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24 Maggio 2025I farmacisti, per ottenere il massimo di sistemi basati sull'intelligenza artificiale possono collaborare al loro sviluppo e alla loro sperimentazione. Ecco le possibili applicazioni in farmacia tra opportunità e sfide

Tra maggiori carichi di lavoro e un aumento delle responsabilità cliniche e delle attività amministrative, il ruolo del farmacista è sempre più sotto pressione, sia in ambito territoriale che a livello ospedaliero. L’Intelligenza artificiale (IA), semplificando i flussi di lavoro e migliorando l’assistenza ai pazienti, sta emergendo come uno strumento potente per alleggerire anche questo professionista sanitario. Ne parla, in un commento pubblicato su PharmacyTimes, la farmacista Alaa Abdul Ghani pharmacy manager di CVS Pharmacy.
La farmacista spiega che in ambito ospedaliero gli strumenti basati sull’IA si stanno già dimostrando preziosi. I sistemi di supporto alle decisioni cliniche possono segnalare interazioni farmacologiche ed errori di dosaggio in tempo reale. Inoltre, gli algoritmi aiutano nella gestione della terapia antibiotica analizzando le resistenze e guidando nella scelta di terapie mirate. A questo si aggiunge l’integrazione dei modelli di IA a livello di fascicolo sanitario elettronico, che consentono di prevedere il peggioramento delle condizioni dei pazienti, inducendo interventi più tempestivi e migliorando gli outcome.
Anche nelle farmacie del territorio le opportunità sono altrettanto importanti. Le piattaforme basate sull’IA stanno contribuendo ad automatizzare i flussi di lavoro per quel che riguarda il rifornimento di scorte, nonché la comunicazione con i pazienti e l’identificazione di quelli a rischio di non aderenza o potenziali complicanze. Gli strumenti di IA possono anche fornire supporto per le raccomandazioni sui farmaci da banco, sulla base di sintomi riferiti e dell’anamnesi del paziente, consentendo ai farmacisti di concentrarsi maggiormente sulla consulenza e sui servizi clinici.
La farmacista, tuttavia, sottolinea che l’integrazione dell’IA non è priva di sfide. Una delle principali preoccupazioni riguarda la privacy dei dati, soprattutto con strumenti che si interfacciano con informazioni sanitarie protette. Esiste, poi, il rischio di bias nei modelli di IA, specie se addestrati su dati incompleti o non rappresentativi. L’esperto sottolinea anche che alcuni farmacisti temono di perdere la propria intuizione clinica a favore di suggerimenti preconfezionati che potrebbero non tenere conto delle sfumature del paziente. Infine, vi è un ostacolo culturale. Sia in ambito ospedaliero che in quello territoriale vi sono farmacisti scettici nei confronti dell’IA o addirittura timorosi, che considerano questi sistemi come una minaccia piuttosto che una risorsa.
Ghani sottolinea che esitazione può rallentare l’adozione dell’IA e far perdere quella che è, invece, un’opportunità: “I farmacisti devono essere proattivi nel plasmare il modo in cui l’IA viene implementata nel settore, partecipando a programmi pilota e dando il loro contributo alla progettazione e alla sperimentazione di questi sistemi”.
Fonte
Ghani A. A. AI at the counter: how artificial intelligence is shaping the future of pharmacy practice. PharmacyTimes
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