contratto di lavoro farmacisti
23 Luglio 2025Il 22 luglio a Mestre circa un centinaio di farmacisti provenienti da tutta la regione si sono ritrovati per un presidio di protesta davanti alla sede di Federfarma Veneto

Martedì 22 luglio a Mestre circa un centinaio di farmacisti provenienti da tutta la regione si sono ritrovati per un presidio di protesta davanti alla sede di Federfarma Veneto per chiedere il rinnovo del contratto nazionale e l’adeguamento degli stipendi. La manifestazione rientra in un’iniziativa promossa unitariamente da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, che nei mesi scorsi hanno organizzato presìdi in diverse province della regione.
I farmacisti, come riportano diverse testate regionali, hanno ribadito la loro richiesta: un contratto che riconosca pienamente il valore, il ruolo e l’impegno quotidiano di chi lavora in farmacia, spesso con orari complessi, mansioni ampliate e carichi crescenti.
“Facciamo analisi, tamponi, elettrocardiogramma, diamo una mano agli anziani, non siamo costretti ma siamo professionisti sociosanitari che svolgono un servizio alla comunità”, hanno affermato i manifestanti, sottolineando che il loro contributo va ben oltre la semplice dispensazione di farmaci.
La trattativa nazionale per il rinnovo del contratto tra Federfarma e i sindacati, lo si ricorda, è attualmente in fase di stallo: i rappresentanti dei lavoratori definiscono “irricevibile”.
“La trattativa a livello nazionale tra Federfarma e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltutcs è bloccata dalla distanza tra le parti. A fronte di una richiesta di 360 euro lordi, i sindacati di categoria considerano infatti irricevibile la proposta avanzata da Federfarma, disposta a concedere un aumento in busta paga pari a 120 euro lordi nell’arco di tre anni”, è stato ricordato durante la protesta.
“In Veneto — hanno ricordato i rappresentanti di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltutcs — i farmacisti sono 6.000, molti dei quali lavorano nelle 1.377 farmacie private del Veneto. Si tratta di professionisti la cui conciliazione tra lavoro e vita privata è sempre più difficile a causa dell’aumento dei carichi di lavoro e dei turni. A questo si aggiunge la richiesta di mansioni sempre più specializzate a cui però non corrisponde il riconoscimento in termini economici”.
“Per mantenere questa professionalità abbiamo bisogno di un trattamento economico adeguato — dice la segretaria regionale della Filcams Cgil Cecilia De Panz —, altrimenti un contratto che rispetti la professionalità dei farmacisti e consenta la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Uno degli obiettivi è il recupero del potere d'acquisto. Tenendo presente poi che si fa fatica a trovare il personale in questo settore, la professionalità è molto alta ma i farmacisti fuggono perché sono pagati pochissimo a fronte di orari complicati dopo le liberalizzazioni, aumento dei carichi di lavoro, vaccini e in assenza di welfare. Se vogliamo mantenere un presidio costante nel territorio in supporto alla cittadinanza, sempre più anziana, abbiamo bisogno che le nostre farmaciste e i nostri farmacisti siano pagati dignitosamente e ad oggi siamo molto lontani”.
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