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18 Giugno 2025

Rinnovo Ccnl, farmacisti non titolari: con nuova Convenzione è tempo di riconoscimento sanitario

Per Angela Noferi, presidente di Conasfa, è tempo di un vero contratto sanitario per i farmacisti, che riconosca pienamente il loro ruolo professionale, al di là della moda del momento e a prescindere dall’erogazione dei servizi, in particolare ora che è stata rinnovata la Convenzione farmaceutica

di Simona Zazzetta


Rinnovo Ccnl, farmacisti non titolari: con nuova Convenzione è tempo di riconoscimento sanitario

Ai farmacisti serve un vero contratto sanitario, “non per moda ma per missione” e soprattutto da sempre, non solo ora con la farmacia dei servizi: è tempo che il contratto nazionale di lavoro dia finalmente pieno riconoscimento al ruolo sanitario, in particolare ora che è stata rinnovata la Convenzione farmaceutica e, anche se non tutte le Regioni hanno inserito i servizi in convenzione, la tutela di un contratto nazionale deve valere per tutti i farmacisti, indipendentemente dal fatto che eroghino o meno i servizi. Sono alcuni punti che emergono dalle dichiarazioni di Angela Noferi, presidente di Conasfa in un’intervista rilasciata a Farmacista33, con la premessa che Conasfa è una associazione professionale che non siede al tavolo della trattativa ma “segue da vicino le dinamiche sindacali”.

Un contratto coerente con la professione sanitaria

Per Conasfa il contratto dei farmacisti deve essere un contratto di natura sanitaria, che restituisca dignità e coerenza al ruolo professionale.
“È tempo che il contratto nazionale di lavoro ne dia finalmente pieno riconoscimento – sottolinea Noferi - non come effetto dell’evoluzione della farmacia dei servizi, ma per ciò che da sempre il farmacista rappresenta nel sistema sanitario, cioè un professionista competente e insostituibile nella gestione sicura del farmaco e nel supporto all’aderenza terapeutica. Siamo professionisti del farmaco, non intermediari”. L

L'interpretazione della prescrizione medica, l’individuazione e gestione delle interazioni farmacologiche, la promozione dell’aderenza terapeutica, la segnalazione e il monitoraggio degli effetti avversi, il counseling farmaceutico personalizzato, la partecipazione attiva alle pratiche di farmacovigilanza e ricognizione terapeutica “sono attività professionali che il farmacista svolge da sempre”

“Ci sentiamo professionisti sanitari già da prima del Covid, ben prima che si iniziasse a parlare di servizi. Non servono nuovi modelli per dimostrare il nostro ruolo sanitario: il cuore della professione farmaceutica lo dimostra già”. Il termine "sanitario", quindi, andrebbe “associato al ruolo del farmacista come figura di raccordo tra il Servizio Sanitario Nazionale e i cittadini”.

Ben venga l’idea di un contratto sanitario, ma per Conasfa la strada non è quella proposta dal presidente dell’Ordine di Roma: “Siamo soddisfatti del fatto che dagli Ordini professionali arriva un contribuito a far sì che la nostra professionalità sanitaria sia riconosciuta, anche al tavolo contrattuale – aggiunge Noferi. - Ma riteniamo che l’indennità di specificità sanitaria proposta dal presidente dell’Ordine di Roma non sia la strada giusta. Serve un cambiamento più incisivo, che vada nell’interesse di tutti i farmacisti, non solo di quelli che erogano servizi. Il nostro ruolo sanitario non dipende da questo”.

Aumento di stipendio e nuova Convenzione: i fondi ora ci sono

In, Conasfa ricorda Noferi, ha contribuito alla definizione della piattaforma rivendicativa e ritiene inaccettabile la proposta economica avanzata da Federfarma.

“Per noi l’aumento richiesto dai sindacati che rappresentano i farmacisti è fondamentale. La proposta di Federfarma di aumento di 120 euro al mese si traduce in pochi centesimi all’ora che non bastano a compensare la perdita di potere d’acquisto della categoria, indipendentemente dall’attivazione o meno dei servizi. Non è pensabile che, con stipendi così bassi, si possa affrontare il futuro, considerando anche l’inflazione e l’aumento del costo della vita”.

Nel dibattito sul rinnovo c’è anche un tema di sostenibilità per il sistema: “Che il sistema debba essere sostenibile per le farmacie è ovvio, ma quando anni fa si parlava di miglioramenti contrattuali ci è stato risposto che bisognava attendere il rinnovo della Convenzione. Ora che la Convenzione è stata rinnovata, i fondi dallo Stato alle farmacie ci sono e dovrebbero essere redistribuiti anche ai dipendenti. Non si può pensare che servano solo per investimenti strumentali perché, se mancano le risorse umane, l’investimento non serve. Creare un servizio in farmacia significa aumentare il personale, togliere risorse al banco, organizzarsi diversamente. Quindi, se ora ci sono più risorse economiche grazie alla Convenzione, è tempo di ragionare in termini aziendali: un incremento deve essere redistribuito anche a chi lavora in farmacia”. 

L’avvio dei servizi in farmacia ha richiesto un nuovo modello organizzativo con più personale, nuova logistica, ma, sottolinea Noferi, “la farmacia dei servizi non si è sviluppata in modo uniforme in tutta Italia. Ci sono regioni che hanno inserito i servizi in convenzione, e altre dove probabilmente mancano risorse economiche. Di conseguenza, ci sono territori dove le farmacie che offrono servizi sono meno. Ma, quando si parla di contratto nazionale, la tutela deve valere per tutti i farmacisti, indipendentemente dal fatto che eroghino o meno i servizi”.

Una fase di mobilitazione da seguire da vicino

In questo scenario, prosegue la mobilitazione dei sindacati: “Sono in essere molte dinamiche territoriali in corso, legate alle mobilitazioni promosse dai sindacati. Alcuni di loro hanno già organizzato assemblee di zona, sia in presenza che da remoto, per definire le forme di protesta. Come Conasfa, stiamo seguendo da vicino queste dinamiche sindacali, anche perché molti dei nostri iscritti fanno parte dei sindacati. In quanto associazione professionale, promuoviamo informazione e partecipazione, ma riteniamo anche che, in questa fase storica, il contratto debba prendere una direzione diversa, soprattutto per dare una risposta concreta al malcontento e alla frustrazione di tanti colleghi”.

TAG: CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), CONASFA, CONVENZIONE FARMACIE, CONTRATTAZIONE COLLETTIVA, FARMACISTI

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