contratto di lavoro farmacisti
19 Febbraio 2026Federfarma invia ai sindacati una nota di chiarimento sulla proposta economica per il rinnovo del Ccnl, precisando che l’aumento complessivo non costituisce un’indennità sanitaria ma un incremento retributivo applicato a tutto il personale farmacista

La proposta economica portata al tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto dei farmacisti si fonda sulla volontà di riconoscere un incremento retributivo complessivo che “si applicherà a tutto il personale farmacista e non costituisce una indennità sanitaria”. Federfarma ha inviato la nota di chiarimento alle Organizzazioni Sindacali all’indomani dell’assemblea dei dipendenti in cui si è parlato soprattutto della proposta di aumento salariale presentata nel corso dell’incontro del 4 febbraio scorso, “al fine di fare piena chiarezza sui contenuti e garantire un’informazione corretta”.
Federfarma sottolinea che la proposta si fonda sulla volontà “di riconoscere un incremento retributivo che provi ad andare incontro alle richieste del personale dipendente, riservando una particolare attenzione alla valorizzazione del ruolo del farmacista collaboratore”.
La nota richiama le proposte sul tavolo: “per il personale farmacista al primo livello la proposta prevede un incremento complessivo pari a 220 euro mensili”, di cui 200 sono di “incremento salariale per il farmacista inquadrato al primo livello, che è il livello iniziale nel quale vengono inseriti i farmacisti in farmacia, da riparametrare per i livelli superiori secondo i parametri contrattuali” e 20 euro mensili quale “elemento di garanzia, in attesa della sottoscrizione dell’accordo collettivo di secondo livello (regionale)”.
Federfarma chiarisce che “l’aumento sopra considerato si applicherà a tutto il personale farmacista e non costituisce una indennità sanitaria, la quale non è stata mai menzionata durante l’incontro del 4 febbraio scorso da parte della delegazione di Federfarma”.
La proposta prevede per il personale non farmacista un incremento complessivo di 150 euro mensili, di cui 130 sono di incremento salariale per “il personale non farmacista inquadrato al secondo livello, da riparametrare per i livelli inferiori” e 20 “quale elemento di garanzia, in attesa della sottoscrizione dell’accordo collettivo di secondo livello (regionale)”.
Federfarma conferma la propria disponibilità a erogare una parte rilevante dell’aumento salariale con la prima tranche per consentire ai dipendenti di beneficiare dei vantaggi fiscali – tassazione al 5% - previsti dalla legge di Bilancio per l’anno 2026.
In aggiunta agli aumenti di stipendio Federfarma ricorda che la proposta “prevede una serie di ulteriori misure che comportano vantaggi per i dipendenti” e “conferma la propria disponibilità a proseguire il confronto negoziale in un clima di responsabilità e nel rispetto delle reciproche prerogative, nella convinzione che il rinnovo del contratto collettivo costituisca un obiettivo comune”.
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