farmacisti
04 Giugno 2025È partita dalla Sardegna la mobilitazione dei farmacisti dipendenti delle farmacie private per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. A Cagliari circa 300 farmacisti, insieme ai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, hanno manifestato davanti alla prefettura e annunciano che la mobilitazione proseguirà

Come anticipato nei giorni scorsi, è iniziata dalla Sardegna la mobilitazione dei farmacisti che chiedono il superamento dello stallo nella trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo delle farmacie private: a Cagliari circa 300 farmacisti si sono concentrati davanti alla prefettura insieme con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs per protestare contro l'associazione dei titolari di farmacia.
Per i sindacati “Federfarma continua ad assumere posizioni irricevibili”. Nella Milazzo, segretaria regionale della Filcams Cgil spiega nell'edizione regionale dei tg della Rai, che il tavolo della trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale “che dovrebbe in qualche modo riconoscere il valore e la professionalità di migliaia di farmacisti e farmaciste, considerando che loro hanno anche un carico di lavoro straordinario per i compiti e le mansioni aggiuntive che però non sono riconosciuti con un aumento del salario minimo, si è rotto”.
E aggiunge: “Non è ancora uno sciopero ma è una mobilitazione che sta iniziando con questo primo presidio su Cagliari e continuerà poi nelle prossime settimane anche su Sassari”. A cui fa eco Giuseppe Atzori della Fisascat Cisl: “Oggi si avvia un periodo di lotta contro l'atteggiamento di Federfarma che non intende rinnovare il contratto collettivo nazionale di lavoro in modo dignitoso e che dia riconoscimento alla professionalità dei farmacisti. Ci deve essere assolutamente un cambio di rotta da parte di Federfarma e per questo è stata decisa a livello nazionale, dalle tre organizzazioni sindacali, un periodo di lotta che inizia oggi”.
In Sardegna operano circa duemila farmacisti dipendenti di 600 farmacie e tra gli sloga ripetuti il messaggio “Non siamo commessi, siamo professionisti della salute” si riferisce agli aspetti economici della trattativa. Sul tema interviene Cristiano Ardau segretario regionale Uiltucs che ricorda quanto emerso dall’ultimo incontro del Tavolo: “Dopo 8 incontri nazionali, Federfarma continua a lasciare sul piatto la proposta iniqua di 120 euro di aumento retributivo, pari a 69 centesimi di euro per ogni ora. Quindi i farmacisti, dopo cinque anni di laurea e i vari corsi di specializzazione, guadagnano meno di un salumiere. Nella farmacia dei servizi i farmacisti inoculano vaccini, fanno l'elettrocardiogramma e sono presidio medico sanitario: le farmacie fanno grandi profitti ma non vogliono riconoscere ai farmacisti dipendenti la dignità retributiva e normativa. Ecco perché oggi inizia la protesta dei farmacisti e si va verso lo sciopero nazionale del settore”.
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