farmacista una risorsa da valorizzare. L'auspicio – aggiunge - è che i due ministri, ciascuno per le proprie competenze, diano una risposta. Sappiamo bene che non possono entrare direttamente nel merito della trattativa, ma una presa di posizione politica potrebbe contribuire a riaprire il confronto tra le parti, datoriale e sindacale, che devono negoziare. Chiediamo ai ministri di esprimere pubblicamente il sostegno del Governo al riconoscimento economico e professionale dei farmacisti dipendenti, quale segnale forte alle parti in causa, di vigilare affinché l'ampliamento delle funzioni della farmacia dei servizi — finanziato con risorse pubbliche — sia accompagnato da tutele adeguate per chi quelle funzioni le esercita e di monitorare il fenomeno dell'abbandono della professione, che rischia di compromettere la tenuta stessa del presidio farmaceutico territoriale”. 

Secondo Gorrasi, oggi c’è una “situazione paradossale, perché non esistono più gli stessi rapporti di forza del passato. Oggi i farmacisti hanno un forte potere contrattuale individuale, ma servono anche garanzie istituzionalizzate, non soltanto la forza del singolo nella trattativa”. E conclude: “La farmacia di prossimità è un pilastro del Servizio sanitario nazionale. Perché regga, chi la sostiene dall'interno deve essere messo nelle condizioni di farlo con dignità".

Conasfa: farmacisti dipendenti sono doppiamente penalizzati

Anche l'intervento di Ricciardi, che "ha richiamato, nel corso dei lavori della XII Commissione della Camera, l'attenzione sulla grave situazione dei farmacisti dipendenti" è stato accolto positivamente dal Conasfa. 
L'associazione denuncia "una condizione non più sostenibile per migliaia di professionisti che, pur garantendo quotidianamente un Servizio essenziale ai cittadini, non hanno visto riconosciuto non solo il loro valore professionale ma neppure un adeguamento delle proprie retribuzioni all'aumento del costo della vita registrata nell'ultimo decennio. Tutto ciò mentre nell’ultimo anno, secondo l’Aifa, la spesa farmaceutica convenzionata ha registrato un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Secondo alcuni osservatori questa crescita della spesa farmaceutica è legata alla nuova remunerazione delle farmacie e al passaggio di alcune molecole dalla DPC alla classe A.".

Per il Conasfa, "i farmacisti dipendenti risultano quindi doppiamente penalizzati: da un lato subiscono una significativa perdita del potere d'acquisto a causa del mancato rinnovo contrattuale; dall'altro, come contribuenti, sono chiamati a sostenere attraverso la fiscalità generale anche gli effetti economici derivanti dallo sforamento della spesa farmaceutica".

ph.ch.magnific

TAG: RINNOVO DEL CONTRATTO, CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), FARMACISTI, CONASFA

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