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02 Luglio 2025Ad un anno dall’adozione dell’AI Act la PGEU (Pharmaceutical Group of the European Union) pubblica un nuovo position paper che evidenzia il potenziale dell’IA come alleato strategico per i farmacisti. Ecco come viene già utilizzata dai farmacisti europei

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nella pratica del farmacista non è più una prospettiva futura, ma una realtà in rapida trasformazione. In diversi paesi europei, le farmacie stanno già adottando strumenti digitali per automatizzare attività amministrative e logistiche, come la gestione dell’inventario, delle scadenze e della documentazione, riducendo così il carico burocratico e liberando tempo e risorse preziose da dedicare alla relazione con il paziente. A un anno dall’adozione dell’AI Act, il primo quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale, la PGEU (Pharmaceutical Group of the European Union) ha pubblicato un nuovo position paper che evidenzia il potenziale dell’IA come alleato strategico per i farmacisti. Secondo il documento, l’intelligenza artificiale può contribuire in modo significativo a migliorare l’efficienza operativa, la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle terapie. Ecco come viene utilizzata dai farmacisti
Un ambito in cui l’intelligenza artificiale sta già dimostrando la propria utilità è la gestione delle forniture farmaceutiche. In Spagna, per esempio, il sistema CisMED, basato su tecniche di machine learning, elabora quotidianamente oltre 350.000 dati per monitorare in tempo reale l’andamento delle scorte e generare report utili ad anticipare e prevenire carenze di medicinali.
L’intelligenza artificiale può migliorare, anche, la comunicazione tra farmacia e paziente, pur mantenendo centrale il valore dell’interazione umana. I chatbot sono in grado di fornire informazioni di base su orari, servizi e modalità di accesso, indirizzando i quesiti clinici direttamente al farmacista. In Olanda, per esempio, il progetto Pharmi consente ai pazienti di interagire 24 ore su 24 con un assistente virtuale per chiarimenti su terapie, dosaggi e modalità di somministrazione. Il sistema automatizzato è integrato con l’intervento dei professionisti della salute, che possono essere coinvolti in caso di dubbi complessi o esigenze cliniche.
Anche nel follow-up terapeutico l’IA mostra grandi potenzialità. In Svizzera è in fase di sviluppo Cybermedoc, un sistema in grado di inviare promemoria quotidiani ai pazienti dimessi dall’ospedale e segnalare automaticamente eventuali mancate risposte, consentendo un intervento tempestivo da parte del personale sanitario e garantendo la continuità terapeutica.
Uno dei principali vantaggi dell’IA è la capacità di elaborare grandi volumi di dati in tempi rapidi, supportando così le decisioni cliniche. È possibile, ad esempio, identificare in tempo reale interazioni tra farmaci o alimenti, prevedere reazioni avverse e personalizzare le terapie in base alle caratteristiche del paziente. Strumenti come id. Genius in Francia offrono un allert in tempo reale su potenziali errori terapeutici o interazioni farmacologiche, suggerendo alternative in caso di indisponibilità dei farmaci. Tali sistemi non sostituiscono il giudizio professionale del farmacista, ma lo potenziano, contribuendo a migliorare la sicurezza e la qualità delle cure.
Accanto alle opportunità, l’adozione dell’IA comporta anche importanti sfide. La trasparenza degli algoritmi e la comprensibilità dei processi decisionali rappresentano requisiti essenziali per garantire fiducia e sicurezza. Un altro nodo cruciale è la tutela della privacy, che impone alle tecnologie basate su IA il rigoroso rispetto del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e dell’AI Act, attraverso l’adozione di protocolli sicuri, la garanzia della tracciabilità delle operazioni e l’impiego di sistemi di crittografia a tutela delle informazioni sanitarie dei cittadini.
Il position paper sottolinea, infine, l’urgenza di colmare il divario formativo, evidenziando come molti farmacisti non abbiano ancora ricevuto un’adeguata preparazione sull’uso dell’IA e degli strumenti digitali, e richiamando la necessità di aggiornare i curricula universitari e promuovere percorsi di formazione continua per sviluppare competenze specifiche nell’interpretazione e validazione dei dati generati da queste tecnologie.
Il PGEU invita a considerare l’intelligenza artificiale non come una minaccia, ma come un’opportunità per rafforzare il ruolo del farmacista all’interno di un sistema sanitario più integrato, efficace e centrato sul paziente. Le esperienze già in atto nei diversi paesi europei dimostrano che l’adozione dell’IA in farmacia è non solo possibile, ma già realtà. La sfida sarà quella di garantirne un’implementazione etica, trasparente e sostenibile, capace di valorizzare l’interazione umana e tutelare i diritti del cittadino.
Fonte
https://www.pgeu.eu/publications/pgeu-position-paper-on-artificial-intelligence/
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