contratto di lavoro farmacisti
07 Novembre 2025Federfarma comunica i primi dati di adesione allo sciopero del 6 novembre dei dipendenti, in aggiornamento e riferiti a 7 mila farmacie, e conferma la disponibilità a proseguire il confronto per il rinnovo del Ccnl, mantenendo l’aumento salariale proposto e valutando ulteriori incentivi e misure di welfare

Secondo i primi dati raccolti da Federfarma su 7.000 farmacie, l’adesione allo sciopero nazionale del 6 novembre dei dipendenti risulta inferiore al 15%, un dato da cui evince un rapporto professionale solido tra titolari e collaboratori e di condizioni di lavoro positive nelle farmacie. L’associazione dei titolari, fermo restando l’aumento salariale di 180 euro già proposto in trattativa, si dice disponibile a valutare ulteriori incentivi e misure di welfare per migliorare reddito e qualità di vita dei dipendenti.
All’indomani dello sciopero, Federfarma sta monitorando l’adesione sulla base delle comunicazioni inviate dai titolari, ai quali era stato chiesto di segnalare in forma riservata i dati relativi al personale. Il modulo prevedeva l’indicazione del numero di farmacisti e non farmacisti in servizio il 6 novembre, delle eventuali assenze per sciopero, della verifica del rispetto della quota minima di un terzo dei farmacisti per ogni turno e dell’eventuale chiusura della farmacia. E i primi dati rilevati e, come sottolinea una nota dell’associazione, “sempre verificabili nell’ambito del confronto con le Organizzazioni sindacali” si basano sulle “comunicazioni finora pervenute da 7.000 farmacie (quelle che hanno registrato una maggiore adesione allo sciopero da parte dei dipendenti) che mostrano un tasso di adesione inferiore al 15% del personale in servizio il 6 novembre”.
Federfarma segnala anche che la quota minima - pari a un terzo - del personale presente in farmacia durante l’astensione lavorativa è stata rispettata circa al 95%.
I dati di adesione saranno aggiornati e si anticipa che saranno “in costante calo secondo le ultime proiezioni, anche considerando il fatto che sono in arrivo le comunicazioni da parte delle farmacie che non hanno registrato alcuna partecipazione allo sciopero”.
Ulteriore considerazione, si legge nella nota, è che il dato di adesione si riferisce al personale di turno il 6 novembre “e quindi se rapportato al totale del personale operante in farmacia diventa significativamente più basso”.
Federfarma sta raccogliendo i dati relativi al mancato rispetto dei requisiti minimi di servizio indicati dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi per le conseguenti segnalazioni alle Autorità competenti, nel pieno rispetto delle norme a tutela della privacy dei dipendenti.
Secondo l’associazione “dai dati emergono il solido rapporto di natura professionale tra titolari e collaboratori, nonché le buone condizioni che caratterizzano il lavoro in farmacia”, ma anche “il senso di responsabilità dei lavoratori e rende Federfarma ancor più convinta della necessità di pervenire in tempi brevi al rinnovo del Ccnl”
Federfarma si rende “disponibile a confrontarsi in maniera costruttiva con tutte le Organizzazioni sindacali disposte al dialogo sulla piattaforma sindacale proposta, assicurando altresì la libertà di rappresentanza sindacale costituzionalmente garantita, al fine di giungere quanto prima alla firma di un contratto equo e sostenibile per entrambe le parti. Inoltre, “fermo restando il riconoscimento dell’incremento salariale già proposto in sede di contrattazione nella misura di 180,00 euro mensili”, si dichiara “disponibile a discutere l’attribuzione di ulteriori incentivi, premialità e misure di welfare – utilizzando anche i benefici fiscali connessi – nell’ottica di migliorare ulteriormente il reddito effettivo e la qualità di vita dei collaboratori”.
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